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Querele
ai giornali : FNSI contro , Osservatorio opera distinguo
di
Mauro W. Giannini
All'annuncio
di querela da parte di D'Alema nei confronti de Il Giornale,
la Fnsi ha dichiarato di non essere "d'accordo con nessun
politico, di qualsiasi colore sia, che querela un giornale
ed i suoi redattori per aver raccontato fatti o avendone interpretato
alcuni". Secondo
la FNSI, "La querela che l’onorevole Massimo D’Alema
ha annunciato nei giorni scorsi contro Il Giornale ed alcuni
suoi redattori, è indice dell’insofferenza di un mondo politico
che non sa rispondere all’informazione".
"Sono
anni - continua il sindacato dei giornalisti - che tutte le
istituzioni della nostra categoria chiedono una profonda riforma
dell'ordinamento che rispetti la dignità e l’autonomia della
professione giornalistica. Ma tutto ciò non arriva mai. Arrivano
solo alzate di scudi o tentativi di mettere l’informazione
al guinzaglio. Tutto questo non ci piace per nulla".
La
FNSI e' al fianco dei colleghi de Il Giornale "colpiti
da questo ennesimo atto contro la libera informazione. La
Fnsi rilancia alla politica la sfida delle riforme nel segno
della libertà dell'informazione e della responsabilità deontologica
per un'informazione rispettosa dei fatti e delle persone e
mai di fatti costruiti su tesi precostituite. Chiede inoltre
un segnale chiaro, in primis oggi all'onorevole D'Alema nei
confronti del Giornale, rinnovando l'istanza del 3 ottobre
scorso a tutti i politici di vertice, ad interrompere ed a
ritirare le azioni legali contro giornali e giornalisti".
Secondo
il presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
onlus, Rita Guma, "il cittadino - che sia un politico
o meno - deve poter disporre di uno strumento per difendersi
dalle falsita' o dalle mezze verita' truccate ad arte per
mistificare l'informazione. Diverso e' il caso di quando si
riportano fatti reali in modo corretto e completo. Il giornalismo
non deve essere uno strumento per colpire la dignita' di una
persona senza conseguenze".
L'Osservatorio,
che si oppone alla Legge Alfano sulle intercettazioni perche'
"mette il bavaglio alla stampa e frena le indagini, e'
anche contrario al carcere per i giornalisti che abbiano fatto
il loro dovere riportando in modo veritiero le informazioni
su fatti di pubblico interesse comunque pervenute in loro
possesso, in linea con le sentenze della Corte dei Diritti
dell'uomo, e - sempre in linea con i pronunciamenti della
Corte e del Consiglio d'Europa - ritiene che la privacy di
un politico sia molto meno stringente di quella di un privato
cittadino, sempre che i fatti narrati siano di pubblico interesse".
L'Osservatorio,
inoltre, spiega Guma "ritiene che le richieste di risarcimento
civile nei confronti di editori e giornalisti siano uno strumento
di pressione sproporzionato e spesso anche scorretto, nel
senso che vengono usate anche quando i fatti narrati sono
veri, sfruttando l'assenza del PM dal procedimento. Tuttavia
le querele per il racconto di fatti non veri (quindi non quelle
per domande che diano fastidio o per la narrazione di fatti
veri di pubblico interesse) sono uno strumento necessario
a proteggere i diritti di chi sia ingiustamente attaccato
- conclude il presidente dell'Osservatorio - Una campagna
di stampa denigratoria per motivi infondati puo' danneggiare
seriamente la vita pubblica e privata di una persona e non
sembra che l'Ordine sia in grado ad oggi di impedire che cio'
accada".
 
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