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22 ottobre 2009
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Congresso giovani avvocati : una ricetta per la giustizia
di staff

Secondo l'Eurispes, solo il 44% degli Italiani ha fiducia nell’ordine giudiziario. Di fronte a questo dato, i Giovani Avvocati AIGA propongono una loro ricetta: avvocati competitivi e competenti, manager per l’amministrazione della giustizia, sanzioni amministrative per le condotte di modesto allarme sociale.

"Mentre i temi della giustizia sono diventati argomento da talk show e sembrano essere più attuali che mai, nulla o quasi si è deliberato nelle sedi legislative" commenta amaramente il Presidente dell’AIGA Giuseppe Sileci aprendo i lavori del Congresso Straordinario dell'associazione che si svolgerà a Genova il 23 e il 24 ottobre incentrandosi sul tema di una giustizia alla quale si chiede di essere 'competente' e 'competitiva' di fronte alle sfide della globalizzazione. "Il percorso di ammodernamento della giurisdizione procede in modo miope" sostiene Sileci "con interventi spesso dettati dall’emergenza. Inoltre l’accelerazione dei processi sembra richiedere efficienza alla sola avvocatura. Mancano criteri che misurino la produttività negli uffici giudiziari" continua il rappresentante dei giovani avvocati, secondo i quali nel confronto internazionale l’Italia si presenta con una legislazione sovrabbondante, disorganica e poco chiara, con il rischio di alimentare il ricorso alle 'vie legali'.

Nei rapporti internazionali tra imprese, questo eccesso di testi legislativi, anche di scarsa qualità, nota l'AIGA, porterà sempre più a scegliere di regolare i propri interessi secondo il diritto di un paese straniero. Il Consiglio dell’UE infatti, con una decisione assunta a nome di tutti gli Stati membri ad eccezione della Danimarca, ha recepito la convenzione dell’Aja del 30 giugno 2005 in base alla quale le parti di operazioni commerciali in tutto il mondo potranno scegliere il giudice al quale sottoporre in via esclusiva le controversie che insorgano tra loro ed ottenere che le sentenze pronunciate su tali accordi siano riconosciute ed eseguite in altri paesi. E’ fin troppo prevedibile che le stesse imprese italiane, se e quando potranno invocare la Convenzione dell’ Aja, preferiranno evitare le lungaggini della giustizia italiana ed opteranno per giudice straniero. Sempre in tema di Europa al Congresso si discuterà di come la mancanza di un ordinamento giuridico comune rappresenta il maggiore freno alla piena integrazione europea.

Per quanto concerne la recente riforma del processo civile, secondo Sileci "L’introduzione di un ulteriore rito lascia perplessi in quanto paventa il rischio della sommarietà, ossia della presenza di minori garanzie senza nemmeno il beneficio di tempi processuali più brevi. Si, invece alle 'conciliazioni' come rimedio alternativo di risoluzione delle controversie con il già previsto ruolo dei locali consigli degli ordini di istituire appositi organismi presso i tribunali". Particolare attenzione sarà dedicata durante la due giorni alla riforma del processo penale ancora in stand by e con questioni tuttora oggetto di discussione: dalla separazione delle carriere, alla introduzione di criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale.

Per l'AIGA, "Nessuna riforma consentirà alla giustizia di recuperare competitività se il Parlamento tarderà ad approvare il nuovo ordinamento forense e dunque non consentirà ai cittadini di affidarsi ad un avvocato effettivamente qualificato e competente".

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Dossier giustizia

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