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Protesta
in Piemonte : cronisti fanno il loro dovere , magistrati li
indagano
di
staff
I
cronisti fanno il loro dovere, ma i magistrati li indagano
e invece di cercare in casa loro chi viola il segreto, mettono
sotto accusa i giornalisti. E' la reazione dell'Unione nazionale
cronisti italiani e del Gruppo Cronisti Piemontese che protestano
per l’iniziativa della procura di Novara di mettere sotto
inchiesta tre giornalisti i quali hanno pubblicato notizie
su un’inchiesta in corso nella città.
"Invece
di cercare nella stessa Procura chi, eventualmente, ha raccontato
dell’esistenza dell’inchiesta, i magistrati di Novara hanno
trovato più facile prendersela con i cronisti. I quali hanno
fatto esclusivamente il loro dovere: sono venuti a conoscenza
di una notizia, l’hanno controllata e l’hanno riferita ai
cittadini. Quello che ogni giornalista deve fare per rispettare
il proprio ruolo professionale e sociale", commentano
le due associazioni.
"La
Procura di Novara invece - aggiungono UNCI e GCP - è ricorsa
a una inaccettabile forma di intimidazione nei confronti di
Renato Ambiel, redattore della Stampa, e di Giuseppe Cortese
e Attilio Barlassina, direttore e redattore della Tribuna
Novarese", mentre, ricordano le associazioni dei cronisti,
"Tutte le sentenze della Corte dei diritti dell’uomo
di Strasburgo hanno sempre condannato il comportamento di
magistrati nazionali che cercano di condizionare l’informazione
pubblica pretendendo di dettare loro cosa i cittadini possono
sapere oppure no".
"A
stabilire cosa i cittadini devono o possono sapere" conclude
la nota "non sono i magistrati ma i giornalisti, i soli
abilitati – nel rispetto della legge – a decidere cosa sia
una notizia di pubblico interesse".
 
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