28 gennaio 2009

 
     

Anno giudiziario : penalisti celebrano inaugurazione alternativa
di osservatoriosullalegalita.org

Oggi 28 gennaio, a Milano, gli avvocati dell'Unione Camere Penali celebrano, insieme a rappresentanti del mondo della giustizia e della politica, una inaugurazione alternativa dell'anno giudiziario al fine, dicono, di "rivendicare il ruolo dell'avvocatura di garante delle regole, con la sola forza della ragione di chi chiede l'l'ovvio: nobiltà del giudice terzo;rispetto delle regole dello stato di diritto; ogni protagonista del processo al suo posto istituzionale. Contro le derive securitarie. Contro i gattopardi d'ogni colore".

Il 27 e il 28, inoltre, gli avvocati penalisti italiani si astengono dalle attività professionali "perché la politica, di maggioranza e di opposizione, vinca le esitazioni e la tendenza al compromesso che la contraddistingue, dando finalmente corso ad una riforma organica, liberale e democratica, della giustizia: da trent’anni gli avvocati penalisti italiani chiedono la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri senza sottoporre il pubblico ministero all’esecutivo".

L'Ucpi giudica questa "una misura di buon senso che, finalmente, porterebbe accusa e difesa a confrontarsi ad armi pari nel processo davanti ad un giudice realmente equidistante dalle parti e non inserito all’interno della stessa 'squadra' del suo collega p.m. Ma non è solo questo - aggiungono i penalisti - è necessario riformare il CSM, divenuto “una terza camera” dello stato, disciplinare l’esercizio dell’azione penale senza rinunciare alla sua obbligatorietà, cambiare la legge che disciplina la professione di avvocato rendendo più rigorosi l’accesso e la deontologia, superando i problemi di dequalificazione ed introducendo finalmente gli elenchi delle specializzazioni forensi"

Per i penalisti, "occorre migliorare l’efficienza del processo ma senza cedere alle concezioni di chi, come una parte della magistratura associata, nasconde dietro questa espressione la volontà di ridurre le garanzie e propugnare un processo esemplare. Occorre perciò riformare organicamente il codice e le leggi intervenendo sui tempi morti del processo (la vera causa della sua lunghezza), sulle strutture, sul numero dei magistrati, sulla distribuzione degli uffici sul territorio, sul sistema delle notifiche: insomma è necessario intervenire sulla qualità e non solo sulla 'quantità' della giurisdizione".

"In tal senso - secondo l'Ucpi - sono del tutto inutili e pericolose le riforme sulla ”sicurezza” finora approvate in Parlamento e quelle in corso di discussione che, fra l’altro, inaspriscono il doppio binario nei processi di criminalità indebolendo la presunzione di non colpevolezza per categorie di cittadini, prevedendo figure di reato che colpiscono indiscriminatamente i più deboli, riducendo alcune garanzie e introducendo nuovamente ipotesi di cattura obbligatoria. Uno Stato forte tutela con grande determinazione la sicurezza dei cittadini con interventi mirati e di prevenzione sul territorio, ma senza intaccare le regole di accertamento della responsabilità nel processo"

Speciale giustizia

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