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CSM
: laici del centrodestra esprimono solidarieta' a Mancino
di
staff
In
apertura della seduta di ieri dell’Assemblea plenaria del
Consiglio Superiore della Magistratura, il Consigliere Michele
Saponara (Pdl, FI) ha espresso al Vice Presidente Nicola Mancino
la piena e convinta solidarietà del Consiglio dopo queli che
una nota definisce "i reiterati attacchi provenienti
da alcuni organi di stampa". Il riferimento e' alle accuse
di coinvolgimento di parte delle Istituzioni nella stagione
delle stragi di mafia degli anni '90 - in particolare quella
di via D'Amelio - accuse che emergono da documenti e dichiarazioni
di personaggi coinvolti in alcune inchieste sulla mafia, in
particolare Massimo Ciancimino, il figlio dell'ex sindaco
di Palermo, Vito, del quale ultimo fu accertata giudiziariamente
la collusione con la mafia.
"Poiché
le calunnie continuano – ha detto Saponara – intendo confermare,
anche a nome dei Consiglieri Gianfranco Anedda (PdL, AN) e
Ugo Bergamo, ma convinto di interpretare la volontà dell’intero
Plenum, la nostra affettuosa e convinta solidarietà, ed incoraggiare
il nostro Vice Presidente a proseguire con serenità il suo
impegno alla guida operativa del Consiglio Superiore della
Magistratura". Saponara
(PdL, FI), Anedda (PdL, AN) e Bergamo (UdC) sono membri laici
del CSM eletti dal parlamento. Il Consigliere Saponara ha
anche informato il plenum che nel corso di un cordiale colloquio
fra il Vice Presidente e il Consigliere Gianfranco Anedda
sono state superate le incomprensioni emerse durante il dibattito
del pomeriggio precedente.
In risposta, Mancino ha ringraziato il Consigliere Saponara
e tutti i componenti del Plenum per le numerose manifestazioni
di stima pervenutegli ed ha aggiunto: "Dobbiamo ribellarci
all’ipotesi che la storia degli ultimi anni possa essere scritta
dai criminali. Se ciò avvenisse, sarebbe oscuro il futuro
che prepareremmo per i nostri figli. I criminali restano tali
e vanno giudicati dalla Magistratura. Mi spiace vedere che
si dà credito a dichiarazioni scandalistiche e calunniose
rese da assassini che si sono macchiati del sangue di integerrimi
servitori dello Stato" ha concluso Mancino, secondo cui
"I comportamenti di questi criminali vanno valutati con
la severità che meritano, soprattutto quando hanno come evidente
obiettivo la ritorsione nei confronti di chi ha dato impulso
alle indagini che hanno portato alla loro cattura".
 
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