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12 dicembre 2009
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Kurdistan della Turchia : illusioni infrante
di Shorsh Surme*

Noi Curdi ci siamo illusi sino al punto di credere che la Turchia stesse finalmente cercando di risolvere dopo quasi ottant’anni la questione di 17 milioni di Curdi che vivono sulla loro terra, occupata arbitrariamente dalla Turchia.

Nessuno si aspettava che dopo settimane di dichiarazioni sia del Primo Ministro Turco Recep Tayyip Erdogan sia dei vari leader politici sulla eventuale soluzione del problema curdo, che la Corte costituzionale turca potesse dicidere la chiusura del maggiore partito curdo (il Partito della società democratica (Dtp), che nella Ultime elezioni del marzo scorso in Tuchia aveva conquistato il 5 per cento di consensi a livello nazionale, riconfermandosi prima forza politica nel Kurdistan della Turchia) con l’accusa di aver avuto i legami con i ribelli curdi del Partito dei Lavoratori Curdi (Pkk). Una sentenza che potrebbe minare gli sforzi del Paese candidato alla Ue di porre fine al conflitto con il popolo curdo.

Bisogna dire che la corte costituzionale turca dominata dai generali non è nuova a queste decisioni, infatti nel marzo del 1994 fu messo fuori legge il Partito Hadep, che aveva appena vinto le elezioni, e furono arrestati tutti i parlamentari curdi eletti. Tra loro c'era la deputata curda Leyla Zana, che fece 10 anni di carcere per aver pronunciato una frase in curdo durante il giuramento, dicendo “viva la fratellanza tra il popolo curdo e il popolo Turco”: questa frase fu considerata dalla Corte lesiva dell’unita nazionale turca.

Vorrei ricordare che tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta ci furono diversi tentativi di sondare la possibilità di reciproche aperture tra il governo turco e i partiti curdi. Il PKK dichiarò più volte la tregua, il premier turco Türgüt Ozal a sua volta ammise l'esistenza in Turchia di 12 milioni di Curdi con una propria lingua e cultura e propose per quella regione il modello basco: la creazione di una regione autonoma con un proprio parlamento e governo, una propria polizia e il curdo come lingua ufficiale.

Le aperture da parte del governo turco erano anche funzionali al progetto di entrare nella Comunità Europea, da sempre ostacolato dagli Europei anche a causa delle continue violazioni dei diritti umani attuate contro i Curdi. La morte di Ozal e il ruolo dei Curdi durante la guerra del Golfo del 1991 fecero tramontare ogni speranza di risoluzione politica della questione.

I dirigenti della Turchia devono sapere che senza il riconoscimento dell'identità curda, Ankara non potrà mai arrivare a garantire la pace in Turchia. Per i Curdi è di fondamentale importanza che la loro lingua e la cultura abbiano un riconoscimento di pari dignità. Fino ad oggi non esiste ancora una sola scuola curda e il governo turco investe solo il 3% del risorse nazionali nella zona curda.

* giornalista curdo iracheno

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