![]() ![]() |
|||
|
18 aprile 2009
|
|||
|
|
|||
|
Crisi
dell'editoria : le richieste della Fieg al governo Il 16 aprile, nella sede della Fieg, il presidente degli editori, Carlo Malinconico, ha illustrato, alla presenza di rappresentanti del governo cmpetenti per il settore, le "Linee guida per la modernizzazione e il rilancio dell’editoria giornalistica quotidiana e periodica". La relazione descrive la situazione di crisi del settore, denunciando per il 2008 un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%, anche per effetto della significativa riduzione degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata. La prospettiva - anche a seguito della rivoluzione digitale della comunicazione e dell'informazione - e' quella della evoluzione ed integrazione dei media al fine di salvaguardare una parte significativa dell'industria culturale italiana e l'occupazione cui essa da' luogo. Tuttavia, "su entrambi i versanti d’interesse dell’impresa editoriale – sviluppo sui nuovi media e ottimizzazione della carta stampata – sussistono nel nostro ordinamento pesanti limiti allo sviluppo", fa notare Malinconico, aggiungendo che occorre "una politica in grado di cancellare anacronistici lacci e lacciuoli al mercato ma capace anche di regolarlo laddove serve per creare uniformità di condizioni, ad esempio nel mercato della pubblicità: insomma un Governo e un Parlamento che, consapevoli della radicalità della crisi, adottino misure urgenti di politica industriale per dare ossigeno e slancio alle nostre imprese". Il presidente Fieg ha ricordato che riguardo alla disciplina del rapporto di lavoro giornalistico, e' stato siglato lo schema di contratto collettivo nazionale, "che tiene conto delle esigenze di flessibilità organizzativa necessarie alle imprese per adeguarsi al mutato quadro operativo", ma "Occorrono mezzi di accompagnamento che solo il Governo è in grado di precostituire, sia pure sulla base di strumenti condivisi dalle parti sociali". Fra gli interventi proposti, "la detassazione degli utili reinvestiti in misura incrementale rispetto all’anno precedente in campagne pubblicitarie ed in iniziative di promozione della lettura; l’esclusione del costo del lavoro giornalistico dal calcolo della base imponibile ai fini IRAP, imposta che grava in modo iniquo sulle imprese editoriali per le quali è alta l’incidenza del fattore lavoro, e l’estensione all’editoria delle disposizioni sul contenimento degli oneri contributivi previsto per la generalità delle imprese; un compiuto sistema di responsabilità e sanzioni per assicurare il rispetto delle disposizioni in materia di pubblicità istituzionale (dello Stato e degli Enti pubblici e dei privati per finalità pubbliche) sulla carta stampata; disposizioni secondo cui il 60% (fino al 2012, il 50% dal 2013) della spesa per acquisti di spazi pubblicitari deve essere destinata alla stampa". Fra le altre proposte, la creazione di un fondo per la nuova occupazione, la formazione e la multimedialità (vi era una proposta analoga in una prima stesura del ddl Levi di riforma dell’editoria); forme di sostegno alla modernizzazione della rete delle edicole e della distribuzione dei giornali; riconoscimento economico dello sfruttamento dei contenuti giornalistici nelle cd. rassegne stampa; finanziamento di una campagna nazionale per la promozione della lettura con la previsione di una settimana dedicata a tale obiettivo; più esatta qualificazione di alcuni capitoli di spesa di competenza del Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio, volti all'agevolazione tariffaria delle pubblicazioni afferenti alla cd. area del no profit, da qualificare come misure di sostegno all’associazionismo. L’appello che la FIEG rivolge a Parlamento e Governo e' "di valutare la crisi in tutta la sua gravità, di evitare – specie in questo contesto così difficile – misure che aggravano la situazione, come quelle su un’ulteriore e aggiuntiva responsabilità degli editori (il riferimento e' chiaramente al ddl Alfano sulle intercettazioni, ndr), di dare corso alle richieste prioritarie ed urgenti di rilancio del settore. Da registrare una critica alla relazione di Malinconico provieniente dal segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, presente all'appuntamento. Secondo Iacopino, "Sarebbe stato un gran bel gesto se, nelle sue 27 cartelle di relazione, il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, avesse trovate tre righe per richiamare alcuni editori a comportamenti rispettosi per il lavoro dei giornalisti". "E’ facile, nella attuale contingenza, doveroso e giusto segnalare le gravi difficoltà del settore - afferma Iacopino - ma l’invito all’assunzione di responsabilità non può essere rivolto solo al governo, reclamando misure adeguate, e tanto meno ai giornalisti". Il segretario nazionale dell'Ordine si chiede dove sia "la responsabilità di quegli editori che pagano fino ad 1,03 (sì, un euro e tre centesimi) a pezzo; quella di quanti ne versano poco più di 3 e così via insultando la professionalità di migliaia di precari. E commenta che "I richiami al senso di responsabilità sono più credibili quando si ha la capacità di guardare per primi in casa propria. E sono doverosi, in una situazione di emergenza". ___________ NB:
I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE
E LINKANDO
|
|
||