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Etica
e responsabilita'
riceviamo
e pubblichiamo
Quando si discute di etica comportamentale, tutti sono pronti
ad utilizzare termini quali lealtà, trasparenza, correttezza,
sincerità ed ognuno è pronto a citare esempi di onestà di
cui è stato protagonista, mentre chi ascolta, il più delle
volte, rammenta, in silenzio, solo le scorrettezze del proprio
interlocutore!!! E’ facile scrivere regolamenti comportamentali
ad uso e consumo di aziende, banche, partiti, ecc., ma, in
realtà, i veri codici etici, che guidano l’uomo nelle sue
azioni, sono quelli scolpiti nella propria “interiorità”,
che non sempre coincidono con quelli del modello comportamentale
“vincente”, che si impone nella società e al quale la maggior
parte di persone tende ad adeguarsi.
Sino
ad oggi, coloro che hanno speso la propria vita credendo in
valori assoluti quali la Verità, la Giustizia, la Libertà,
l’Amore, senza cedere a tentazioni o compromessi, sono stati
uccisi o emarginati, diventando un esempio di modello sociale
perdente. Il primo esempio storico di modello perdente è stato
Gesù Cristo. Prescindendo da considerazioni di carattere teologico,
nessuno poteva dubitare del suo spessore morale, ma il suo
pensiero rivoluzionario lo rendeva un personaggio scomodo:
invitava il popolo a riflettere su se stessi, sulla propria
parte spirituale (Non di solo pane vive l’uomo) ed il pensiero
“autonomo” è sempre stato nemico del sistema di potere dominante.
Chi
detiene il potere induce le persone ad integrarsi nel sistema
sociale di cui ha il controllo, esibendo quale modello “vincente”
(l’uomo di successo, ricco, allegro e spensierato) colui che
ha pienamente assimilato una certa etica comportamentale ed
estromettendo dal sistema i “diversi”, tramite l’emarginazione
(morte “bianca”) o morte violenta. Le regole “tacite” dettate
dagli uomini di potere rispecchiano la loro vera essenza:
se un capo d’azienda è disonesto, falso, malvagio, egli incoraggerà
la disonestà, la falsità, la malvagità, sempre che siano strumentali
ai suoi fini. E considerato il dilagare della corruzione,
delle menzogne, delle manipolazioni di notizie propinate giornalmente
dai mass-media e degli abusi di potere ad ogni livello cui
si assiste, come non pensare che il potere, oggi, è in mano
a chi ritiene che le persone “veramente” oneste, sincere e
incorruttibili siano solo degli “stupidi”, che sprecano la
loro vita in nome di ideali irrealizzabili? Come non rilevare
che il modello vincente che si è imposto nella società odierna,
a cui adeguarsi per integrarsi nel sistema, è quello dell’uomo
individualista, furbo, bugiardo, cinico, pronto a distruggere,
anche, i sentimenti, ove fossero d’ostacolo al raggiungimento
dei propri obbiettivi?
Chi si propone alla guida di un partito, di una città, di
una regione o del paese promettendo un cambiamento, per acquisire
credibilità politica, dovrebbe formare ed esibire un team
di persone di alto spessore morale ed impegnarsi a rendere
“conveniente” l’onestà, la lealtà, la trasparenza. Dovrebbe
avere la capacità di trasformare in modello “vincente” le
qualità di coloro che non scendono a compromessi con la propria
coscienza, che non hanno mai tradito o ferito alcuno per un
proprio tornaconto, che non rimangono indifferenti dinanzi
alla sofferenza altrui, che hanno il coraggio di denunciare,
che hanno la capacità di rimanere onesti anche nelle avversità
della vita. La meritocrazia tanto auspicata a sostegno dello
sviluppo di un paese democratico, dovrebbe includere, oltre
a intelligenza e preparazione, anche e soprattutto, spiccate
doti morali quali onestà, coraggio, lealtà sincerità, sensibilità
ecc. Se così fosse l’elenco dei più meritevoli si ridurrebbe
notevolmente; ma questi sono i “capi” di cui si sente la mancanza!!!
Nell’assenza
di responsabilità morali conseguenti al proprio agire e puntualmente
sanzionate, ogni uomo privo di coscienza può proclamarsi onesto
e irreprensibile, solo perché non ha mai impugnato una pistola,
o non ha mai svaligiato una banca!!! Se un manager non è stato
capace di risanare i conti di un’azienda o magari l’ha affossata
ancora di più, contribuendo col suo agire ad una serie di
disservizi, mobbizzando i dipendenti scomodi, provocando la
perdita del posto di lavoro per operai e impiegati, nella
peggiore delle ipotesi non sarà riconfermato nel suo incarico,
ma continuerà a proclamarsi l’uomo più onesto della terra!!!
Se un politico durante il suo mandato elettorale ha riscaldato
i banchi o ha boicottato l’assunzione di provvedimenti che
avrebbero potuto giovare ai cittadini, potrà rimanere tranquillamente
seduto al suo posto, ove abbia continuato a tenersi “amici”
i compagni di partito che hanno consentito la sua elezione
e continuerà a declamare i principi di correttezza e trasparenza
in cui crede!!! Se un partito promette “luna e stelle” ai
suoi elettori e gli “astri” non sono donati, solo a causa
dell’opposizione che non ha consentito di governare, la politica
diventa sempre più un teatrino nel quale affabulatori, trasformisti,
comici e attori hanno l’opportunità di guadagnarsi “impunemente”
soldi e notorietà!!!
Che
significato ha essere ben retribuiti per le responsabilità
assunte, se poi non si paga per le proprie colpe? Se un manager,
un politico o chiunque altro sia retribuito per assolvere
un dato compito, non porta a buon fine l’impegno preso, dovrebbe
restituire all’azienda, al partito, ai cittadini, a chi lo
retribuisce quanto indebitamente percepito!!! Esiste responsabilità
laddove a fronte di un guadagno “nelle tasche” si è consapevoli
di rischiare una perdita “dalle tasche”. Se chi accetta di
assumersi una certa responsabilità “sbaglia”, perde solo (eventualmente!)
il rinnovo dell’incarico o del mandato elettorale; avrà solo
un “lucro cessante”, ma non avrà alcun “danno emergente”!!!
Se un partito si desse regole chiare e trasparenti, accompagnate
da precisi sanzioni per il loro mancato rispetto e se assumere
una carica parlamentare comportasse il rischio di dovere restituire
ogni forma di retribuzione indebitamente incassata, allorquando
non si tiene fede agli impegni assunti con gli elettori e
col partito, forse, scenderebbero in “campo” solo persone
motivate da una vera passione politica per il bene collettivo
e che sanno di non avere “scheletri” nell’armadio!!!...
Codici di etica comportamentale validi per tutti ed ispirati
a criteri di correttezza e trasparenza presuppongono assunzioni
di responsabilità, solo se prevedono sanzioni in modo inequivocabilmente
regolamentato, poiché chi non ha “iscritti” nella propria
coscienza tali codici, senza il timore di una puntuale sanzione,
destinerà ad un cestino rifiuti qualunque regolamento scritto!!!
Ma, probabilmente, inchiodare ogni individuo alle proprie
responsabilità è un sogno che accarezzano poche persone!!!…
Silvana
Catalano.
 
Dossier
etica e politica
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