12 marzo 2009

 
     

Abu Omar : Procura di Milano , precisazioni su decisione Consulta
di osservatoriosullalegalita.org

In merito ai conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato, relativi alla vicenda del sequestro di Abu Omar, decisi l’11.3.2009 dalla Corte Costituzionale, la Procura della Repubblica di Milano ha ritenuto opportuno divulgare delle precisazioni, a seguito delle inesattezze rilevate in articoli di stampa odierni.

"Secondo il contenuto dei ricorsi depositati il 15 febbraio 2007 dall’Avvocatura dello Stato per conto del Presidente del Consiglio pro tempore - spiega la nota del Procuratore Manlio Minale - le attribuzioni costituzionali del Presidente del Consiglio in tema di titolarità del diritto di apporre e far valere il segreto di Stato sarebbero state menomate dalla Procura della Repubblica di Milano, nell’ambito del caso Abu Omar, in tre momenti dell’ indagine:
a) intercettazioni telefoniche;
b) modalità di interrogatori;
c) utilizzazione, a fini di indagine, di documenti sui quali sarebbe stato opposto il segreto di Stato o che, comunque, la Procura avrebbe dovuto ritenere coperti da segreto di Stato a prescindere da ogni formale opposizione del medesimo, nonché degli atti dell’incidente probatorio disposto in relazione alle dichiarazioni di un indagato".

La Procura milanese fa notare che "Nell’attesa rispettosa del deposito delle motivazioni della sentenza, è possibile sin d’ora affermare – sulla base del comunicato stampa diffuso dalla Corte Costituzionale – che sono stati respinti i primi due e più gravi motivi di doglianza del Governo, così risultando confermata la correttezza dell’operato della Procura di Milano. E’ stato accolto, invece, il terzo motivo di doglianza in relazione al quale, con riferimento ai soli documenti, la stessa Avvocatura dello Stato, in sede di di scussione orale, ha riconosciuto la cessazione della materia del contendere".

"Infatti, tali documenti, sequestrati in una sede romana del SISMi, il 5 luglio 2006, senza che venisse opposto alcun segreto sono stati sostituiti con le copie omissate successivamente trasmesse dal SISMi alla Procura", chiarisce il Prosuratore Minale, specificando che "Il Tribunale ha accolto l’istanza di sostituzione formulata da questa Procura, ordinando la restituzi one al PM dei documenti non omissati. Nel prosieguo del dibattimento saranno valutati, in adesione alle indicazioni che potranno trarsi dalla motivazione della sentenza, gli eventuali riflessi sulle ordinanze adottate dai Giudici con utilizzazione di quei documenti e degli atti concernenti l’incidente probatorio e sui limiti di ammissibilità dibattimentale di alcune prove orali".

Il processo per il rapimento dell'imam Abu Omar, avvenuto nel febbraio 2003 a Milano ad opera di un gruppo di agenti della CIA supportati, secondo l'accusa, da esponenti del ROS e dei Servizi segreti militari italiani, e' stato oggetto di osservazione anche in Europa nell'ambito delle inchieste del parlamento UE e dell'Assemblea del Consiglio d'Europa sulle violazioni della liberta' e dei diritti dei cittadini stranieri sospettati di spionaggio e prelevati all'estero da agenti degli Stati Uniti con l'uso di voli che traducevano le persone illegalmente arrestate in Paesi dove sarebbero stati a rischio di (o sarebbero stati sottoposti a) tortura, o le chiudevano senza accuse ne' processo in carceri segrete della CIA. Tali modalita' operative, dopo diverse smentite, furono in buona parte confermate dallo stesso George Bush quando ancora era presidente.

In Italia il processo per il rapimento di Abu Omar e' stato oggetto di diverse controversie fra Procura di Milano e governo, a causa del coinvolgimento di alti gradi del Sismi e del segreto di Stato opposto da Prodi e Berlusconi su diversi aspetti della vicenda.

Tutto sul caso Abu Omar e sui voli CIA

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