16 febbraio 2009

 
     

Penalisti romani ad Alemanno : giustizia non a furor di popolo
di osservatoriosullalegalita.org

No alla giustizia a furor di popolo. Lo ricorda la Camera Penale di Roma in risposta alle recenti prese di posizione del sindaco Gianni Alemmano sui provvedimenti giudiziari.

"E’ ufficiale: il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha definitivamente indossato la toga di Giudice" commentava la settimana scorsa una nota dell'associazione dei penalisti "Le sue sentenze sono ormai quotidiane: Tizio non doveva essere scarcerato, a Caio non bisognava dare i domiciliari, a Sempronio non bisognava dare le attenuanti generiche, e così di seguito".

I penalisti romani ricordavano il caso piu' recente: "Il Giudice Alemanno (il quale nulla sa –come noi- del processo, non ha letto una carta, non un rigo di motivazione, ma questa è la moda), sentenzia: “Continua la lunga serie di decisioni della magistratura, che non sembrano accogliere la richiesta di idonee misure cautelari, di certezza della pena e di estrema severità contro tutti i reati di allarme sociale”.".

"Nel personalissimo codice del Giudice Alemanno, le misure cautelari le richiedono dunque il popolo inferocito, non il Pubblico Ministero" commenta il direttivo della Camera di Roma, "e perciò, indignato e spazientito, chiede – nientedimeno!- un immediato incontro “al Procuratore della Repubblica ed al Presidente del Tribunale”."

"A noi, che non riusciamo a smettere di trasecolare, scorre un brivido lungo la schiena - concludono i penalisti - e ci chiediamo sgomenti se vi sia qualcuno, oltre a noi, che abbia voglia e forza di spiegare al Sindaco di Roma che, secondo Costituzione, la Giustizia si amministra “in nome del popolo”, non “a furor di popolo”."

Speciale giustizia

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