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Sandro
Ruotolo minacciato : solidarieta' dai colleghi , Maroni intervenga
di
staff
Pieno
sostegno dal mondo del giornalismo a Sandro Ruotolo - collaboratore
di Michele Santoro e inviato e autore della trasmissione Annozero
- minacciato di morte con la sua famiglia con una lettera
sulla quale sta indagando la Digos e che, secondo i primi
accertamenti, non sembrerebbe opera di un mitomane in quanto
contenente dettagli dai quali si desume che il giornalista
e' stato pedinato e sorvegliato. Il giornalista negli ultimi
giorni e' stato impegnato a Palermo per un'inchiesta sulla
mafia che dovrebbe andare in onda nel programma di Raidue.
I
cronisti esprimono pieno sostegno al collega Sandro Ruotolo
e sottolineano che "quando la polemica politica contro
il lavoro dei giornalisti supera ogni limite consentito dalle
elementari norme della civiltà si rischia di aizzare la follia
di qualche sconsiderato o criminale". In una nota,
il Presidente dell’Unci, Guido Columba, e il Presidente del
Gruppo Cronisti Campani, Renato Rocco, ricordano che, come
sostiene sempre lo stesso Ruotolo, "le minacce e le intimidazioni
si combattano soprattutto essendo più cronisti, cioè non lasciando
solo il collega come un facile bersaglio per i prepotenti
o i criminali, ma garantendogli attorno una “cintura di sicurezza”
di tante voci di altri cronisti".
"Già
troppi colleghi, in tante Regioni d’Italia, - ricorda la nota
- sono sottoposti a minacce e intimidazioni che rendono ancora
più difficile un lavoro che per sua natura ha la necvessità,
come ha detto sabato scorso in piazza del Popolo nella manifestazione
per difendere la libertà d’informazione Roberto Saviano, di
garantire a chi lo svolge 'la serenità di lavorare, la possibilità
di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni personali'".
L’Unione
Cronisti chiede quindi al ministro dell’interno Roberto Maroni
di dare disposizioni affinché Ruotolo e la sua famiglia abbiano
il massimo delle garanzie e perché si mettano in azione tutti
gli interventi necessari a tutelare i giornalisti e la funzione
a cui adempiono in una società democratica.
Anche
la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha espresso
la sua vicinanza a Sandro Ruotolo e alla sua famiglia "destinataria
di gravissime minacce per la sua attività di giornalista.
Un collega che non accetta di tacere su fatti e misfatti che
inquinano la società civile e su cui destina le sue migliore
risorse testimoniando un giornalismo che non si gira mai dall’altra
parte anche di fronte alle situazioni più intricate - continua
la nota FNSI - Minacce verbali, lettere minatorie, addirittura
pedinamenti sono episodi gravissimi e inquietanti. E’ necessario
un’attenta considerazione delle autorità competenti su queste
intimidazioni ed occorre un’analisi attenta dei veleni sparsi
nel territorio dell’informazione”.
"E’
l’ennesimo caso di un collega che indagando sui poteri criminali
finisce per pestare i piedi alle mafie e diventare scomodo.
– afferma Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa
Romana - Questo dimostra come l’informazione abbia un ruolo
fondamentale nella crescita della cultura della legalità,
troppo spesso bistrattata o addirittura ignorata nel nostro
Paese. La categoria deve stringersi attorno a chi, senza timori
o reticenze, svolge fino in fondo il delicato compito di informare
i cittadini, per costoro il pericolo più grande è l’isolamento".
Secondo
l'ASR, "le minacce a Ruotolo sono anche la testimonianza
che il servizio pubblico radiotelevisivo, quando non asservito
a logiche di partito, ha una funzione fondamentale nella crescita
civile dell’Italia. Mi auguro che forze dell’ordine, magistratura
e governo facciano la loro parte nel proteggere un giornalista
stimato e conosciuto proprio per la sua capacità di scavare
nella parte oscura della nostra società. Da parte nostra –
conclude Butturini – siamo al fianco del collega e chiediamo
alla Fnsi di attivare tutte le iniziative possibili per tutelarlo”.
 
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