31 gennaio 2009

 
     

Giappone : ancora quattro esecuzioni
di Gabriella Mira Marq*

Giovedi' il Giappone ha giustiziato quattro pluriassassini. Si tratta della prima serie di esecuzioni nel paese dal mese di ottobre 2008. Tutti e quattro gli uomini sono stati impiccati, secondo quanto reso noto dal ministero della Giustizia.

Secondo il portavoce giapponese di Amnesty International, Makoto Teranaka, le esecuzioni rappresentano palesi violazioni dei diritti umani. AI critica il fatto che il Giappone abbia ripreso a pieno ritmo le esecuzioni in un momento in cui altri paesi stanno rallentando il loro ritmo".

La politica di ripresa della pena di morte non ha pero' visto una reazione significativa dell'opinione pubblica giapponese e questo, secondo il governo, sarebbe la dimostrazione che l'opinione pubblica sarebbe favorevole alle esecuzioni di questi uomini. Ma, secondo i difensori dei diritti umani, formare una opinione pubblica equilibrata e' responsabilita' del governo.

Dopo anni si sosta nelle esecuzioni, dovuti al rifiuto del precedente ministro della giustizia di firmare gli ordini di esecuzione a causa della sua convinzione buddista, il Giappone ha giustiziato 15 detenuti nel 2008 per una inversione di rotta del nuovo titolare del ministero. Oggi nel braccio della morte vi sono 95 persone.

La notizia delle esecuzioni di giovedi' ha suscitato la condanna del segretario generale del Consiglio d'Europa Terry Davis. Davis, che ha condannato nell'occasione anche l'esecuzione avvenuta sempre giovedi' in Texas, ha ricordato che in Europa la pena di morte e' bandita da due protocolli della Convenzione europea sui diritti umani.

"Noi respingiamo questa forma di punizione perche' e' barbara, irreversibile e inefficace come deterrente contro la criminalita' violenta" ha dichiarato Davis, aggiungendo di non avere dubbi che il Giappone e gli Stati Uniti prima o poi seguano l'esempio della stragrande maggioranza dei paesi democratici in tutto il mondo che hanno gia' abolito la pena capitale.

"Per il bene della reputazione internazionale di questi due Stati osservatori del Consiglio d'Europa - ha concluso Davis - mi auguro che questo avvenga il piu' presto possibile".

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale diritti

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