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24 marzo 2009
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Avvocati
penalisti e magistrati : scontro su sciopero e riforme Botta e risposta fra gli organismi rappresentativi della magistratura e dell'avvocatura penale: all'ANM, secondo cui l'astensione dalle udienze dei penalisti comportera' un danno per la giustizia, l'UCPI risponde che cio' che sfascia la giustizia e' proprio la politica di corporazione di ANM. Secondo il presidente e il segretario dell'ANM, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, "l'ennesimo sciopero" proclamato, dal 30 marzo al 3 aprile, dall'UCPI, e' "oggettivamente, un ulteriore contributo allo sfascio della giustizia". L?ANM ricorda che "dal 2000 ad oggi sono stati 73 i giorni di astensione dalle udienze proclamati a livello nazionale, cui andrebbero aggiunti i numerosi e ricorrenti scioperi locali". Palamara e Cascini commentano che l'ulteriore settimana di astensione "provocherà il rinvio di migliaia di processi, costringerà le cancellerie a rinnovare le citazioni di tutte le parti del processo, imporrà la completa riorganizzazione dei ruoli di udienza dei tribunali" mentre la giustizia penale italiana soffre di una "gravissima crisi di efficienza e di funzionalità" per cui "Migliaia di processi si concludono con una dichiarazione di prescrizione, conclusione che rappresenta sempre uno sconfitta per lo Stato, ma anche per l'imputato e per le vittime del reato". Ma, risponde il Presidente dell'Unione Camere Penali Oreste Dominioni, "L’astensione degli avvocati nelle giornate per le quali è deliberata non avranno nessuna incidenza sullo «sfascio» in atto della giustizia: le udienze che saranno rinviate sarebbero state comunque destinate a rinvii o alla macina di una attività giudiziaria del tutto inconcludente". "L’ANM - continua Dominioni in una nota - si legga i dati concreti e non strumentalizzi per ragioni di bassa bottega. Capirà che questo «sfascio» dipende dalle assurde pratiche giudiziarie che l’ANM difende con il più puro spirito oltranzista. Non è più sostenibile che il vertice della magistratura associata, nell’ormai conclarato fallimento del suo immobilismo, giochi un ruolo esso sì di «sfascio», senza la minima attenzione al rinnovamento di cui il sistema giustizia ha bisogno". "Ancora una volta i vertici dell’ANM si segnalano per la loro determinazione ostile alla riforma della giustizia - conclude Dominioni - Quando poi i vertici dell’ANM asseriscono che le proposte riformatrici dell’UCPI si limiterebbero alla separazione delle carriere, CSM, azione penale, dimostrano una voluta o colpevole disinformazione rispetto all’impegno propositivo concreto dell’UCPI su tutte le questioni oggi aperte, che vedono l’ANM assente o del tutto ambigua e contraddittoria". Nella sua nota, invece, l'ANM aveva accusato l'Unione della Camere Penali italiane di tenere in modo prioritario alla riforma sulla "separazione delle carriere del pubblico ministero e del giudice; la riforma del Consiglio superiore della magistratura; la revisione del principio di obbligatorietà dell'azione penale. E per questo nella settimana dal 30 marzo al 3 aprile 2009 gli avvocati penalisti italiani si asterranno dalle udienze", mentre da tempo l'ANM ha indicato "la necessità e l'urgenza di una riforma organica del sistema penale che consenta di rendere effettivo il principio costituzionale della ragionevole durata del processo e ha chiesto all'avvocatura italiana di fornire il proprio contributo di esperienza e di conoscenze in questa direzione". ___________ NB:
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