16 febbraio 2009

 
     

Intercettazioni : giornalisti ed editori , no alla censura
di osservatoriosullalegalita.org

La libertà di informazione e il diritto dei cittadini a essere informati sono beni indisponibili secondo la Costituzione italiana e le convenzioni internazionali per i diritti dell’uomo.

Per questo Fnsi e Fieg in questi giorni metteranno a punto la loro determinazione su tutti i profili del diritto di cronaca che appare minacciato e per molto tempo negato in relazione soprattutto ai fatti relativi a indagini giudiziarie, secondo le norme introdotte nel disegno di legge sulle intercettazioni: "Ci sarebbe una vera e propria eliminazione dell’informazione e di ogni possibilità di verifica su come procedono le inchieste a causa del divieto di dar conto, anche solo per riassunto degli atti".

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana conferma e rilancia la mobilitazione della categoria, ormai in campo da ben tre legislature, "per impedire inaccettabili bavagli, giudicando intollerabile l’oscuramento delle notizie deciso per legge o la loro chiusura sotto chiave pena pesanti sanzioni per giornalisti e editori. Si tratta di un’iniziativa per la buona salute di una democrazia che è tale quando la stampa non si sottopone a censure e quando ai cittadini è garantito il diritto a sapere i fatti che contano per la propria vita".

Secondo FNSI, la disponibilità dichiarata dal Presidente della Commissione Giustizia della Camera, on. le Giulia Buongiorno, a riconsiderare la norma sui tempi dei segreti sugli atti giudiziari "pare riconoscere che anche da parte di chi sostiene il provvedimento qualche perplessità si ponga, come è naturale che sia se si ha un minimo di coerenza nell’attenzione alle regole fondamentali della convivenza posta dal diritto costituzionale e da quello internazionale sui diritti dell’uomo".

Il Sindacato dei giornalisti – ma analoga volontà ha manifestato anche pubblicamente la Federazione degli Editori – è disponibile a considerare con le istituzioni l’efficacia dell’ordinamento posto a tutela della privacy, che tuttavia, nota, "è altra cosa rispetto a qualsiasi norma – come è stato rilevato da più parti – che ammazzi le notizie". Pertanto "Un ravvedimento in sede parlamentare è indispensabile".

"Prima ancora di una protesta, alla quale siamo comunque pronti - dichiara il sindacato dei giornalisti - questo è l’esercizio di un dovere professionale e civile".

Speciale libera informazione

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