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Turchia
: questione curda , un gesto di distensione
di
Shorsh Surme*
Dopo
che un gruppo di 34 Curdi della Turchia, tra cui otto militanti
del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk, ieri accompagnati
da migliaia di Curdi del Kurdistan dell’Iraq si erano arresi
alle autorità turche al transito di frontiera di Habur, al
confine con il Kurdistan Iracheno, ne sono stati subito rimessi
in libertà 29 su 34 da parte della polizia di frontiera. L’evento
è stato trasmesso dalla due TV settellitari curde RojTV e
NewrozTV.
La
decisione di abbandonare i propri rifugi sui monti Qandil,
nel Kurdistan dell’Iraq, e di consegnarsi alle autorità turche
è avvenuta per incoraggiare il piano di Erdogan di risolvere
la questione curda. Infatti, Ahmad Deniz, che è un’alto esponente
del partito dei Lavoratori del Kurdistan (Party Krekarany
Kurdistan) PKK ha spiegato alla stampa curda che “la posizione
del Pkk rispetto alla cosiddetta 'Iniziativa curda' è la determinazione
del partito nel ricercare soluzioni pacifiche per fermare
lo spargimento di sangue”.
Inoltre
questi militanti hanno in programma di incontrare i parlamentari
curdi del partito Partito della Società Democratica (DTP)
che nel merzo scorso ha vito le elezioni regionali, si è aggiudicato
8 province, 51 grandi comuni e altri 40 piccoli (cioè con
meno di 30mila abitanti). Proprio
oggi si riunirà il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk),
l'organo costituzionale turco che riunisce i vertici politici
e militari del Paese, per discutere proprio dell'iniziativa
del governo nei confronti dei Curdi e della resa dei 34 membri
del Pkk.
Questa
volta i dirigenti della Turchia non possono esimersi dal cercare
veramente una soluzione politica e pacifica alla questione
di 17 milioni di Curdi in quel paese dopo ottant’anni di massacri
e repressioni.
Speriamo
che il governo turco e il parlamento, che rappresenta la popolazione,
possono accogliere questo gesto come una gesto per la pace
e per la fratellanza tra i due popoli curdo e turco.
*
giornalista kurdo-iracheno
 
Dossier
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