12 marzo 2009

 
     

Violenze sui minori : penalisti , non dimenticare le garanzie
di osservatoriosullalegalita.org

In seguito ai recenti fatti di cronaca relativi a casi di abusi sessuali su minori e all'attenzione suscitata nei media e nell'opinione pubblica, la Giunta UCPI ha varato ieri una delibera perchè si rispettino anche in questi procedimenti i principi del giusto processo.

In un documento trasmesso ai presidenti delle Camere e della Commissione giustizia delle Camere, i penalisti ricordano che "l'esperienza giudiziaria, stigmatizzata in qualche caso anche dalla Corte di Cassazione, ha dimostrato come la conduzione delle indagini in questi processi sia frequentemente improntata ad improvvisazione o, peggio, a metodi inquisitori che, se inaccettabili nell'ambito di tutti i procedimenti giudiziari, sono ancor più gravi nei processi di questo genere nei quali, come è noto (anche da indagini statistiche), intervengono con una certa frequenza episodi di false accuse da parte dei minori" e "che queste ultime -originarie od etero indotte- si manifestano tramite condizionamenti o manipolazioni sulle dichiarazioni dei bambini; condizionamenti spesso involontari, ma sempre estremamente gravi, da parte di familiari, o psicologi inesperti o addirittura da parte degli inquirenti".

La giunta UCPI ricorda che "Tali situazioni determinano conseguenze spesso irreversibili poiché, come insegna la comunità scientifica, una volta che il minore sia acquiescente a prospettazioni etero indotte, è pronto a reiterare all'infinito la versione dei fatti appresa ab externo; -che tale situazione si fonda spesso sia sulla non riconosciuta necessità di rispettare, specie nella fase iniziale delle indagini, canoni scientifici, linee guida e protocolli elaborati in sede nazionale e internazionale da qualificati esponenti e studiosi dei settori del diritto, della psicologia giuridica e della psichiatria, sia sulla opzione ideologica, sommamente criticabile, secondo cui l'unico parametro da rispettare sarebbe quello di evitare un trauma psicologico alla vittime, vere o presunte, delle molestie, sacrificando integralmente il diritto di difesa degli indagati e degli imputati".

"E ciò - notano i penalisti - sulla base dell'apodittico presupposto, magari implicito ma spesso evidente nella conduzione delle inchieste, che tale bilanciamento dei due valori (quello della tutela dell'equilibrio psicologico del minore e quello della tutela delle garanzie nella acquisizione della prova) non possa avvenire, grazie ad un corretto modo di procedere, salvaguardando entrambi i valori;; -che, viceversa, la predetta opzione ha determinato e determina comportamenti investigativi e prese di posizione pubbliche manifestamente in contrasto con gli insegnamenti scientifici di studiosi eminenti, quasi a ribadire anche all'esterno il disinteresse assoluto per il diritto di difesa".

Così, denunciano i penalisti, "accade che molti magistrati affidino incarichi peritali a psicologi privi dei necessari requisiti di capacità ed esperienza; che esponenti dei 'pool' investigativi sugli abusi esprimano pubblicamente posizioni circa la non necessità di videoregistrare le audizioni dei minori fin dalle prime fasi del procedimento; che i minori siano ancor oggi interrogati da personale di polizia completamente impreparato, talvolta alla presenza di non meglio qualificabili 'esperti', prescelti spesso casualmente sulla base di 'reperibilità' da parte delle Aziende Sanitarie Locali" ed altre situazioni che compromettono le garanzie, ma anche il risultato delle indagini.

A giudizio della giunta presieduta dal prof. Oreste Dominioni, "tali situazioni richiedono che l'avvocatura penale assuma una pubblica posizione su questi temi" ed infatti essa ricorda che "i principi del giusto processo (contraddittorio nella formazione della prova; necessità della videoregistrazione integrale delle dichiarazioni del minore fin dalle fasi iniziali dell'indagine; esclusione di prassi degenerative del giudice nella direzione dell'esame e del controesame del minore) devono essere rispettati in tutti i processi, quale che sia l'imputazione".

Inoltre, nota fra l'altro l'Ucpi, "Nei processi per abuso su minori deve certamente tenersi conto della necessità di non sottoporre il minore ad inutili traumi e sofferenze, ma è altrettanto indispensabile - come ricordato dalla Carta di Noto e dalla Convenzione internazionale sui diritti del Fanciullo- che non sia pregiudicato il diritto dell'accusato ad un processo equo ed imparziale". Inoltre, i penlisti ritengono necessari "-la creazione di elenchi di psicologi che abbiano seguito appositi corsi di specializzazione, a cui possa farsi riferimento in sede giudiziaria; -l'intervento su alcune disposizioni del codice di rito penale per assicurare i canoni del giusto processo anche nei procedimenti penali in cui la persona offesa dal reato sia un minore".

Su questi punti vertera' un convegno che l'Unione Camere Penali intende promuovere in collaborazione con la Società di Psicologia Giuridica, da anni impegnata su questi temi.

Speciale giustizia

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