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14 ottobre 2009
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Orientamento sessuale e incostituzionalita'
di Rita Guma*

In piu' occasioni abbiamo condannato gli attacchi a persone non eterosessuali, attacchi evidentemente realizzati proprio per punire queste persone per il loro orientamento sessuale. Siamo assolutamente a favore di una legge che consideri aggravante finalita' inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa nel caso di delitti non colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale. Tuttavia vogliamo chiarire alcuni punti.

Cio' che e' stato considerato incostituzionale alla Camera dei Deputati non e' la condizione di omosessualita' o l'orientamento sessuale, ma la pregiudiziale di incostituzionalita' e' stata posta e approvata con la motivazione che la legge stabiliva una tutela che - stante la mancanza nell'ordinamento italiano di una definizione di 'orientamento sessuale' - poteva essere utilizzata con estensione a persone che nulla hanno a che vedere con gli omosessuali. Sappiamo bene che in alcuni Paesi UE si cerca ad esempio di accreditare la pedofilia come un normale e persino sano orientamento sessuale.

Inoltre alcuni parlamentari sono preoccupati che - senza un chiarimento - le loro posizioni di opposizione al matrimonio omosessuale o all'adozione da parte di omosessuali possano ricadere nelle maglie della legge (che e' la stessa motivazione con cui il Vaticano non ha voluto sottoscrivere la mozione francese all'ONU contro la discriminazione degli omosessuali).

La nozione di orientamento sessuale e' richiamata da leggi internazionali che l'Italia ha sottoscritto e quindi deve recepire ma essa non e' spiegata dettagliatamente. Inoltre, proprio con riferimento a questi trattati c'e' chi, come la Carfagna, ritiene che proprio prevedere un'aggravante solo per l'orientamento sessuale potrebbe essere discriminatorio, visto che tali norme affermano che nessuno puo' essere discriminato per razza, religione, handicap, orientamento sessuale, etc etc, e che quindi una legge dovrebbe contenere (e la ministra si e' impegnata a presentarla) riferimenti a tutte queste categorie.

Ora, sappiamo benissimo che l'intento di alcuni politici non e' quello dichiarato ma quello di accontentare la parte del loro elettorato piu' moralista e conservatore o di fare cosa gradita al Vaticano o infine e' solo ideologico e finalizzato a mettere i bstoni fra le ruote a colleghi dell'opposizione, ma a nostro avviso il danno viene compiuto anche cadendo nell'eccesso opposto, cioe' affermando cio' che non e' vero, cioe' che si e' bocciata la legge dichiarando la diversita' sessuale incostituzionale, cosa che abbiamo letto in comunicati e visto scritto su magliette di protesta.

Perche' dire cose non vere? Perche' dipingere come una rivendicazione glbt quella che e' una conquista di civilta'? E perche', per l'appunto, rifiutare l'inserimento nella legge si altre categorie a rischio discriminazione e violenza? D'altra parte la stessa relatrice del provvedimento bocciato, l'on. Concia, ci sembra abbia chiarito che voterebbe anche il provvedimento proposto dalla Carfagna. Una battaglia di parte non giova a nessuno.

Ovviamente non si prendano a pretesto queste beghe per rimandare sine die l'approvazione della legge, ma si provveda in fretta. Nel frattempo, a gran voce, ribadiamo per l'ennesima volta solidarieta' alle persone brutalmente pestate per il loro orientamento sessuale e condanniamo i loro aggressori e coloro che ne sono mandanti morali.

* presidente Osservatorio

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