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29 novembre 2009
tutti gli speciali

Etica e responsabilita'
riceviamo e pubblichiamo

Quando si discute di etica comportamentale, tutti sono pronti ad utilizzare termini quali lealtà, trasparenza, correttezza, sincerità ed ognuno è pronto a citare esempi di onestà di cui è stato protagonista, mentre chi ascolta, il più delle volte, rammenta, in silenzio, solo le scorrettezze del proprio interlocutore!!! E’ facile scrivere regolamenti comportamentali ad uso e consumo di aziende, banche, partiti, ecc., ma, in realtà, i veri codici etici, che guidano l’uomo nelle sue azioni, sono quelli scolpiti nella propria “interiorità”, che non sempre coincidono con quelli del modello comportamentale “vincente”, che si impone nella società e al quale la maggior parte di persone tende ad adeguarsi.

Sino ad oggi, coloro che hanno speso la propria vita credendo in valori assoluti quali la Verità, la Giustizia, la Libertà, l’Amore, senza cedere a tentazioni o compromessi, sono stati uccisi o emarginati, diventando un esempio di modello sociale perdente. Il primo esempio storico di modello perdente è stato Gesù Cristo. Prescindendo da considerazioni di carattere teologico, nessuno poteva dubitare del suo spessore morale, ma il suo pensiero rivoluzionario lo rendeva un personaggio scomodo: invitava il popolo a riflettere su se stessi, sulla propria parte spirituale (Non di solo pane vive l’uomo) ed il pensiero “autonomo” è sempre stato nemico del sistema di potere dominante.

Chi detiene il potere induce le persone ad integrarsi nel sistema sociale di cui ha il controllo, esibendo quale modello “vincente” (l’uomo di successo, ricco, allegro e spensierato) colui che ha pienamente assimilato una certa etica comportamentale ed estromettendo dal sistema i “diversi”, tramite l’emarginazione (morte “bianca”) o morte violenta. Le regole “tacite” dettate dagli uomini di potere rispecchiano la loro vera essenza: se un capo d’azienda è disonesto, falso, malvagio, egli incoraggerà la disonestà, la falsità, la malvagità, sempre che siano strumentali ai suoi fini. E considerato il dilagare della corruzione, delle menzogne, delle manipolazioni di notizie propinate giornalmente dai mass-media e degli abusi di potere ad ogni livello cui si assiste, come non pensare che il potere, oggi, è in mano a chi ritiene che le persone “veramente” oneste, sincere e incorruttibili siano solo degli “stupidi”, che sprecano la loro vita in nome di ideali irrealizzabili? Come non rilevare che il modello vincente che si è imposto nella società odierna, a cui adeguarsi per integrarsi nel sistema, è quello dell’uomo individualista, furbo, bugiardo, cinico, pronto a distruggere, anche, i sentimenti, ove fossero d’ostacolo al raggiungimento dei propri obbiettivi?

Chi si propone alla guida di un partito, di una città, di una regione o del paese promettendo un cambiamento, per acquisire credibilità politica, dovrebbe formare ed esibire un team di persone di alto spessore morale ed impegnarsi a rendere “conveniente” l’onestà, la lealtà, la trasparenza. Dovrebbe avere la capacità di trasformare in modello “vincente” le qualità di coloro che non scendono a compromessi con la propria coscienza, che non hanno mai tradito o ferito alcuno per un proprio tornaconto, che non rimangono indifferenti dinanzi alla sofferenza altrui, che hanno il coraggio di denunciare, che hanno la capacità di rimanere onesti anche nelle avversità della vita. La meritocrazia tanto auspicata a sostegno dello sviluppo di un paese democratico, dovrebbe includere, oltre a intelligenza e preparazione, anche e soprattutto, spiccate doti morali quali onestà, coraggio, lealtà sincerità, sensibilità ecc. Se così fosse l’elenco dei più meritevoli si ridurrebbe notevolmente; ma questi sono i “capi” di cui si sente la mancanza!!!

Nell’assenza di responsabilità morali conseguenti al proprio agire e puntualmente sanzionate, ogni uomo privo di coscienza può proclamarsi onesto e irreprensibile, solo perché non ha mai impugnato una pistola, o non ha mai svaligiato una banca!!! Se un manager non è stato capace di risanare i conti di un’azienda o magari l’ha affossata ancora di più, contribuendo col suo agire ad una serie di disservizi, mobbizzando i dipendenti scomodi, provocando la perdita del posto di lavoro per operai e impiegati, nella peggiore delle ipotesi non sarà riconfermato nel suo incarico, ma continuerà a proclamarsi l’uomo più onesto della terra!!! Se un politico durante il suo mandato elettorale ha riscaldato i banchi o ha boicottato l’assunzione di provvedimenti che avrebbero potuto giovare ai cittadini, potrà rimanere tranquillamente seduto al suo posto, ove abbia continuato a tenersi “amici” i compagni di partito che hanno consentito la sua elezione e continuerà a declamare i principi di correttezza e trasparenza in cui crede!!! Se un partito promette “luna e stelle” ai suoi elettori e gli “astri” non sono donati, solo a causa dell’opposizione che non ha consentito di governare, la politica diventa sempre più un teatrino nel quale affabulatori, trasformisti, comici e attori hanno l’opportunità di guadagnarsi “impunemente” soldi e notorietà!!!

Che significato ha essere ben retribuiti per le responsabilità assunte, se poi non si paga per le proprie colpe? Se un manager, un politico o chiunque altro sia retribuito per assolvere un dato compito, non porta a buon fine l’impegno preso, dovrebbe restituire all’azienda, al partito, ai cittadini, a chi lo retribuisce quanto indebitamente percepito!!! Esiste responsabilità laddove a fronte di un guadagno “nelle tasche” si è consapevoli di rischiare una perdita “dalle tasche”. Se chi accetta di assumersi una certa responsabilità “sbaglia”, perde solo (eventualmente!) il rinnovo dell’incarico o del mandato elettorale; avrà solo un “lucro cessante”, ma non avrà alcun “danno emergente”!!! Se un partito si desse regole chiare e trasparenti, accompagnate da precisi sanzioni per il loro mancato rispetto e se assumere una carica parlamentare comportasse il rischio di dovere restituire ogni forma di retribuzione indebitamente incassata, allorquando non si tiene fede agli impegni assunti con gli elettori e col partito, forse, scenderebbero in “campo” solo persone motivate da una vera passione politica per il bene collettivo e che sanno di non avere “scheletri” nell’armadio!!!...

Codici di etica comportamentale validi per tutti ed ispirati a criteri di correttezza e trasparenza presuppongono assunzioni di responsabilità, solo se prevedono sanzioni in modo inequivocabilmente regolamentato, poiché chi non ha “iscritti” nella propria coscienza tali codici, senza il timore di una puntuale sanzione, destinerà ad un cestino rifiuti qualunque regolamento scritto!!!

Ma, probabilmente, inchiodare ogni individuo alle proprie responsabilità è un sogno che accarezzano poche persone!!!…

Silvana Catalano.

per approfondire...

Dossier etica e politica

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