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Tav
: segreto di Stato sulla sicurezza ?
riceviamo
e pubblichiamo
Ancora
nessuna risposta, con una sola eccezione, dai sindaci del
Mugello, ai quali Idra ha inviato il 25 novembre scorso una
raccomandata di particolare importanza (anticipata anche via
fax e e-mail). Nella lettera Idra ricorda un fatto che non
dovrebbe essere dimenticato: fu proprio il Comandante provinciale
dei Vigili del Fuoco di Firenze, nel ’98, a rilevare che il
Comando non era stato consultato al momento della progettazione
dei 60 km di tunnel TAV fra Vaglia e Bologna (come invece
prevede la Legge 191 del ’74). E adesso quella galleria quasi
ininterrotta è priva del tunnel parallelo di soccorso. Una
circostanza che già allora indusse il Comandante ing. Domenico
Riccio a mettere nero su bianco che, a proposito della configurazione
dell'opera in costruzione, "si nutrono seri dubbi sulla rapidità
ed efficacia dei mezzi di soccorso". Nel
tunnel fra Vaglia e Bologna, osservava l’ing. Riccio, è stata
adottata la tipologia costruttiva denominata "galleria monotubo
a doppio binario" priva di tunnel di servizio, con finestre
intermedie poste a distanza reciproca di 6-7 km. "Nel caso
di gallerie con finestre intermedie - si legge nel parere
del Comando fiorentino - non è possibile avvicinare i mezzi
di soccorso, inviati in appoggio al mezzo intermodale, in
zone prossime all'incidente”.
Recentemente, un nuovo segnale di giustificato allarme è arrivato
ancora una volta dai Vigili del Fuoco. Non è cosa da poco.
I convogli che verranno fatti transitare nelle viscere del
Mugello e dell’Alto Mugello hanno iniziato domenica a incrociarsi
in un ambiente unico a velocità fra i 200 e i 300 km/h (nella
galleria di Monte Bibele, sul versante emiliano della tratta,
FS vanta di aver stabilito addirittura il primato mondiale
di velocità in galleria, 362 km/h, segnati da un Frecciarossa
il 3 febbraio scorso durante le prove della nuova linea definita
AV/AC!). Ma i tunnel TAV sono accessibili solo dall’alto,
tramite lunghe discenderie con pendenze significative (fin
oltre il 13%), e fra l’una e l’altra che superano in più casi
anche i 4 km. “Si
tratta di uno scenario del tutto speciale sul piano dei profili
di rischio - scrive Idra - , nel quale è evidente la presenza
di condizioni proibitive per lo stesso intervento in sicurezza
dei soccorritori”. È da osservarsi inoltre, aggiunge l’associazione,
che lungo circa due km della tratta TAV si sono resi necessari
in Mugello, a costruzione ultimata, a partire dal febbraio
2005 e per circa due anni, interventi di demolizione e ricostruzione,
che hanno interessato per intero due gallerie (Morticine e
Borgo Rinzelli) e un tratto della galleria Firenzuola. Dagli
atti trasmessi a Idra dalle autorità competenti risulta che
le gallerie in questione erano state costruite senza armatura,
benché in terreni argillosi!
“Ai
danni al territorio, alle risorse naturali, al paesaggio,
alla salute dei cittadini - scrive Idra - che i Comuni da
Voi amministrati hanno dovuto subire nel corso degli ultimi
tredici anni, potendo avvalersi di un apparato di controlli
spesso largamente insufficiente, di un Osservatorio Ambientale
Nazionale istituito in ritardo, privo di strumenti efficaci
di intervento, per lunghi mesi vacante e addirittura mai più
rinnovato a partire da maggio 2007 (nonostante la delicatezza
della fase di dismissione dei cantieri e i perduranti effetti
ambientali nefasti di lungo periodo, che non vengono così
neppure più monitorati), si aggiungono adesso le criticità
legate alla gestione dell’esercizio della linea e ai suoi
riflessi sul territorio, dalla manutenzione delle strade e
delle piazzole all’accesso da parte dei mezzi di soccorso
alle discenderie, e dalle discenderie alla linea”. La
mancanza di una galleria dedicata alla sicurezza e all’emergenza
dovrebbe – secondo l’associazione - ragionevolmente inquietare:
“In caso di deragliamento, collisione, incendio, ma anche
semplice guasto, le ‘sorprese’ potrebbero rivelarsi – a causa
delle velocità dei convogli e dell’ambiente in cui transiteranno
- di un ordine di grandezza difficilmente confrontabile con
quelli di altri incidenti ferroviari”.
E
aggiunge: “Ci saremmo attesi da parte Vostra un segnale pubblico
di preoccupazione e di allarme (...). Già alcuni operatori,
del resto, e lo stesso assessore alla Mobilità del Comune
di Bologna, hanno manifestato in queste settimane il proprio
dissenso per il modo in cui si va a inaugurare un’opera così
vulnerabile, delicata e complessa. (...) Confidiamo che (...)
le attuali Amministrazioni del Mugello intendano esercitare
oggi a pieno il diritto-dovere di salvaguardare a voce alta
la sicurezza di un’infrastruttura che ha già colpito così
profondamente i loro territori mortificandone l’identità e
che - per il modo stesso in cui è stata concepita e realizzata
- presenta indici elevatissimi di vulnerabilità. Confidiamo
nel fatto che non esiterete a rivendicare la completa soddisfazione
delle esigenze di tutela delle popolazioni da Voi amministrate,
costrette per anni a convivere con una cantierizzazione pesante
e con l’illegalità diffusa attestata dagli atti del processo
celebrato a Firenze. Popolazioni che dal prossimo 13 dicembre
2009 potrebbero rischiare – se gli Amministratori locali non
avranno interpretato in maniera severa il proprio ruolo strategico
– di dover convivere con una nuova mina vagante di dimensioni
spettacolari, per le caratteristiche strutturali e gestionali
sia dell’opera sia degli interventi sin qui previsti - per
quanto è dato a noi conoscere - per la sua ‘messa in sicurezza’”.
Idra indirizza quindi ai sindaci un circostanziato elenco
di richieste di informazione: “se le infrastrutture che dovranno
servire per il soccorso siano da Voi considerate idonee a
garantire l’intervento dei mezzi e degli uomini; quali provvedimenti
abbiate deciso o abbiate intenzione di assumere perché siano
implementati, prima dell’entrata in esercizio della linea,
interventi risolutivi delle problematicità registrate, affinché
non abbiano a verificarsi eventi con conseguenze più o meno
catastrofiche; in che modo e in quale misura sia stato programmato
da parte Vostra, o col Vostro contributo, di destinare risorse
alle strutture di primo intervento, di garantire efficienza
diurna e notturna, in tutte le stagioni, alla viabilità di
accesso agli imbocchi delle gallerie e alle discenderie, alle
piazzole di soccorso, alle superfici a disposizione degli
elicotteri, alla relativa segnaletica, e di attuare i lavori
conservativi necessari ad assicurarne la corretta manutenzione;
se e come si sia provveduto ad attivare un piano di addestramento
e di formazione del personale volontario di soccorso, tale
da sostenere a partire dal primo giorno dell’esercizio commerciale
della tratta, e negli anni a seguire, la credibilità di qualsiasi
piano di intervento; quando gli Uffici competenti della Vostra
Amministrazione siano stati invitati a partecipare alla stesura
dei Piani di soccorso e di emergenza, e in quale misura le
Vostre proposte, osservazioni o richieste siano state recepite”.
Idra registra con piacere il fatto che almeno un sindaco del
Mugello, Marco Semplici, primo cittadino di San Piero a Sieve,
abbia provveduto a fornire una qualche risposta all’associazione.
“La questione della sicurezza della linea A.V. sta sicuramente
a cuore a questa Amministrazione Comunale, scrive il sindaco
di San Piero, tant’è che ho partecipato personalmente ai sopralluoghi
organizzati dalla Prefettura di Firenze nello scorso mese
di luglio al fine di poter comprendere meglio i termini della
questione”. E aggiunge: “Durante i sopralluoghi sono anzi
state avanzate indicazioni da parte degli stessi Comuni, in
particolare dal Comune di Scarperia, in merito alle viabilità
di accesso alle finestre di servizio”. Ma non fornisce poi
particolari al riguardo, né dà risposte alle altre richieste
formulate da Idra. Probabilmente perché, come si legge subito
dopo, “come codesta Associazione saprà, è la Prefettura di
Firenze che ha assunto il ruolo di coordinamento e stesura
del piano generale di emergenza (...), ragion per cui ogni
informazione in merito dovrà essere richiesta alla Prefettura,
la quale valuterà se, e cosa, rendere di pubblico dominio,
visto che la Prefettura stessa aveva invitato alla riservatezza”.
Dunque,
una sorta di segreto di Stato, la sicurezza TAV, se è vero
- come è vero - che da mesi Idra ha richiesto per iscritto
alla Prefettura proprio questi dati, e non li ha mai ricevuti.
Anche la richiesta di incontro col Prefetto è rimasta priva
di qualsiasi riscontro! Una considerazione aggiunge infine
il sindaco di San Piero a Sieve, che merita – riteniamo -
una lettura particolarmente attenta: “La sicurezza deve essere
garantita con le necessarie risorse economiche, le quali è
giusto e doveroso siano assunte dal soggetto che beneficerà
dei proventi economici della linea ferroviaria”.
È proprio quello che temiamo anche noi: che queste risorse
non ci siano o non si vogliano stanziare, mentre il Mugello
ancora una volta paga senza ricevere benefìci.
Associazione
Idra - Firenze
 
Dossier
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