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01 ottobre 2009
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Sandro Ruotolo minacciato : solidarieta' dai colleghi , Maroni intervenga
di staff

Pieno sostegno dal mondo del giornalismo a Sandro Ruotolo - collaboratore di Michele Santoro e inviato e autore della trasmissione Annozero - minacciato di morte con la sua famiglia con una lettera sulla quale sta indagando la Digos e che, secondo i primi accertamenti, non sembrerebbe opera di un mitomane in quanto contenente dettagli dai quali si desume che il giornalista e' stato pedinato e sorvegliato. Il giornalista negli ultimi giorni e' stato impegnato a Palermo per un'inchiesta sulla mafia che dovrebbe andare in onda nel programma di Raidue.

I cronisti esprimono pieno sostegno al collega Sandro Ruotolo e sottolineano che "quando la polemica politica contro il lavoro dei giornalisti supera ogni limite consentito dalle elementari norme della civiltà si rischia di aizzare la follia di qualche sconsiderato o criminale". In una nota, il Presidente dell’Unci, Guido Columba, e il Presidente del Gruppo Cronisti Campani, Renato Rocco, ricordano che, come sostiene sempre lo stesso Ruotolo, "le minacce e le intimidazioni si combattano soprattutto essendo più cronisti, cioè non lasciando solo il collega come un facile bersaglio per i prepotenti o i criminali, ma garantendogli attorno una “cintura di sicurezza” di tante voci di altri cronisti".

"Già troppi colleghi, in tante Regioni d’Italia, - ricorda la nota - sono sottoposti a minacce e intimidazioni che rendono ancora più difficile un lavoro che per sua natura ha la necvessità, come ha detto sabato scorso in piazza del Popolo nella manifestazione per difendere la libertà d’informazione Roberto Saviano, di garantire a chi lo svolge 'la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni personali'". L’Unione Cronisti chiede quindi al ministro dell’interno Roberto Maroni di dare disposizioni affinché Ruotolo e la sua famiglia abbiano il massimo delle garanzie e perché si mettano in azione tutti gli interventi necessari a tutelare i giornalisti e la funzione a cui adempiono in una società democratica.

Anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha espresso la sua vicinanza a Sandro Ruotolo e alla sua famiglia "destinataria di gravissime minacce per la sua attività di giornalista. Un collega che non accetta di tacere su fatti e misfatti che inquinano la società civile e su cui destina le sue migliore risorse testimoniando un giornalismo che non si gira mai dall’altra parte anche di fronte alle situazioni più intricate - continua la nota FNSI - Minacce verbali, lettere minatorie, addirittura pedinamenti sono episodi gravissimi e inquietanti. E’ necessario un’attenta considerazione delle autorità competenti su queste intimidazioni ed occorre un’analisi attenta dei veleni sparsi nel territorio dell’informazione”.

"E’ l’ennesimo caso di un collega che indagando sui poteri criminali finisce per pestare i piedi alle mafie e diventare scomodo. – afferma Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa Romana - Questo dimostra come l’informazione abbia un ruolo fondamentale nella crescita della cultura della legalità, troppo spesso bistrattata o addirittura ignorata nel nostro Paese. La categoria deve stringersi attorno a chi, senza timori o reticenze, svolge fino in fondo il delicato compito di informare i cittadini, per costoro il pericolo più grande è l’isolamento".

Secondo l'ASR, "le minacce a Ruotolo sono anche la testimonianza che il servizio pubblico radiotelevisivo, quando non asservito a logiche di partito, ha una funzione fondamentale nella crescita civile dell’Italia. Mi auguro che forze dell’ordine, magistratura e governo facciano la loro parte nel proteggere un giornalista stimato e conosciuto proprio per la sua capacità di scavare nella parte oscura della nostra società. Da parte nostra – conclude Butturini – siamo al fianco del collega e chiediamo alla Fnsi di attivare tutte le iniziative possibili per tutelarlo”.

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