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14 marzo 2009
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Iran
: minacce a Shirin Ebadi , lettera aperta dagli USA La cessazione delle minacce a Shirin Ebadi (avvocato iraniano per i diritti e premio Nobel per la pace 2003). E' quanto chiede una lettera aperta di attivisti USA dei diritti umani pubblicata dalla New York Review of Books ed indirizzata alla guida suprema della Repubblica iraniana Ali Khamenei, al presidente Mahmoud Ahmadinejad e ad altri altri esponenti di Teheran. A giudizio degli scriventi, Ebadi corre al momento un grosso pericolo. Il 21 dicembre 2008, infatti, funzionari della sicurezza hanno impedito un progetto di celebrazione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed imposto la chiusura del Centro dei Difensori dei Diritti Umani cofondato dalla Ebadi e che prevede la difesa legale per le vittime di violazioni dei diritti umani in Iran. Il gruppo aveva invitato quasi trecento attivisti dei diritti umani e di sostenitori alla celebrazione. Il 29 dicembre ispettori fiscali sono entrati nell'Ufficio privato della Ebadi a Teheran ed hanno prelevato documenti e computer, nonostante le sue proteste che i materiali contenuti erano protetti dal segreto avvocato-cliente. L'ex segretario della Ebadi e' stato arrestato e il 1° gennaio 2009, una folla di 150 persone si e' radunata fuori dalla casa del premio Nobel, scandendo slogan contro di lei e scrivendo cui muri. La polizia, pronta a fermare manifestazioni pacifiche non autorizzate - notrano gli scriventi - non ha fatto nulla per fermare il vandalismo. I firmatari della lettera aperta ricordano che Ebadi si e' espressa con forza e ripetutamente per i diritti delle donne e i diritti umani per tutti nel suo Paese e si e' anche opposta agli attacchi militari contro l'Iran nelle sedi internazionali. Nel 2005, con Hadi Ghaemi, la Ebadi ha scritto, "la politica americana verso il Medio Oriente, e in Iran, in particolare, è spesso redatta nella lingua di promozione dei diritti umani. Nessuno puo' negare l'importanza di tale obiettivo. Ma per i difensori dei diritti umani in Iran, la possibilita' di un attacco militare straniera nel loro Paese rappresenta un disastro totale per la loro causa" ('La causa dei diritti umani contro gli attacchi all'Iran', New York Times dell'8 febbraio 2005). Anche i firmatari della lettera dichiarano la loro contrarieta' a qualsiasi attacco militare contro l'Iran da parte di Washington o di qualsiasi altra nazione, respingono l'ipocrisia del governo degli Stati Uniti che protesta per la repressione in Iran, mentre chiude un occhio o favorisce attivamente repressioni, confrontabili o peggio, su nei paesi dei quali e' alleato, come l'Arabia Saudita, Egitto, Israele o nei territori occupati e condannano i doppi standard USA sulle liberta' civili in Iran e nel proprio Paese. Tuttavia, affermano le centinaia di firmatari della lettera, "cio' non ci scoraggia da protestare con la massima fermezza per la negazione dei diritti democratici fondamentali per la popolazione dell'Iran" chiedono di fermare le minacce a Shirin Ebadi, per passare immediatamente a prevenire ulteriori molestie verso di lei e garantire la sua sicurezza. * si ringrazia Claudio Giusti ___________ NB:
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