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22 maggio 2009
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Processi
in tv : FNSI e ODG firmano codice , no dell'UNCI Nella sede romana dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il 21 maggio è stato solennemente firmato il Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive. "Il testo - commenta l'Unione Nazionale Cronisti - è stato sottoscritto anche dalla Fnsi e dall'Ordine dei Giornalisti che solo nello scorso febbraio avevano formalmente e pubblicamente annunciato il ritiro dal comitato tecnico che stava redigendo il codice per non prestarsi ad avallare un nuovo giro di vite autoritario sulla libertà di informazione e sul lavoro dei cronisti". A firmare il testo, che, chiosa l'UNCI, "rappresenta un nuovo cappio al collo di chi intende informare liberamente i cittadini delle vicende giudiziarie", sono stati materialmente il presidente della Fnsi Roberto Natale e per l'Ordine Pierluigi Roesler Franz, delegato dal presidente Lorenzo Del Boca. Gli altri firmatari sono stati le principali emittenti nazionali (Rai, Mediaset, T.I. Media), la Federazione Radio Televisioni, l'Aeranti-Corallo e l'Agcom. Il codice sottoscritto dai rappresentanti dei giornalisti ha lo scopo dichiarato di "dire basta con i processi scimmiottati in tv o trasferiti impropriamente dalle aule di giustizia al piccolo schermo" e detta regole ferree sul come e sul quando i giornalisti potranno ardire parlare di questioni giudiziarie in televisione o alla radio. Secondo l'Ordine dei Giornalisti, con il codice si dice "Stop ai processi scimmiottati in tv o trasferiti impropriamente dalle aule di giustizia al piccolo schermo: l'informazione sulle vicende giudiziarie in corso dovrà rispettare i diritti inviolabili della persona, rendere chiare le differenze fra cronaca e commento, fra indagato, imputato e condannato, fra accusa e difesa, e adottare modalità che consentano un'adeguata comprensione". ''All'inizio abbiamo avuto qualche riluttanza - ha detto il presidente della Federazione nazionale della stampa, Roberto Natale, intervenuto alla firma del codice - perche' la discussione su questo testo si intrecciava con un'aria relativa al diritto di cronaca che non ci piace, come dimostra il ddl intercettazioni''. ''Ci auguriamo che il presidente dell'Agcom Calabro' ci aiuti nella battaglia che faremo, sollecitando una decisione, da parte del Parlamento, rispettosa dei diritti e dei doveri dell'informazione. Oggi firmiamo il codice - ha concluso Natale - e insieme traiamo nuovo impulso nella determinazione ad opporci a norme che tendono a limitare il diritto di cronaca''. Ma il codice dell'Autorita' "Costituisce, di fatto - spiega l'UNCI - il pendant del ddl Alfano che vuole impedire ai giornalisti di venire a conoscenza degli elementi costitutivi di una vicenda giudiziaria per poter informare i cittadini. Il giornalismo viene subordinato a interessi diversi da quelli professionali. Federazione e Ordine si sono, quindi, schierate in modo chiaro per loro il lavoro libero dei giornalisti è un'anomalia, deve sempre esistere un Codice, un'Autorità, un divieto che detti le regole di comportamento". "Nel Codice che hanno appena sottoscritto, i cronisti sono considerati come collaboratori di giudici e avvocati, partecipi del 'circolo virtuoso' che deve 'dare impulso ad iniziative processuali della difesa e degli stessi organi giudicanti'. - conclude l'associazione presieduta da Guido Columba - Fnsi e Ordine hanno cioè bellamente calpestato la regola numero 1 del giornalista: essere testimone neutro dei fatti. Non poliziotto, giudice o avvocato, ma soltanto giornalista, nell'interesse dei cittadini". (aggiornato il 23 maggio 2009) ___________ NB:
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