30 giugno 2009

 
     

Pino Maniaci assolto : soddisfazione da Odg e Osservatorio
di Tara Fernandez

E' stato assolto Pino Maniaci, il volto di TeleJato noto per le sue coraggiose denunce in una regione travagliata dalla presenza della criminalita' di stampo mafioso. Maniaci era infatti stato accusato di esercizio abusivo della professione giornalistica per aver presentato il telegiornale dell'emittente di Partinico.

Battaglie ricordate anche nella motivazione dell'assoluzione, dove si sottolinea che "negli anni, l’attività dell’emittente si è caratterizzata per le sue campagne contro 'cosa nostra', nonché per la sua opera di informazione in altri servizi quali l’ambiente, le speculazioni sul territorio, ecc.".

Soddisfazione per l'epilogo della vicenda e' stata espressa dall'Ordine nazionale dei gornalisti, il cui segretario Enzo Iacopino, a Palermo accanto a Pino Maniaci il giorno in cui e' stata emessa la sentenza, ha dichiarato: "C’è un giudice almeno a Partinico. Un giudice capace di assolvere Pino Maniaci incredibilmente accusato di esercizio abusivo della professione giornalistica. Un giudice capace di respingere le inverosimili interpretazioni della legge fatte dalla Procura della Repubblica".

Iacopino, che ha seguito la vicenda fin dall'inizio, ha detto di essere "grato all’Ordine della Sicilia per la tempestività con la quale ha risposto alla richiesta di iscrizione di Maniaci dando un contributo significativo alla felice conclusione di questa incredibile vicenda" e, ricordando le coraggiose battaglie di Maniaci, ha concluso: "E’ questo il giornalismo che piace all’Ordine nazionale".

Soddisfazione anche dall'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus, il cui presidente Rita Guma, alla notizia della denuncia, aveva ricordato la stima e il sostegno espressi a Maniaci dall'Unione Nazionale Cronisti, dalla FNSI e dall'Ordine in occasione di minacce ricevute dal volto di Telejato, ed aveva cosi' commentato: "C'e' da vergognarsi non poco di un Paese in cui, prima di portare in galera mafiosi e camorristi, nonche' i politici conniventi, si rinviano a giudizio coloro che li combattono (talora in luogo di quei giornalisti tesserati che invece fanno scelte omertose), e che operano con una credibilita' riconosciuta dagli stessi colleghi provvisti di tesserino".

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