23 marzo 2009

 
     

Repubblica sul Darfur : ma c'e' differenza fra quei due tribunali
di Munello

"Bashir in Eritrea, sfida all'Onu.". Titola cosi' un articolo di ieri di Daniele Mastrogiacomo su La Repubblica.

Nell'articolo si spiega che "Per la prima volta il presidente del Sudan sfida la Corte penale internazionale e varca i confini del suo paese per una visita ufficiale in Eritrea.... Colpito da un mandato di cattura emesso dalla Cpi de l'Aja il 4 marzo scorso, per crimini di guerra e contro l'umanità commessi in Darfur, Omar al-Bashir gioca la sua battaglia tra timori concreti di un arresto e una vasta campagna diplomatica di solidarietà che trova consensi soprattutto in Africa e in gran parte del mondo arabo."

Peccato che il Tribunale penale internazionale di cui si parla e che ha emesso il mandato di cattura non sia quello dell'ONU, che pure ha sede a L'Aja, ma quello indipendente istituito con lo statuto di Roma da un gruppo di associazioni per i diritti umani e di Stati per perseguire individui colpevoli di crimini di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanita' e che oggi conta oltre 200 firmatari fra nazioni ed organizzazioni non governative.

L'ONU, insomma, con quel Tribunale non c'entra nulla, come ha spiegato anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon quando il mandato e' stato emesso. C'e invece una decisione del Consiglio di sicurezza che, dopo l'emissione del mandato, ha imposto un obbligo di cooperare al Sudan, mentre gli altri Stati sono stati semplicemente invitati a cooperare, il che significa che non sono tenuti giuridicamente a togliere a Bashir le immunita' di cui gode come Capo di stato in esercizio, come spiegato qualche settimana fa - sempre su Repubblica - dal magistrato Antonio Cassese.

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