26 marzo 2009

 
     

Processo civile : avvocati alla Camera , no al filtro in Cassazione
di Mauro W. Giannini

I giuristi portano in parlamento il loro NO sulla riforma del processo civile laddove prevede il filtro ai ricorsi in Cassazione.

L'Associazione Giovani Avvocati, audita ieri dalle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera in merito al Disegno di Legge n. 1441 bis in materia di sviluppo economico, semplificazione, competitività e processo civile, ha manifestato perplessità rispetto ad un progetto "che vorrebbe affrontare e risolvere le inefficienze della giustizia civile esclusivamente mediante la riforma del rito, nonostante i risultati poco incoraggianti delle numerose novelle al codice di procedura civile succedutesi negli ultimi anni".

I Giovani Avvocati, inoltre, si sono soffermati sull’introduzione del cosiddetto “filtro” in Cassazione denunciandone i profili di incostituzionalità e l’inadeguatezza dello strumento rispetto alle auspicate finalità deflattive del contenzioso. L’avv. Andrea Parigi, componente della Giunta Aiga con delega al processo civile, al termine dell’audizione ha espresso apprezzamento per l’attenzione del Governo ai temi della Giustizia ma ha anche auspicato che l’indispensabile obiettivo di restituire efficienza all’amministrazione giudiziaria sia perseguito senza pregiudicare le garanzie processuali dei cittadini e senza comprimere l’esercizio del diritto di difesa.

Sempre nel corso dell'audizione, il presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura italiana, avv. Maurizio de Tilla, ha chiesto ai deputati "di cancellare la norma, inserita al Senato, che introduce un filtro preventivo ai ricorsi presentati in Cassazione. Si tratta, infatti, di una norma-caos, palesemente incostituzionale". Secondo l'associazione politica degli avvocati, peraltro, tale norma "determinerà un contrasto di interpretazioni che non agevolerà il lavoro spedito della Cassazione che si aggraverà per il superlavoro dei collegi ai quali sarà affidato l’esame del prospettato 'filtro' ".

L'OUA ha contrastato sin dall’inizio il filtro in Cassazione promuovendo, di recente, insieme al Consiglio dell’Ordine di Roma, un Convegno nel quale sono intervenuti quattro giuristi di chiara fama (Giovanni Verde, Bruno Sassani, Modestino Acone, Gian Franco Ricci) i quali unanimemente hanno ribadito la diffusa opinione di accantonare il filtro in Cassazione elaborando possibili soluzioni alternative.

Anche l’ANM, Sezione della Corte di Cassazione, aveva sollevato il problema della compatibilità del filtro in Cassazione con l’ordinamento costituzionale. Risulterebbe, infatti, attribuita alla Cassazione la possibilità di dichiarare inammissibile – e quindi di decidere di non giudicare neppure al fine di dichiarare la manifesta infondatezza – un ricorso proposto in conformità alle forme e ai termini di legge e che denunzi una violazione di legge.

Infatti "Non può seriamente dubitarsi che il diritto costituzionale di ricorrere in cassazione per violazione di legge (art. 111, settimo comma, della Costituzione) implica il diritto ad una pronuncia della Corte che dica se la violazione di legge denunciata vi è stata o meno. Stabilire che il ricorso non è sempre ammesso ma può essere ammesso o no a discrezione della Corte di cassazione significa violare il preciso dettato costituzionale.

Per ottenere che la Corte riesamini una questione non sarebbe più sufficiente proporre nuovi e persuasivi argomenti, ma diventerebbe necessario che i tre giudici ai quali è rimessa la verifica di ammissibilità ritengano che la Corte debba pronunciarsi, senza che la norma dica nulla sui criteri in base ai quali essi debbano fare tale valutazione".

Speciale giustizia

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