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al difensore civico : scippo ai danni dei cittadini
di
avv. Samuele Animali*
E'
previsto per domani (Venerdì 11 Dicembre) a Verona, l'ultimo
appuntamento degli stati generali della difesa civica, una
serie di assemblee che hanno chiamato a raccolta tutti i difensori
civici italiani per rafforzare la Rete di rappresentanza con
la quale ci si scambiano esperienze e si cerca di supplire
alla mancanza in Italia di una difesa civica con competenze
nazionali. Ma l'argomento più discusso è certamente la proposta
legislativa, prima contenuta nella bozza di Carta delle autonomie,
poi nella finanziaria, con la quale si vuole abrogare la difesa
civica comunale per ricondurla alle Province, che peraltro
sono libere di attivarla o meno.
Questa abrogazione della difesa civica comunale sta passando
quasi senza che si senta una voce contraria e i difensori
civici vengono dipinti alla stregua di un organo di sottogoverno,
una poltrona da tagliare. La difesa civica spesso funziona
bene e non è difficile documentarlo, perché a differenza di
tanti altri organi ammministrativi le relazioni sono sempre
pubblicate e sono ricche di dati oggettivi.
Che,
peraltro, la difesa civica in Italia abbia bisogno di una
riforma è fuori discussione: occorre impedire che la politica
possa appropriarsi del Garante dei cittadini. In primo luogo
bisognerebbe avere un sistema di nazionale ed obbligatorio
di tutela non giurisdizionale dei diritti, basato sul principio
di sussidiarietà (quando non c'è nella propria cittàn c'è
un difensore civico di grado superiore a cui rivolgersi).
Tutti gli europei, tranne gli italiani, hanno un difensore
civico a cui rivolgersi: perché riduce il lavoro dei Tribunali,
perché è un sistema per controllare l'operato della pubblica
amministrazione e perché non sempre si può far ricorso al
Giudice.
In
secondo luogo bisognerebbe garantire un'elezione trasparente,
con maggioranze qualificate ed audizioni pubbliche, lasciando
che i nomi dei candidati emergano dalla società civile e selezionando
preventivamente le candidature in base a competenze ed esperienze
analiticamente documentate. Non sarebbe male mettere ordine
nella giungla dei compensi (perché non viene fatto?), ma già
oggi nella maggior parte dei casi sono piuttosto ridotti rispetto
a quelli degli amministratori, e si tratta di un'attività
che richiederebbe parecchia preparazione tecnica.
In realtà un difensore civico che fa il suo mestiere da' fastidio,
perché controlla la politica e la pubblica amministrazione,
denuncia gli abusi, le disfunzioni, i ritardi. E' per questo
che spesso vengono scelti titolari deboli e poco credibili,
oppure se ne scredita la figura o infine in molti Enti locali
si decide di non istituirlo affatto.
L'aver messo mano al problema poteva essere un'occasione per
renderlo più efficace e con il difensore civico rendere più
efficace l'amministrazione. Invece ci si limita ad un taglio
operato senza un criterio razionale, per cui potrebbe avere
un difensore civico la Provincia con poche decine di migliaia
di abitanti, mentre non ce l'avrà il Comune che ne conta qualche
milione.
Non
è nemmeno una questione di risparmio sui costi: semplicemente
verranno trasferiti in capo ad un ente diverso. Sempre che
Province e Regioni vogliano farlo funzionare, il difensore
civico. Altrimenti sarà solo l'occasione buona per l'ennesimo
scippo ai danni dei cittadini.
*difensore
civico delle Marche Coordinatore nazionale dei difensori civici
regionali e delle province autonome
 
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