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02 aprile 2009
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Giornalisti,
ipotesi di contratto : critiche dall'OdG e non solo Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, riunito ieri a Roma, a seguito di un articolato dibattito sviluppatosi all’interno dell’organismo, ha votato per acclamazione un documento in cui ha espresso forte preoccupazione per taluni aspetti del nuovo contratto di categoria che mettono a repentaglio l’autonomia e la deontologia professionale. Il Consiglio nazionale dell’Ordine chiede pertanto che si apra una profonda riflessione sull’ipotesi contrattuale siglata che preveda un confronto con i vertici sindacali della categoria, con particolare riferimento agli articoli 4 e 33 e alla situazione dei freelance e del mondo del precariato. L'organismo ha quindi deciso di riunirsi in tempi brevi, in seduta straordinaria, per esaminare in dettaglio la situazione contrattuale della categoria. Proprio ieri la commissione contratto della Fnsi - il sidancato dei giornalisti - aveva approvato l'ipotesi di accordo (la prima, dopo anni) con un'ampia maggioranza. Dopo aver ascoltato la relazione del segretario generale Franco Siddi ed esaminato la bozza, la maggioranza dei presenti aveva votato una mozione in cui "riconoscendo e apprezzando l’impegno profuso dall’intera segreteria nel difficile negoziato contrattuale, invita la Giunta esecutiva ad approvare l’ipotesi conclusiva della novazione contrattuale per il periodo aprile 2009-marzo 2013 ed il protocollo allegato per il welfare di settore". Perplessita' sulla bozza di contratto che sara' sottoposta a referendum aveva espresso il presidente dell'Unione Italiana Cronisti, Guido Columba. In una articolata analisi a titolo personale (l'Unci esaminera' l'ipotesi di rinnovo del contratto Fnsi- Fieg nel Consiglio Nazionale convocato a Viareggio il 3 aprile), Columba esprime l'opinione dhe l'ipotesi di accordo sul contratto crei "giornalisti subalterni" culturalmente e traccia un quadro critico con pochi lati positivi, fra cui l'aspetto etico-morale-solidaristico, e il fatto che all'art. 38, ai pubblicisti a tempo pieno viene fornita l’assicurazione infortuni piena e ai collaboratori fissi al 50% sulla base di una convenzione con l’Inpgi". Fra i rilievi, quello che la direzione viene abbandonata agli editori, dato che i dirigenti "d’ora in poi non 'risponderanno' alla legge professionale e alla sua etica, ma 'riporteranno' direttamente all’ amministratore delegato, agli obiettivi e alle regole aziendali, anche a quelle di comportamento, cosiddetto 'etico'". Inoltre, nota Columba, "L’art 4 fa nascere la testata di 'assegnazione' nell’ambito di un Gruppo editoriale, non si è dunque più assunti al 'Corriere' o alla 'Gazzetta del Mezzogiorno', ma dall’azienda che edita anche queste testate e che ti disloca in altre testate o anche nelle inedite 'Unità organizzative editoriali'.... il lavoro del redattore da 'opera collettiva dell’ingegno' viene degradato a manovalanza più meno professionalizzata". Ma non solo: "L’art. relativo ai collaboratori sancisce che gli articoli debbano essere pagati 'entro la fine del mese successivo a quello di pubblicazione'. Non c’è la richiesta dei freelance che il periodo scatti dal momento della consegna del pezzo e, soprattutto, non c’è la penale per ritardato pagamento" e, sottolinea il presidente UNCI, "torna il famigerato articolo 33... Quello che consente alle aziende di fare piazza pulita, senza colpo ferire, dei colleghi più anziani e, quindi, mediamente più costosi". Hanno espresso un giudizio negativo sull'accordo Fieg-Fnsi anche l'assemblea de "la Repubblica", de la "Gazzetta di Mantova e de L'assemblea della "Gazzetta di Parma", mentre altri CdR hanno promosso l'accordo. L'Alternativa, componente della FNSI, lamenta invece che l'ipotesi siglata abbia ignorato condizioni ed esigenze dei colleghi che lavorano nel comparto radio-tv poiche' "la trattativa ha avuto come riferimento i desiderata degli editori della carta stampata, all'interno dei quali da tempo hanno preso il sopravvento i 'falchi'. Loro hanno dettato l'agenda di questo accordo". ___________ NB:
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