22 gennaio 2009

 
     

Roma : incontro AIGA sull'efficienza della giustizia
di osservatoriosullalegalita.org

Il 23 gennaio 2009 alle ore 15,00 presso la Sala Refettorio di Palazzo San Macuto (Via del Seminario, 76) si terrà il Convegno promosso dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati avente come tema la efficienza della Giustizia.

L’idea di fondo, ispiratrice del convegno, è che anche e soprattutto questo settore possa essere oggetto di un’analisi del rapporto tra costi e produttività, in un sistema che consuma circa 7 miliardi di euro l’anno. Siamo infatti - sottolinea AIGA - tra i Paesi con il più elevato livello di spesa pubblica per abitante, abbiamo più magistrati togati della media Europea (1,39 per 10mila abitanti contro lo 0,91) ma abbiamo una domanda di giustizia doppia rispetto a Francia o Germania, ed una graduatoria in termini di tempi dei processi tra le ultime al mondo.

Durante i lavori si vuole quindi affrontare una discussione sul problema dell’efficienza del processo e dell’allocazione delle risorse, focalizzando la attenzione soprattutto su fattori quali:

1.la crescita della domanda di giustizia nel settore civile.

2. La di progressiva trasformazione, nata con la operazione ‘mani pulite’ del magistrato in una figura mediatica.

3. Il blocco dell’allocazione di risorse dovuto alla carenza di copertura economica, con i conseguenti vincoli di spesa per i Ministeri ed il congelamento delle assunzioni del personale giudiziario e amministrativo anche quando cresceva il trend della domanda di giustizia.

Tutto ciò ha causato, inevitabilmente, notano i giovani avvocati, un ulteriore allungamento della durata delle cause che ci ha procurato il record di oltre 1.000 condanne da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione del principio della “ragionevole durata del processo”. Cinque volte più della Francia o della Spagna (che ne ha collezionate 255), venti volte più dell’Austria (50) e cinquanta volte più della Gran Bretagna che ne ha subite 22 al 2007. A far data dal 1990 per contrastare il progressivo allungamento dei processi il legislatore ad proponeva unicamente riforme “processuali”, dando vita ad un accrescimento esponenziale dei riti in materia civile, oggi almeno 23, senza alcun concreto beneficio pratico.

Contemporaneamente, anche la esperienza delle cosiddette ‘sezioni stralcio’, affidate a giudici onorari per smaltire l’arretrato precedente al 1995, si rivelavano fallimentari in termini di tempo, mentre gli appelli avverso le sentenze rese da “non tecnici” raddoppiavano. Nel 2001 la legge Pinto ha riconosciuto ai cittadini la possibilità di rivolgersi alle Corti di Appello per ottenere una equa riparazione per ritardi nel servizio giustizia, con il risultato che le istanze di indennizzo sono schizzate dalle 5510 del 2003 alle oltre 12mila del 2005. Considerando che a decidere sul ritardo dei Giudici sono gli stessi Giudici che lo provocano, dette istanze, anziché essere liquidate in 4 mesi non arrivano prima di un periodo che va dagli 8 mesi ai due anni e più.

L’Aiga ha analizzato i rapporti Istat e Cepej individuando come, nonostante l’Italia spendesse più degli altri Paesi europei, questi ultimi riuscivano a risolvere le cause in tempi decisamente inferiori. “Abbiamo riscontrato” spiega il Presidente Giuseppe Sileci “come i vari progetti di riordino si collochino nel filone del “ritualismo”, modificando quindi le norme senza procedere ad una analisi dei punti critici del sistema. Non è stata mai condotta una analisi concreta per capire perché a Torino è possibile ottenere una sentenza in tempi ragionevoli e in altri il cittadino entra in una sorta di girone infernale dove non ha la minima certezza di vedere riconosciuti i suoi diritti. Con il nostro appuntamento, intendiamo stimolare una discussione che parli di riforme andando oltre la mera apparenza, cioè il “rito”, per arrivare alla sostanza dei problemi.”

Anche nel settore penale, sempre secondo il Cepej, nonostante investiamo una quota del PIL nazionale superiore a quella degli altri paesi europei, non otteniamo nemmeno lontanamente gli stessi ratei di efficienza. Tanto per citare qualche esempio virtuoso, l’Olanda spende pro capite meno di noi ma ha un coefficiente di smaltimento dei processi penali triplo rispetto al nostro.

Sono previsti interventi di: Guido Alpa, CNF, Elisabetta Cesqui, CSM, Maurizio De Tilla, OUA, Salvatore Grimaudo, UNCCI, Luca Palamara, ANM, Fausto De Santis, Maurizio Gasparri, Massimo Martinelli, Angelo Piraino, Francesco Rutelli, Bruno Sazzini, Giuliano Scarselli, Luigi Scotti e Giuseppe Sileci.

Speciale giustizia

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