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Orientamento
sessuale e incostituzionalita'
di
Rita Guma*
In
piu' occasioni abbiamo condannato gli attacchi a persone non
eterosessuali, attacchi evidentemente realizzati proprio per
punire queste persone per il loro orientamento sessuale. Siamo
assolutamente a favore di una legge che consideri aggravante
finalita' inerenti all'orientamento o alla discriminazione
sessuale della persona offesa nel caso di delitti non colposi
contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità
individuale, contro la libertà personale e contro la libertà
morale. Tuttavia vogliamo chiarire alcuni punti.
Cio' che e' stato considerato incostituzionale alla Camera
dei Deputati non e' la condizione di omosessualita' o l'orientamento
sessuale, ma la pregiudiziale di incostituzionalita' e' stata
posta e approvata con la motivazione che la legge stabiliva
una tutela che - stante la mancanza nell'ordinamento italiano
di una definizione di 'orientamento sessuale' - poteva essere
utilizzata con estensione a persone che nulla hanno a che
vedere con gli omosessuali. Sappiamo bene che in alcuni Paesi
UE si cerca ad esempio di accreditare la pedofilia come un
normale e persino sano orientamento sessuale.
Inoltre
alcuni parlamentari sono preoccupati che - senza un chiarimento
- le loro posizioni di opposizione al matrimonio omosessuale
o all'adozione da parte di omosessuali possano ricadere nelle
maglie della legge (che e' la stessa motivazione con cui il
Vaticano non ha voluto sottoscrivere la mozione francese all'ONU
contro la discriminazione degli omosessuali).
La
nozione di orientamento sessuale e' richiamata da leggi internazionali
che l'Italia ha sottoscritto e quindi deve recepire ma essa
non e' spiegata dettagliatamente. Inoltre, proprio con riferimento
a questi trattati c'e' chi, come la Carfagna, ritiene che
proprio prevedere un'aggravante solo per l'orientamento sessuale
potrebbe essere discriminatorio, visto che tali norme affermano
che nessuno puo' essere discriminato per razza, religione,
handicap, orientamento sessuale, etc etc, e che quindi una
legge dovrebbe contenere (e la ministra si e' impegnata a
presentarla) riferimenti a tutte queste categorie.
Ora,
sappiamo benissimo che l'intento di alcuni politici non e'
quello dichiarato ma quello di accontentare la parte del loro
elettorato piu' moralista e conservatore o di fare cosa gradita
al Vaticano o infine e' solo ideologico e finalizzato a mettere
i bstoni fra le ruote a colleghi dell'opposizione, ma a nostro
avviso il danno viene compiuto anche cadendo nell'eccesso
opposto, cioe' affermando cio' che non e' vero, cioe' che
si e' bocciata la legge dichiarando la diversita' sessuale
incostituzionale, cosa che abbiamo letto in comunicati e visto
scritto su magliette di protesta.
Perche' dire cose non vere? Perche' dipingere come una rivendicazione
glbt quella che e' una conquista di civilta'? E perche', per
l'appunto, rifiutare l'inserimento nella legge si altre categorie
a rischio discriminazione e violenza? D'altra parte la stessa
relatrice del provvedimento bocciato, l'on. Concia, ci sembra
abbia chiarito che voterebbe anche il provvedimento proposto
dalla Carfagna. Una
battaglia di parte non giova a nessuno.
Ovviamente
non si prendano a pretesto queste beghe per rimandare sine
die l'approvazione della legge, ma si provveda in fretta.
Nel frattempo, a gran voce, ribadiamo per l'ennesima volta
solidarieta' alle persone brutalmente pestate per il loro
orientamento sessuale e condanniamo i loro aggressori e coloro
che ne sono mandanti morali.
*
presidente Osservatorio
 
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