25 giugno 2009

 
     

Guantanamo : Alto Commissario ONU , no a mezze misure
di Gabriella Mira Marq*

L'alto Commissario ONU per i diritti dell'uomo, Navanethem Pillay, ha fatto appello ieri all'amministrazione Obama affinche' liberi i detenuti di Guantanamo Bay o li processi in un tribunale, ed ha detto che i funzionari che hanno autorizzato l'uso della tortura devono essere ritenuti responsabile per i loro crimini.

In occasione del discorso per la giornata mondiale ONU in difesa delle vittime di tortura, Pillay ha criticato la decisione degli USA di tenere alcuni sospetti terroristi in carcere indefinitamente senza un processo e - con riferimento agli interrogatori duri per i quali Obama aveva assicurato che non vi saranno processi per i funzionari che li hanno attuati (in quanto esecutori di disposizioni governative), ha detto che "le persone che abbiano inflitto la tortura non possono essere esonerate, e deve anche essere vagliato il ruolo di alcuni avvocati, così come dei medici che hanno partecipato alle sessioni di tortura".

Pillay ha lodato l'impegno dell'amministrazione Obama di vietare molte delle tecniche di interrogatorio piu' dure, compreso il Waterboarding, autorizzato dalla amministrazione Bush, e "che rappresentano tortura", ma ha detto che occorre andare oltre, fornendo alle vittime di abusi degli Stati Uniti la possibilità di ricostruire le loro vite. "Credo che stiamo finalmente cominciando a voltare pagina su questo spiacevole capitolo della storia recente, con le misure di lotta contro il terrorismo per tornare in linea con le norme internazionali sui diritti umani", ha detto Pillay, "Ma c'è ancora molto da fare prima di Guantanamo, il capitolo e' veramente giunto ad una svolta".

Gli Stati Uniti hanno risposto mettendo in evidenza i passi l'amministrazione ha preso in materia di diritti umani. "L'Amministrazione Obama ha intrapreso un'aggressiva azione su questo tema a partire dal primo giorno, rafforzando la difesa della nostra nazione e rendendo i valori fondamentali del popolo americano più sicuro", ha dichiarato Mark Kornblau, portavoce della missione statunitense presso le Nazioni Unite. "Il presidente ha vietato l'uso delle cosiddette tecniche dure di interrogatorio, ha avviato un riesame di tutte le cause pendenti a Guantanamo, ed ha ordinato che la struttura sia chiusa entro un anno".

Secondo l'Alto Commissario ONU, "Non ci dovrebbero essere mezze misure, o nuovi modi creativi per trattare le persone come criminali, quando non sono stati riconosciuti colpevoli di alcun crimine. Guantanamo ha dimostrato che la tortura e le forme illegali di detenzione possono fin troppo facilmente divenire pratica nei periodi di stress, e vi e' ancora un lungo cammino da percorrere prima che la base morale perduta dal 9/11 sia completamente ripristinata".

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale Guantanamo

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