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28 febbraio 2009
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Clandestini
: nuove regole per mantenerli irregolari ? Nell'immediata attualità della leva/deriva leghista,- fatta di governo e di falsa opposizione- il portato devastante della delinquenza istituzionale dei responsabili politici italiani è costituito da malafede, malvagità, ipocrisia. Ora, con la Lega, introduciamo, anche nella gestione di un problema epocale come l'immigrazione, gli stessi elementi distruttivi che hanno ormai quasi cancellato dal nostro sistema civile e sociale, l'operatività, l'applicabilità e l'efficacia di uno dei tre poteri fondamentali : il potere giudiziario. L'amministrazione della giustizia è stata coltivata via via solo fittiziamente, allo scopo di affermarne solo in teoria il riconoscimento tra i principi fondamentali e tra gli obiettivi prioritari : infatti nessuno stato potrebbe mai fondarsi e reggersi -salvo imposizione militare,- se non su una proclamazione assoluta dello "stato dei diritti" (difesa dei deboli, etc etc.) Al contrario e nei fatti in Italia l'amministrazione della giustizia è stata nel tempo aggredita organicamente e sistematicamente destrutturata e involuta, allo scopo di impedirne l'esercizio fattuale e concreto. L'accesso alla via giudiziaria è solo nominale : in realtà è solo il denaro che consente di attraversare il percorso giudiziario e di prolungarlo sine die, muniti di tutto l'armamentario di pretestuosità e di cavillo, per sfruttare a proprio vantaggio ogni presidio, anche solo procedurale, fino al conseguimento del risultato a proprio vantaggio. Quando il denaro è così sproporzionato, tanto da rappresentare il potere univoco in tutto il paese, che invade e pervade l'intera informazione e l'economia, questo consente, ove necessario, non solo di infliuenzare il procedimento giudiziario, ma addirittura di cambiare le regole e gli esiti del processo, con l'introduzione di divieti e cancellazioni di prove (intercettazioni) ovvero di scadenze ultimative (prescrizioni). La Lega ha offerto al Duce il diritto delle sue impunità.Ora è il tempo del ringraziamento. Come per la giustizia ora si procede con la gestione ipocrita e in malafede dell'immigrazione, per poterla estromettere di diritto ma non di fatto dal territorio. Il clandestino non sarà più colui che si è introdotto contro le regole, ma colui che vogliamo incatenare a restare schiavo irregolare perchè non gli riconosciamo diritti e regole. Il clandestino è colui al quale noi vogliamo riuscire a rendere di fatto impossibile il riconoscimento legale della sua qualità di immigrato. Più riusciamo a frapporre tempo fra il suo ingresso e il suo riconoscimento, più avremo ampliato la gamma della sua possibilità di trovarsi in condizioni di non regolarità. Più riusciamo a frapporre tempo e più avremo allargato la licenza concessa ai nostri concittadini di farne uno schiavo. Più riusciamo a frapporre tempo e più avremo affondato nelle viscere del suo vissuto la lama insanguinata della nostra rivalsa di padroni perversi e comunque impotenti. Nello Stato pontificio, sono questi i nuovi martiri che vogliamo vedere penzolare dai crocefissi sulle strade che conducono a Roma ? rino sanna ___________ NB:
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