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19 novembre 2009
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Russia abolisce di fatto la pena di morte
di Gabriella Mira Marq*

La Corte costituzionale russa ha abolito di fatto la pena di morte nel Paese, estendendo a tempo indeterminato la moratoria di 13 anni sulla pena capitale. Dal 1 gennaio 2010, quindi, la pena di morte non potra' piu' essere comminata ne' eseguita. La portavoce della Corte, il giudice Anna Malysheva, ha detto di ritenere che "questa decisione significhi l'abolizione della pena di morte". Pena che, nonostante la moratoria, e' ancora oggi parte del codice penale russo.

La decisione ha suscitato il plauso del presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, Micheline Calmy-Rey, Ministro degli affari esteri della Svizzera. "Mi auguro fortemente che la Russia ora trasformi l'esistente moratoria sulle esecuzioni nell'abolizione de jure della pena di morte e ratifichi il Protocollo n. 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo" ha detto Calmy-Rey, ricordando l'appello forte e urgente fatto in tal senso dal Comitato dei Ministri alla Federazione russa, lo scorso ottobre.

La Russia non ha realizzato esecuzioni a partire dal 1996, anche se una miriade di decisioni legali contraddittorie ha contribuito a ravvivare un dibattito sulla opportunita' della pena capitale per delitti particolarmente barbari. Recenti sondaggi hanno mostrato che tra il 65 e il 74 per cento dei Russi e' favorevole alla ripresa delle esecuzioni, effettuate prima della moratoria con un colpo di pistola alla nuca. Le organizzazioni per i diritti umani sono invece soddisfatte della decisione della Corte Suprema.

Il defunto presidente Boris Yeltsin aveva indicato di volersi muovere verso l'eliminazione della pena di morte e Mosca si era impegnata a porre fine alla pena capitale nel mese di aprile 1997, in occasione della firma da parte di Mosca di un protocollo della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Un dirigente del partito di Vladimir Putin, Russia Unita, aveva utilizzato il sostegno pubblico al ripristino della pena di morte per argomentare contro la ratifica del protocollo, ma il capo del Cremlino, Dmitry Medvedev, ex avvocato, ha spinto per l'abolizione della pena di morte.

Preoccupazioni circa il ritorno della pena di morte erano state sollevate a causa di un vuoto giuridico in base al quale la pena non puo' essere applicata fino all'introduzione dei processi con giurie in tutte le regioni. Poiche' il primo gennaio 2010 la Cecenia diventera' ultima regione della Russia dove le giurie sostituiranno le Corti di magistrati, sembrava potesse crollare l'ultimo ostacolo formale per tornare alla pena di morte. Ma la decisione della Corte costituzionale ha respinto queste preoccupazioni con preciso riferimento a questa situazione.

* si ringrazia Claudio Giusti

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Dossier pena di morte

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