19 marzo 2009

 
     

Magistrati e candidature : Mancino al CSM sollecita riflessione
di osservatoriosullalegalita.org

Prima di esprimere il suo voto favorevole al collocamento in aspettativa richiesto dal dott. Luigi De Magistris per candidarsi alle elezioni europee, il Vice Presidente Nicola Mancino ha sottolineato la necessita' di una riflessione urgente sui magistrati che entrano in politica.

Mancino ha letto in Plenum unaa dichiarazione in cui spiega: "La candidatura del dott. Luigi De Magistris – ma non è e credo non sarà la sola –, pur legittima – chi può mai comprimere l’elettorato passivo? –, apre un dibattito (l’ennesimo) e una riflessione (vecchia). Il dibattito: una volta candidato, il giudice ammette d’essere divenuto parte non foss’altro perché si è schierato con una forza politica, e non certo per un solo giorno".

Mancino ha sottolineato che "lo status di parlamentare è a termine, permane fino a quando gli elettori lo confermano – può anche accadere che il parlamentare spontaneamente rinunci alla carica elettiva. La questione è tutta intorno al rientro nel ruolo di magistrato. E’ giusto che rientri? Ho sempre sostenuto di no, anche se non sono mai riuscito, quando ero in Parlamento, ad avere condivisione da molti colleghi parlamentari. L’esigenza che esprimo è che venga disciplinata l’ipotesi del parlamentare che vuole tornare a fare il magistrato".

"A mio avviso - ha proposto il vicepresidente del CSM - è preferibile che venga stabilito il divieto di rientrare nell’Ordine Giudiziario, e venga garantita, a domanda, la mobilità nella Pubblica Amministrazione, nella funzione e nel ruolo press’a poco corrispondenti a quelli di provenienza. La Pubblica Amministrazione recupera un patrimonio di esperienze e di professionalità e la magistratura perde un giudice divenuto parte".

Speciale giustizia

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