17 gennaio 2009

 
     

Guantanamo : giudice USA ordina rilascio di detenuto bambino
di Tara Fernandez*

Un giudice federale del Distretto di Columbia ha ordinato il rilascio da Guantanamo di Mohammed el Gharani, il "detenuto-bambino" nato nel luglio 1987 che ha trascorso ormai un terzo della sua vita nel centro di detenzione.

Ne da' notizia Amnesty International, che oggi a Roma ha manifestato per chiedere al presidente eletto USA, Barack Obama, di chiudere il centro di detenzione in cui sono ancora trattenuti non statunitensi sospettati di terrorismo ma senza accuse che ne rendano legale la privazione della liberta'. Obama aveva promesso la chiusura del centro, e di recente ha precisato che e' solo questione di tempo, per motivi tecnico-legali.

Per il centro sono passate molte centinaia di sospettati, di cui 250 ancora si trovano in cella, e la legittimita' della loro situazione, nonche' la possibilita' da parte loro di ottenere il rispetto dell'"habeas corpus" ottenendo il pronunciamento di una Corte non militare sul loro arresto sono stati oggetto di battaglie politiche e legali, giunte fino alla Corte Suprema.

Il giovane El Gharani, nato in Ciad e cresciuto in Arabia Saudita, è stato arrestato in Pakistan alla fine del 2001, quando aveva poco più di 14 anni, consegnato alle forze Usa di Kandahar (Afghanistan) e stato trasferito a Guantánamo nel gennaio 2002. Secondo il giudice Leon, le prove dell'Amministrazione Usa contro el Gharani "si basano principalmente su dichiarazioni di due detenuti di Guantánamo, la cui credibilità e affidabilità sono state messe in discussione da funzionari governativi".

Nel corso dei sette anni di detenzione - denuncia Amnesty - el Gharani è stato sottoposto a maltrattamenti. Funzionari dell'Fbi hanno dichiarato che nel corso di interrogatori svoltisi nel 2003, el Gharani è stato costretto a rimanere seduto a terra immobilizzato, per diverse ore, con le braccia e i piedi incatenati. El Gharani è stato anche sottoposto al cosiddetto "programma frequent flyer", consistente in prolungate e frequenti sessioni di disorientamento, interruzione del sonno e deprivazione sensoriale.

Amnesty International ha chiesto all'Amministrazione Usa di dare seguito alla sentenza del giudice Leon, rilasciando immediatamente el Gharani e rinviandolo in Arabia Saudita, dove vive la sua famiglia o, se ciò non fosse possibile, in Ciad, dove risiedono altri familiari.

* si ringrazia Claudio Giusti

Speciale Guantanamo

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