Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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20 ottobre 2009
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Una risposta ad alcuni lettori sul ministro Gelmini
di Rita Guma*

Alcuni lettori ci hanno inviato (e in qualche caso renviato come se fossimo tenuti a darne pubblicazione) una segnalazione relativa ad una dichiarazione di sfiducia nei confronti dell'attuale ministro Gelmini da parte del suo gruppo consiliare quando era amministratrice di un comune lombardo.

Non comprendiamo come questa informazione possa riguardare il nostro sito, che si occupa di legalita' e diritti. Non si tratta infatti di una denuncia relativa a violazioni della legalita' e dei diritti da parte del ministro, ne' si tratta di una dimostrazione di scarsa etica in politica, lesione della verita' et similia.

Ci siamo occupati in passato di denunciare come il ministero Gelmini abbia agito in contraddizione con le leggi esistenti o abbia perseverato nella violazione dei diritti dei disabili, cosi' come reputiamo poco etico che il ministro - che sbandiera una presunta volonta' di promuovere la meritocrazia - abbia invece per se' stessa cercato una via piu' facile per l'abilitazione alla professione di avvocato sostenendo l'esame di Stato a duemila chilometri da casa in una sede considerata piu' "abbordabile". Possiamo criticare l'ostinazione (e relative azioni amministrative o legali) del ministro relativamente all'ora di religione considerando che nella sua vita privata il ministro vive (dando, come si dice in gergo "pubblico scandalo") relazioni libere che non rispecchiano certo l'insegnamento del Vaticano che mira invece compiacere a scapito della laicita' della scuola.

Fatti oggettivi, con parametri di riferimento oggettivi e con ripercussioni oggettive sul cittadino e le leggi dello Stato. Un atto politico di suoi colleghi di partito nei suoi confronti, quale che ne sia la motivazione, oltre a non ricadere nel nostro campo d'azione, non ha invece alcun valore probante, stante le mille vie per le quali si attua la lotta politica - anche intestina - per emergere all'interno di un partito. E' chiaro che se si vuol 'far fuori' qualcuno che ha una posizione di potere qualche giustificazione la si deve pur dare (e siamo sicuri che si potrebbero rinvenire "prove" di operazioni analoghe nei confronti di molti altri politici di diversi partiti), ma questo non significa che sia fondata.

Il nostro Osservatorio e' "terzo" rispetto alla politica, e giudica le azioni dei politici, non fa la "lotta" ad un governo o ad un politico. Questo sia detto anche per il tentativo di alcuni lettori di coinvolgerci nella discussione sui provvedimenti politici della Gelmini riguardanti la scuola.

Abbiamo raccolto le firme per il sostegno ai disabili non contro questo o quel governo (erano peraltro coinvolti sia le amministrazioni Prodi che Berlusconi) ma perche' riteniamo il provvedimento di tagli incostituzionale e lesivo dei diritti dei disabili. Abbiamo espresso parere negativo sulla norma Gelmini-Brunetta riguardante i dipendenti pubblici malati perche' la ritenevamo incostituzionale (ed infatti il governo se la e' rimangiata a luglio, abolendola quasi in toto senza le fanfare che avevano accompagnato invece il varo del provvedimento).

Su tanti altri programmi della Gelmini riguardanti i tagli alla ricerca, il maestro unico, il tempo pieno, lo sfrondamento del numero di facolta' etc etc non abbiamo una posizione come associazione perche' sono scelte che non hanno ricadute sui diritti umani e civili e noi non facciamo politica. Personalmente ritengo che alcuni provvedimenti del ministro siano giusti, anche se contestati dall'"onda", altri li ritengo sbagliati, magari non sempre per i motivi addotti dai piu' a sostegno delle critiche, ma e' appunto un giudizio personale, come cittadina, madre, ex allieva ed esperta di insegnamento, non come presidente dell'Osservatorio e certamente non come persona ideologizzata, perche' non lo sono.

Sugli stessi punti altri iscritti dell'Osservatorio potrebbero pensarla diversamente. Cosi' personalmente io posso avere un giudizio positivo o negativo di ciascun politico, ma ciascuno dei nostri iscritti ha una sua opinione. Nessuno di noi, tuttavia, la esplicita sfruttando il veicolo dell'Osservatorio.

Abbiamo invece una posizione unitaria (che rendiamo nota come associazione e per cui ci battiamo) sulle questioni che costituiscono i nostri fini associativi, perche' nel nostro giudizio prendiamo a riferimento la Costituzione e le Carte internazionali dei diritti, che attengono la difesa dei diritti individuali e per questo prescindono da posizioni di parte.

* presidente Osservatorio

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Dossier etica e politica

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