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05 dicembre 2009
tutti gli speciali

Russia : governo e condizionamento dei giudici ... come in Italia ?
di Gabriella Mira Marq*

Le affinita' fra Putin e Berlusconi non sembrano limitarsi alla loro antipatia per le domande indiscrete dei giornalisti e alla passione per il controllo dei mezzi di informazione, ma anche l'approccio alla magistratura e il tentativo di modificare le leggi pro domo propria li trova evidentemente concordi. Sono noti gli attacchi del governo italiano (e della maggioranza che lo sostiene) alla Corte Costituzionale dopo la sentenza sul Lodo Alfano, cosi' come e' noto il tentativo di intervenire sulla composizione del CSM, l'organismo di autogoverno della magistratura che, a sua volta, e' stato bersaglio di molte feroci critiche governative.

L'ultimo episodio moscovita riguarda due membri della Corte Costituzionale russa che, dopo aver denunciato alla stampa una crescente pressione sul sistema giudiziario del Paese, si sono dimessi 'forzatamente' da alti incarichi. Il giudice Anatoly Kononov si e' dimesso dalla Corte Costituzionale, mentre il giudice Vladimir Yaroslavtsev ha rassegnato le sue dimissioni da membro del Consiglio della magistratura (equivalente del nostro CSM), come ha comunicato alla stampa il portavoce della Suprema Corte Yekaterina Sidorenko, la quale si e' premurata di sottolineare che Yaroslavtsev sarebbe rimasto al suo posto alla Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale russa ha giocato un ruolo chiave nella tumultuosa politica dei primi anni '90, dichiarando illegale un tentativo di colpo di Stato contro il presidente sovietico Mikhail Gorbachev nel 1991 e abbattendo le leggi presentate dal presidente Boris Yeltsin, ma non ha emesso una sentenza importante contro il Cremlino in questi ultimi anni. Valentin Kovalyov, un avvocato che e' stato ministro della giustizia sotto la presidenza di Boris Yeltsin, ha detto al Moscow Times che entrambe le dimissioni non hanno precedenti e che i due alti magistrati - da lui ritenuti di grande valore professionale e di elevati principi - avranno fatto tale difficile scelta in quanto non debbono aver visto alcuna possibilita' di operare correttamente nel loro ruolo.

La mossa arriva infatti dopo che i giudici avevano pubblicamente accusato il Cremlino di schiacciare l'indipendenza del potere giudiziario del Paese. Yaroslavtsev aveva rilasciato un'intervista al quotidiano spagnolo El País il 31 agosto, affermando che i giudici sono sempre piu' sottoposti alle pressioni del ramo esecutivo del governo e dei servizi di sicurezza che gestiscono il Paese come all'epoca sovietica ed ha detto di sentirsi come se fosse finito sulle rovine della giustizia. Come esempio di ampi poteri dei servizi di sicurezza, Yaroslavtsev ha citato una decisione della Corte Costituzionale che a maggio ha respinto una denuncia presentata dalla giornalista Natalya Morar, cui i Servizi avevano impedito l'ingresso nel Paese dopo che la donna aveva pubblicato relazioni critiche del potere sulla rivista New Times.

L'intervista ha fatto infuriare i suoi colleghi, i giudici della Corte costituzionale (19 membri), che lo hanno accusato di violare il loro codice etico e una legge federale sulla magistratura, ma che, invece di pubblicare una nota formale, che avrebbe potuto portare al suo impeachment, hanno deciso di chiedergli di dimettersi dal suo incarico di rappresentante della Corte costituzionale presso il Consiglio dei giudici, un organismo che sovrintende alla disciplina dei magistrati in tutto il paese. Invito accolto senza commenti.

Successivamente, il giudice Kononov ha difeso Yaroslavtsev in un'intervista rilasciata alla rivista Sobesednik, e cio' ha provocato la reazione degli altri colleghi. Uno dei magistrati, in condizioni di anonimato, avrebbe affermato che "L'intervista è stata l'ultima goccia. ... Kononov si era sempre comportato piu' come un difensore dei diritti umani che come un giudice". Il presidente della Corte ha smentito che la causa delle dimissioni siano pressioni subite dopo l'intervista, ed ha detto che, nella sua lettera di dimissioni, Kononov aveva addotto motivi di salute. Ha osservato, tuttavia, che i giudici si erano lamentati, in passato, per le critiche espresse pubblicamente da Kononov e ha accennato a una certa irritazione suscitata dai toni usati da Kononov nelle sue numerose opinioni dissenzienti.

Gli analisti politici hanno ipotizzato che il controllo della Corte costituzionale sia parte di un piano del Cremlino per favorire il ritorno alla presidenza del primo ministro Vladimir Putin qualora fossero indette elezioni prima del 2012, termine del mandato del presidente Dmitry Medvedev. Prima della fine del suo precedente mandato come presidente della Russia, Putin aveva gia' cercato di far passare una legge che cancellasse il limite di due mandati presidenziali e, in seguito, aveva sponsorizzato l'elezione di Medvedev, assumendo l'incarico di premier. Di recente, lo stesso Medvedev ha introdotto una riforma che, da un lato, sostituisce l'attuale sistema in cui i giudici della Corte Costituzionale eleggono il presidente e i suoi due vice con un sistema in cui il presidente russo nomina il trio e, dall'altro, prevede il raddoppio della durata dei loro incarichi.

Una riforma che ha suscitato varie critiche. Anche il giudice Kononov, nella sua intervista a Sobesednik, aveva commentato la riforma di Medvedev definendola "antidemocratica e irrispettosa"...

* si ringrazia Giulia Alliani

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