27 maggio 2009

 
     

Sentenza Mills : da componenti CSM un chiarimento
di osservatoriosullalegalita.org*

A seguito delle polemiche suscitate dalla sentenza del processo Mills, Ezia Maccora e Fabio Roia, componenti togati del CSM per l'associazione "Unita' per la Costituzione", hanno diffuso una nota di chiarimento.

"Da anni la magistratura milanese, giudice naturale precostituito per legge, si sta occupando delle vicende giudiziarie che direttamente o indirettamente riguardano il Presidente del Consiglio e per questa attività ha subito e continua a subire attacchi e delegittimazioni. - hanno dichiarato i due membri del CSM - Il livello di professionalità dei magistrati di Milano è unanimemente riconosciuto tra i livelli più alti del panorama nazionale. Nicoletta Gandus è stata nominata dal Consiglio Superiore della Magistratura, lo scorso anno, all'unanimità, Presidente di Sezione del Tribunale di Milano a seguito di una valutazione particolarmente positiva della sua capacità professionale, della sua assoluta imparzialità e del suo equilibrio".

Secondo i due magistrati, "Le dichiarazioni di alcuni esponenti politici a seguito del deposito della motivazione della sentenza Mills appaiono pretestuose e richiedono alcune precisazioni:
1) il deposito delle motivazioni è avvenuto e doveva avvenire entro il termine di 90 giorni dalla lettura del dispositivo per non provocare possibili conseguenze negative sul piano disciplinare e processuale;
2) sono stati riproposti argomenti, sulla presunta parzialità della dott.ssa Gandus, ritenuti infondati dalla Corte di Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione che hanno respinto istanza di ricusazione avanzata dalla difesa;
3) la sentenza è stata emessa a seguito della decisione assunta da un Tribunale collegiale composta da tre giudici da tutti apprezzati per la loro professionalità".

"E' nostro compito - concludono Roia e Maccora - come componenti del Consiglio Superiore della Magistratura e come magistrati del distretto di Milano, contribuire a fornire all'opinione pubblica una corretta informazione per evitare che la credibilità dell'esercizio della funzione giudiziaria venga messa in pericolo da argomentazioni forse suggestive ma sicuramente prive di fondamento. Il nostro sistema consente, in questo come in tutti i casi, ampie possibilità di impugnazione".

*si ringrazia Piero Stagno

Speciale giustizia

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