19 gennaio 2009

 
     

Italia e passati rapporti con il terrorismo palestinese : interrogazione
di Mauro W. Giannini

Proprio mentre in Medio Oriente sembra scattata la tregua proclamata da Israele nei confronti di Hamas, in Italia c'e' chi si interroga sugli eventuali passati rapporti fra lo Stato italiano ed il terrorismo palestinese.

Il questito nasce sulla scorta delle rivelazioni dell'estate scorsa del Presidente emerito Francesco Cossiga riguardo l'esistenza - per un periodo imprecisato della storia della Repubblica - di un accordo segreto di Stato, il "lodo Moro", che avrebbe garantito liberta' di movimento e impunita' ad organizzazioni terroristiche internazionali di matrice palestinese sul suolo italiano a patto che l'Italia fosse preservata dai loro attentati.

Sulla questione hanno appena presentato una interrogazione i senatori del PD-Radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, secondo cui "L'ipotesi, confermata oltre che da Bassam Abu Sharif (incaricato dei rapporti internazionali anche con l'Italia del Fplp), anche da autorevoli fonti italiane come il giudice Rosario Priore, riconfermata in diversi articoli dallo stesso Cossiga, e mai da alcuno, ne' ufficialmente dalle istituzioni, smentita, sarebbe di una gravita' senza precedenti, e forse e' per questo che da più parti ci si e' guardati bene dall'esporla a ulteriori verifiche e approfondimenti".

Come rileva l'interrogazione attingendo a notizie stampa, in uno degli interventi del Sen. Cossiga si leggerebbe anche che, a quanto risulta al Presidente emerito, il patto fu sempre rispettato dai terroristi palestinesi, in quanto vedeva esclusi gli obbiettivi che avessero relazioni con gli Ebrei, il sionismo e lo Stato d'Israele, "e tale fu l'attentato all'aeroporto di Fiumicino del 1985, portato esclusivamente al banco di accettazione della compagnia israeliana El Al, dove a detta di Cossiga, le vittime furono solo ebree e a sparare contro gli attentatori non furono poliziotti italiani, ma agenti dello Shin Bet in incognito, e - evidenzia il Bedarida - tale deve essere o dev'essere stata la considerazione del presidente Cossiga e dello Stato anche in relazione all'attentato del 1982 alla Sinagoga di Roma, dove ci furono 35 feriti e mori' il piccolo Stefano Gaj Tache' di appena 2 anni".

I due interroganti chiedono al Presidente del Consiglio, al Ministro Frattini e al Ministro Maroni, "se il Governo
- intenda esperire ogni strumento previsto dalla legge al fine di accertare l'avvenuta esistenza del "lodo Moro";
- se in tale accordo fossero previste clausole discriminatorie nei confronti di cittadini italiani e di altre nazionalita', di origine, religione e cultura ebraica, o appartenenti o collaboranti con lo Stato di Israele, quali obbiettivi designati delle attivita' di organizzazioni terroristiche palestinesi;
- se, qualora fosse appurata la veridicita' delle notizie diffuse circa l'esistenza di questo lodo, se il Governo intenda intraprendere opportune azioni amministrative e giudiziarie nei confronti degli eventuali responsabili;
- se, anche a fronte delle dichiarazioni da parte di chi ha ricoperto, anche all'epoca di alcuni fatti trattati, importanti e massimi incarichi istituzionali, si intenda manifestare l'ufficiale presa di distanze delle Istituzioni da simili ipotesi e la solidarietà e le rassicurazioni dell'esecutivo in carica nei confronti della comunità ebraica italiana e internazionale e dello Stato di Israele".

Speciale terrorismo

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