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Etica
in politica e legalita' nella societa'
riceviamo
e pubblichiamo
Quando ero un ragazzino i metri di giudizio erano diversi:
se uno studiava meritava bei voti, se non studiava doveva
ripetere l'anno, quando si faceva dello sport la classifica,
nella maggior parte dei casi, rispecchiava i valori dei concorrenti,
sul lavoro rispettare gli orari di ingresso ed uscita era
nella norma e nessuno si portava appresso un giornaletto per
risolvere i quiz nell'orario di lavoro. In Parlamento sedevano
persone che avevano un alto senso del Paese ed avevano ben
chiaro che dovevano operare nell'interesse dei cittadini,
la Giustizia era una cosa seria, se uno commetteva un reato
finiva dentro senza tanti complimenti.
Poi
sono arrivati i tempi dei voti di gruppo ed i meriti dei singoli
sono spariti, i sindacati hanno protetto in modo esagerato
i lavoratori, soprattutto quelli che avevano un comportamento
aziendale discutibile, i passaggi di livello venivano imposti
e non lasciati al giudizio del caporeparto, nello sport si
è scoperto calciopoli, in politica si sono scoperte le percentuali
senza le quali non si portava a casa un lavoro, nella giustizia
si è visto che " La Legge è uguale per tutti" ha assunto un
significato diverso: oggi la parola "tutti" ha assunto un
significato "corporativo"
In
pratica "tutti" i ladri di galline hanno molte più probabilità
di finire in galera di "tutti" quelli che rubano a migliaia
di persone, si cerca di far passare per "tutti" alcune cariche
dello Stato per le quali la Legge viene abolita finchè occupano
incarichi Istituzionali, poi, con la scusa di aiutare "tutti"i
cittadini, si cerca di far passare una legge che, sfruttando
la mancanza organizzativa della giustizia, rende praticamente
impossibili i processi, vista l'impossibilità di arrivare
in tempi brevi ad una sentenza.
Come
si può sperare di fare aumentare il numero dei cittadini onesti
quando si fa di tutto per premiare quelli che non lo sono?
Pierluigi
Poggi
 
Dossier
giustizia
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