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18 marzo 2009
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Check
up al sindaco ? Paissan , proposta lede la privacy Reazioni negative all'invito, da parte del presidente dell'Anisap Emilia Romagna Antonio Monti, ai candidati sindaco di Bologna di sottoporsi ad un check up. D'accordo con il presidente dell'UdC Pierferdinando Casini, che parla di "razzismo politico", l'ex sindaco di destra Guazzaloca, che la definisce "idea da Nazisti". Negativo anche il commento dell'ex primo cittadino Sergio Cofferati, che la ritiene una "pessima idea". La proposta ha suscitato anche rimbalzi di reciproche accuse sulla paternita' politica dell'idea. Da tecnico, invece, il parere di Mauro Paissan, componente dell'Autorita' garante per la Privacy: "Un malato di cancro non può forse fare il sindaco? E una persona che ha avuto un infarto non può amministrare una città? Siamo di fronte a un'idea umanamente offensiva, discriminatoria nei confronti di chi ha o ha avuto problemi di salute. Una proposta che tra l'altro non considera il fatto che chi oggi si presentasse all'elettorato con tanto di certificato di piena salute, domattina potrebbe essere stroncato da qualche male". "Non è legittimo costringere chiunque, anche se un politico, a rendere pubblici i propri dati sanitari" spiega Paissan, che conclude: "In questo caso, al contrario di quello che si va dicendo, non si tratterebbe di una scelta libera, volontaria, perché chi dovesse sottrarsi alle visite mediche sarebbe additato come persona che vuole nascondere qualche male fisico". ___________ NB:
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