25 gennaio 2009

 
     

Trapani : critiche al Prefetto per richiesta curriculum Impastato
di Mauro W. Giannini

Polemiche per il seguito dato della Prefettura alla comunicazione da parte dell'Amministrazione comunale di Marsala di aver deciso di intitolare una piazza a Peppino Impastato.

Impastato, animatore e giornalista di Radio Aut di Cinisi a Palermo, fu ucciso da Cosa Nostra il 9 maggio del 1978. Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise riconobbe Vito Palazzolo colpevole del suo omicidio, condannandolo a 30 anni di reclusione, mentre il mandante, Gaetano Badalamenti, fu condannato successivamente all'ergastolo. Fatti noti, ma la prefettura di Trapani, dopo l’arrivo della documentazione da parte del Comune, ha chiesto la biografia di Impastato, suscitando critiche da piu' parti.

Il Prefetto, Stefano Trotta, in una nota sulla vicenda ha dichiarato che "la Prefettura ha tempestivamente avviato, ai sensi della legislazione vigente in materia, il relativo procedimento amministrativo, nel cui contesto e' prevista, tra l'altro, l'acquisizione di una biografia della persona interessata - a prescindere dalla notorieta' dalla stessa acquisita - anche allo scopo di consentire la formulazione del prescritto parere da parte della societa' siciliana per la Storia Patria".

Per l'associazione nazionale vittime di mafia, si tratta di una "burla grottesca" e di una "offesa fatta alla Sicilia ed all'Italia tutta". La presidente dell'associazione, Sonia Alfano, commenta che "davanti all'ignoranza dei suoi funzionari, il Prefetto di Trapani dovrebbe immediatamente assegnare questi signori ad altre funzioni perche' con il proprio operato hanno arrecato un danno alle Istituzioni dello Stato e inferto un nuovo doloroso colpo alla famiglia Impastato e alla figura di Peppino".

Alfano conclude che "gli Italiani si aspettano che le Istituzioni preposte alla difesa del territorio anche dalle organizzazioni criminali lo facciano soprattutto in nome e nella memoria delle tante persone uccise dalla mafia e per farlo il primo e banale requisito e' conoscerne la storia".

Michele Santoro, giornalista siciliano e membro della Commissione di Toponomastica del Comune di Marsala, si dichiara "stupito, sfavorevolmente" per le dichiarazioni del Prefetto e spiega che "La richiesta della prefettura appare come un semplice esercizio di normale italiana burocrazia perché c'è una legge dello stato che prescrive addirittura che alle vittime di mafia possa essere riconosciuto un toponimo anche prima dei dieci anni dalla morte, normalmente previsti".

"Un uomo, Peppino Impastato, che è parte della storia siciliana e come tale, Storia Patria, a cui si richiama il prefetto, non ha necessità di una biografia. - aggiunge Santoro - Sarebbe come chiedere una biografia su Alcide De Gasperi, di Federico II di Svevia, di Giulio Cesare, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, etc.". Il giornalista definisce quindi "pretestuosa", "non necessaria" e "offensiva" la richiesta del Prefetto, cui chiede di non difendere l'indifendibile ed "ammettere semplicemente che forse si è trattato di un disguido del Suo ufficio", auspicando una richiesta di scuse ai Siciliani.

Nel frattempo Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra Democratica, ha scritto al ministro degli Interni Roberto Maroni per chiedere "la rimozione del prefetto o dei suoi collaboratori responsabili della richiesta di curriculum, e le scuse del governo ai Siciliani".

Speciale mafia e antimafia

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