26 marzo 2009

 
     

Processi troppo lunghi : Consiglio d' Europa rampogna l' Italia
di Gabriella Mira Marq

In Italia ancora processi troppo lunghi. Lo ha ribadito il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa adottando la settimana scorsa una nuova risoluzione concernente il nostro Paese.

Non e' la prima volta che il Consiglio d'Europa (compresa la Corte europea dei diritti dell'uomo) rampogna o condanna il nostro Paese per la durata eccessiva dei procedimenti penali e civili.

Questa volta, il Comitato dei Ministri ha osservato con interesse i progressi realizzati attraverso le misure finora adottate in materia di diritto civile, penale e procedimento amministrativo, ma ha sottolineato che - dato il notevole arretrato nel settore civile e penale (in attesa di circa 5.5 milioni di cause civili e 3.2 milioni di casi penali), come pure nel settore amministrativo - una soluzione definitiva al problema strutturale della eccessiva lunghezza di un procedimento ancora deve essere trovata.

Il Comitato ha invitato pertanto le autorita' italiane a proseguire attivamente i loro sforzi per garantire la rapida adozione delle misure gia' previste per il procedimento penale e civile e ad adottare con urgenza misure ad hoc per ridurre la durata dei procedimenti civili, penali e amministrativi. Inoltre incoraggia con decisione il nostro Paese a prendere in considerazione una modifica della legge Pinto, con la creazione di un sistema per risolvere i problemi di ritardo nel pagamento degli indennizzi riconosciuti per l'eccessiva lunghezza dei processi o di semplificare la procedura ed estendere il campo di applicazione del rimedio a provvedimenti inibitori per accelerare il procedimento messo in discussione.

Il Comitato dei Ministri ha inoltre rilevato che la riforma del 2006 sulla procedura fallimentare ha contribuito a diminuire il numero dei procedimenti ed accelerare la riduzione della fase di revisione dei crediti. Ha invitato le autorità italiane a proseguire i loro sforzi per garantire che la riforma contribuisca pienamente all'accelerazione della procedura fallimentare e di adottare misure per accelerare i procedimenti pendenti ai quali la riforma non si applica.

Il Comitato, infine, ha invitato le autorita' italiane a garantire l'attuazione delle riforme e di valutarne gli effetti per correggere eventualmente le misure adottate.

Speciale giustizia

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