03 febbraio 2009

 
     

Cronista non puo' fotografare GdF : UNCI scrive al Garante Privacy
di osservatoriosullalegalita.org

Il presidente dell'Unione Italiana Cronisti, Guido Columba, d'intesa con la collega Rosi Brandi, presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, ha scritto al presidente dell'Autorita' garante per la Privacy, per chiedere di intervenire nella vicenda che venerdi' scorso ha visto il sequestro della macchina fotografica e del tesserino dell'Ordine ad un cronista che aveva scattato alcune fotografie a dei militari della Finanza in azione a Sondrio. I militari avevano giustificato il loro agire sostenendo che il cronista stesse violando le norme della legge 675/1996 sulla tutela dei dati personali. Da qui la richiesta al Garante perche' chiarisca la reale portata della legge.

La vicenda era iniziata, spiega Columba nella lettera, "lo scorso 18 gennaio al posto di frontiera tra Italia e Svizzera di Villa di Chiavenna - Castasegna sulla statale 36 dello Spluga. I finanzieri in servizio, in divisa, al valico avevano fermato un furgone sul quale una ventina di profughi curdi stava per essere portata in Svizzera e arrestato il conducente. Il fotografo Dardo Rigamonti, che era sul posto, ha scattato alcune immagini di quanto stava accadendo. Il giorno successivo il quotidiano La Provincia ha pubblicato nell'edizione di Sondrio un articolo sull'operazione corredato dalle fotografie. L'articolo e le foto, riferiscono i colleghi, hanno provocato una forte irritazione nella Finanza".

"Venerdì 30 gennaio - continua la lettera di Columba - una squadra di sette finanzieri, in divisa, si è presentata nel negozio di fotografia di Rigamonti, in via Carducci nel centro di Chiavenna, per eseguire controlli sulla contabilità. Il collega Barbusca, giornalista professionista, è stato inviato sul posto dal giornale per rendersi conto di quanto avveniva e riferirne ai lettori. Il cronista aveva con sé la propria macchina fotografica con la quale ha scattato delle foto. A quel punto Barbusca è stato avvicinato dai finanzieri i quali hanno sostenuto che aveva realizzato le immagini in violazione della normativa sulla privacy e hanno messo sotto sequestro l'apparecchio fotografico. Non contenti di ciò si sono fatti consegnare il tesserino dell'Ordine dei giornalisti del collega e hanno sequestrato anche il suo documento professionale".

"E' di tutta evidenza che il comportamento dei militari della Finanza è stato illegittimo - commenta Columba - poiché i giornalisti, in base a tutta la normativa italiana e comunitaria, hanno il pieno e totale diritto di svolgere il loro compito professionale informando i cittadini di quanto accade. La libertà di informazione e il diritto-dovere di cronaca non possono essere negati da interpretazioni abnormi di leggi e regolamenti. Quanto accade può e deve, se rilevante ai fini dell'interesse pubblico - come lo era l'arresto in flagranza di un trafficante di esseri umani e un'operazione di polizia tributaria, eseguiti entrambi da militari in divisa in luogo pubblico - essere riferito dai giornalisti ai cittadini".

"La normativa - ricorda il presidente UNCI - è molto precisa in materia, lo ha sottolineato con forza nei giorni scorsi il presidente della Consulta Giovanni Maria Flick: 'è la Costituzione che vieta ogni forma di censura preventiva sulla stampa, sia diretta sia indiretta'. E', tuttavia, molto frequente che per evitare di fornire informazioni ai giornalisti o per negare che una vicenda sia accaduta, forze di polizia, ospedali, scuole, squadre di calcio, etc. si facciano improprio e indebito scudo della legge sulla tutela della privacy sostenendo che nulla può essere rivelato. E', a nostro avviso, un ricorso del tutto illegittimo a una normativa che ha finalità molto diverse da quelle di impedire che i cittadini sappiano ciò che accade".

L'UNCI pertanto chiede al presidente Pizzetti di intervenire a sostegno della libertà di informazione - che la Costituzione sancisce sia diritto dei cittadini, e del diritto-dovere di cronaca, chiarendo "in modo inequivocabile, in primo luogo alla Guardia di Finanza di Chiavenna, che gli avvenimenti di cronaca, il fatto accaduto in pubblico, costituiscono notizie che i cronisti hanno tutto il diritto-dovere di riferire e i cittadini tutto il diritto di conoscere"

Speciale libera informazione

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