06 aprile 2009

 
     

Pace sociale , resistenza e legalita'
riceviamo e pubblichiamo

L’Atm di Milano aveva messo a disposizione dei pacificatori sociali, alias Forza Nuova e colleghi di movimenti nazifascisti europei, quali il Front National , il British National Party e il Proti Grammi, autobus pronti alle bisogna a piazza Aspromonte per raggiungere piazza Missori, sede del Nuovo convegno.

Resistenza a modo loro e ben organizzata se Roberto Fiore, loro leader, è diventato europarlamentare e aveva dichiarato in mattinata: “Di medaglie d’oro ne sono state date molte dopo la guerra, ma è finita un’epoca e mi sento di pacificare quella fase perchè siamo davanti a un nuovo mondo”.

C’era pure un appuntamento alle 18,30 con presidio in Piazza Affari (mai piazza ebbe più giusto nome per l’ incontro) ma con diplomatica soddisfazione, non ha avuto luogo: “Lo abbiamo deciso - ha spiegato Fiore - per mantenere la pace sociale”. E i 700 - 300 partecipanti per la questura- scortati, sono quindi risaliti sugli autobus di cui sopra, che li hanno riportati nella sede del partito di via Aspromonte.

Fatti più in là di piazza della Scala, si è tenuta una contromanifestazione: “Un grande striscione nero con la scritta rossa Resistenza è stato sistemato sul Teatro alla Scala, alla sommità della torre ideata dall’ architetto Botta, durante l’ happening antifascista organizzato nella piazza antistante per protestare contro il raduno dei movimenti di estrema destra europei a Milano…interventi di numerosi intellettuali e militanti, tra cui Moni Ovadia. Tutti hanno denunciato l’ ospitalità offerta da Milano al raduno dei movimenti considerati xenofobi e negazionisti”.

Quì le testimonianze che ho letto parlano di 1.000 persone, malgrado la pioggia. Le teste rasate, le celtiche, il saluto romano non sono mancati, in barba alla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (Legge Scelba), recentemente aggiornata con la Legge n. 205 25 giugno 1993 (Legge Mancino), ma solo se compiuto con intento di “rivolgere la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o a compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

Si dà il caso che io ero a Viterbo, ad ascoltare Daniele Biacchessi alla Libreria Caffè Malatesta, di cui avevo già scritto, un incontro senza pretese…ma per ricordare le stragi, ormai neanche più memoria orale… Si è parlato di indignazione, quella soggettiva e collettiva, dei 400.ooo a Milano dopo Piazza Fontana, dei ridotti a quattro, Biacchessi compreso, nell’ultima commemorazione.

Il 3 maggio del 2005: ” l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiude in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali. Quest’ultima decisione, pur se dettata dalla legge, viene duramente criticata anche da figure istituzionali, che parlano di “beffa” per i parenti delle vittime.”

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