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Kurdistan
della Turchia : illusioni infrante
di
Shorsh
Surme*
Noi Curdi ci siamo illusi sino al punto di credere che la
Turchia stesse finalmente cercando di risolvere dopo quasi
ottant’anni la questione di 17 milioni di Curdi che vivono
sulla loro terra, occupata arbitrariamente dalla Turchia.
Nessuno si aspettava che dopo settimane di dichiarazioni sia
del Primo Ministro Turco Recep Tayyip Erdogan sia dei vari
leader politici sulla eventuale soluzione del problema curdo,
che la Corte costituzionale turca potesse dicidere la chiusura
del maggiore partito curdo (il Partito della società democratica
(Dtp), che nella Ultime elezioni del marzo scorso in Tuchia
aveva conquistato il 5 per cento di consensi a livello nazionale,
riconfermandosi prima forza politica nel Kurdistan della Turchia)
con l’accusa di aver avuto i legami con i ribelli curdi del
Partito dei Lavoratori Curdi (Pkk). Una sentenza che potrebbe
minare gli sforzi del Paese candidato alla Ue di porre fine
al conflitto con il popolo curdo.
Bisogna
dire che la corte costituzionale turca dominata dai generali
non è nuova a queste decisioni, infatti nel marzo del 1994
fu messo fuori legge il Partito Hadep, che aveva appena vinto
le elezioni, e furono arrestati tutti i parlamentari curdi
eletti. Tra loro c'era la deputata curda Leyla Zana, che fece
10 anni di carcere per aver pronunciato una frase in curdo
durante il giuramento, dicendo “viva la fratellanza tra il
popolo curdo e il popolo Turco”: questa frase fu considerata
dalla Corte lesiva dell’unita nazionale turca.
Vorrei
ricordare che tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli
anni novanta ci furono diversi tentativi di sondare la possibilità
di reciproche aperture tra il governo turco e i partiti curdi.
Il PKK dichiarò più volte la tregua, il premier turco Türgüt
Ozal a sua volta ammise l'esistenza in Turchia di 12 milioni
di Curdi con una propria lingua e cultura e propose per quella
regione il modello basco: la creazione di una regione autonoma
con un proprio parlamento e governo, una propria polizia e
il curdo come lingua ufficiale.
Le aperture da parte del governo turco erano anche funzionali
al progetto di entrare nella Comunità Europea, da sempre ostacolato
dagli Europei anche a causa delle continue violazioni dei
diritti umani attuate contro i Curdi. La morte di Ozal e il
ruolo dei Curdi durante la guerra del Golfo del 1991 fecero
tramontare ogni speranza di risoluzione politica della questione.
I dirigenti della Turchia devono sapere che senza il riconoscimento
dell'identità curda, Ankara non potrà mai arrivare a garantire
la pace in Turchia. Per i Curdi è di fondamentale importanza
che la loro lingua e la cultura abbiano un riconoscimento
di pari dignità. Fino ad oggi non esiste ancora una sola scuola
curda e il governo turco investe solo il 3% del risorse nazionali
nella zona curda.
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giornalista curdo iracheno
 
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