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24 aprile 2009
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Pacchetto
sicurezza : penalisti , norme inutili e incostituzionali "Le norme contenute nel disegno di legge di conversione del decreto sicurezza sono per la maggior parte inutili, dannose ed a rischio di incostituzionalità". E' il parere dell'Unione Camere Penali, espresso dal segretario nazionale, avv. Lodovica Giorgi e che era stato gia' anticipato alle competenti Commissioni parlamentari dal avv. Valerio Spigarelli, Direttore del Centro Studi Marongiu dell'associazione dei penalisti. Secondo l'UCPI, "ll patto fra maggioranza e opposizione che ha condotto alla conversione in legge del decreto sicurezza sacrifica sull'altare della propaganda i più fondamentali diritti della persona e lo stesso sistema di valori costituzionali che regola il nostro ordinamento. L'Unione delle Camere Penali Italiane - continua Giorgi - ha denunciato più volte, insieme alla radicale insussistenza della situazione di necessità ed urgenza che costituisce inderogabile presupposto della decretazione d'urgenza, l'illegittimità di norme che contemplano la custodia cautelare in carcere come scelta obbligatoria in presenza di gravi indizi di commissione di determinati reati, a prescindere dal grado delle esigenze cautelari in concreto sussistenti e dunque in totale assenza del controllo del giudice sulla adeguatezza della misura, controllo che solo può legittimare la privazione della libertà ante condanna". "Deve essere peraltro chiaro al cittadino che simili norme, oltre a produrre palesi iniquità - e sul punto l'esperienza dei recenti episodi di violenza sessuale assurti all'onore delle cronache la dice lunga -, non garantiscono affatto, come invece si vorrà far credere, certezza della pena, ma mirano esclusivamente a confondere le acque e a far passare per certezza delle pena ciò che è soltanto la certezza di un'inammissibile anticipazione di pena, con ciò ponendo gravemente a rischio il diritto fondamentale di libertà di ciascuno. - continua la nota UCPI - Nè del resto ha qualcosa a che vedere con la certezza della pena o con la sicurezza dei cittadini l'eliminazione della possibilità di accedere alle misure alternative per i condannati di determinati gravi reati". "E' bene che si sappia - sottolinea il segretario nazionale dei penalisti - che i dati sulla 'recidiva' divulgati dallo stesso Ministero della Giustizia attestano con chiarezza che la detenzione in carcere è senz'altro produttiva di una maggiore capacità a delinquere e dunque di un maggior rischio di commissione di ulteriori reati, laddove al contrario le misure alternative risultano avere efficacia di reale rieducazione e dunque di abbandono del percorso criminale nella quasi totalità dei casi di loro intera esecuzione. Spiace constatare - conclude l'UCPI - come, salvo isolate voci, maggioranza ed opposizione, e persino con maggior vigore coloro che si lanciano spesso in accorati appelli al rispetto della Costituzione, quando poi si tratta di cavalcare onde di fin troppo facile consenso, siano disposti a perpetrare inganni ai danni dei cittadini facendo passare per emergenza un'emergenza che non c'è e per garanzia di sicurezza norme inutili ed anzi foriere di maggior insicurezza per tutti". ___________ NB:
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