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Una
donna dal braccio della morte in Iran
riceviamo
e pubblichiamo
Care Organizzazioni dei diritti umani, mi chiamo Zeinab
Jalalian. Sono una donna kurda di 27 anni e sono prigioniera
politica. Mi trovo in prigione in Iran. Il Supremo Tribunale
iraniano ha confermato la mia condanna a morte. Attualmente
sono malata a causa delle torture subite e non ho alcun legale
che mi difenda.
Voglio dirvi solo questo: il processo è durato solo pochi
minuti. Il tribunale mi ha detto: “Sei una nemica di Dio.
Devi essere impiccata al più presto.” Questo è stato il mio
processo. Ho chiesto al giudice di darmi il permesso di salutare
mia madre e la mia famiglia. Prima di essere giustiziata,
lui mi ha detto “Sta zitta” e mi ha rifiutato il permesso.
26.11.2009
Questa è la lettera di Zeinab Jalalian, dissidente curda di
27 anni, tradotta in italiano, passata tra mani di donne,
ricevuta da Maddalena Celano in Rete,che ringrazio, e ritrovata
nel web: è stata condannata all’impiccagione dalla corte suprema
di Sanandaj.
Solo
pochi giorni fà scrissi della condanna a morte per impiccagione
del giovane oppositore curdo Ehsan Fattahian. ‘Zanan’ (Donne),
la principale pubblicazione femminile/femminista iraniana,
venne chiusa nei primi mesi del 2008 per ordinanza di un tribunale
iraniano.”
La
rivista, fondata 16 anni fa era stata diretta da Shahla Sherkat,
per anni un punto di riferimento per le donne iraniane e la
difesa dei loro diritti. Pur trattando temi estremamente delicati
come i crimini d’onore, il commercio sessuale e le violenze
domestiche, Zanan era riuscita a evitare la censura del regime”.
Bella ciao! Anche le donne muoiono per la Libertà in nome
della follia umana che si ritiene divina. Femminicidio anche
questo. Vivendo così come si muore
Contro
l’omicidio di Stato Zitte mai!
Doriana
Goracci…
 
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