Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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23 ottobre 2009
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Querele ai giornali : FNSI contro , Osservatorio opera distinguo
di Mauro W. Giannini

All'annuncio di querela da parte di D'Alema nei confronti de Il Giornale, la Fnsi ha dichiarato di non essere "d'accordo con nessun politico, di qualsiasi colore sia, che querela un giornale ed i suoi redattori per aver raccontato fatti o avendone interpretato alcuni". Secondo la FNSI, "La querela che l’onorevole Massimo D’Alema ha annunciato nei giorni scorsi contro Il Giornale ed alcuni suoi redattori, è indice dell’insofferenza di un mondo politico che non sa rispondere all’informazione".

"Sono anni - continua il sindacato dei giornalisti - che tutte le istituzioni della nostra categoria chiedono una profonda riforma dell'ordinamento che rispetti la dignità e l’autonomia della professione giornalistica. Ma tutto ciò non arriva mai. Arrivano solo alzate di scudi o tentativi di mettere l’informazione al guinzaglio. Tutto questo non ci piace per nulla".

La FNSI e' al fianco dei colleghi de Il Giornale "colpiti da questo ennesimo atto contro la libera informazione. La Fnsi rilancia alla politica la sfida delle riforme nel segno della libertà dell'informazione e della responsabilità deontologica per un'informazione rispettosa dei fatti e delle persone e mai di fatti costruiti su tesi precostituite. Chiede inoltre un segnale chiaro, in primis oggi all'onorevole D'Alema nei confronti del Giornale, rinnovando l'istanza del 3 ottobre scorso a tutti i politici di vertice, ad interrompere ed a ritirare le azioni legali contro giornali e giornalisti".

Secondo il presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus, Rita Guma, "il cittadino - che sia un politico o meno - deve poter disporre di uno strumento per difendersi dalle falsita' o dalle mezze verita' truccate ad arte per mistificare l'informazione. Diverso e' il caso di quando si riportano fatti reali in modo corretto e completo. Il giornalismo non deve essere uno strumento per colpire la dignita' di una persona senza conseguenze".

L'Osservatorio, che si oppone alla Legge Alfano sulle intercettazioni perche' "mette il bavaglio alla stampa e frena le indagini, e' anche contrario al carcere per i giornalisti che abbiano fatto il loro dovere riportando in modo veritiero le informazioni su fatti di pubblico interesse comunque pervenute in loro possesso, in linea con le sentenze della Corte dei Diritti dell'uomo, e - sempre in linea con i pronunciamenti della Corte e del Consiglio d'Europa - ritiene che la privacy di un politico sia molto meno stringente di quella di un privato cittadino, sempre che i fatti narrati siano di pubblico interesse".

L'Osservatorio, inoltre, spiega Guma "ritiene che le richieste di risarcimento civile nei confronti di editori e giornalisti siano uno strumento di pressione sproporzionato e spesso anche scorretto, nel senso che vengono usate anche quando i fatti narrati sono veri, sfruttando l'assenza del PM dal procedimento. Tuttavia le querele per il racconto di fatti non veri (quindi non quelle per domande che diano fastidio o per la narrazione di fatti veri di pubblico interesse) sono uno strumento necessario a proteggere i diritti di chi sia ingiustamente attaccato - conclude il presidente dell'Osservatorio - Una campagna di stampa denigratoria per motivi infondati puo' danneggiare seriamente la vita pubblica e privata di una persona e non sembra che l'Ordine sia in grado ad oggi di impedire che cio' accada".

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