Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
14 ottobre 2009
tutti gli speciali

Avviso di garanzia e crisi del '94 : ancora la stessa bugia
di Piero Stagno

Cari amici, in questi giorni ho sentito varie volte dire che non si ripeterà la storia del '94 in cui la magistratura lo fece cadere (Berlusconi, ndr); quest'insistenza conferma il rapporto assai difficile con la verità che lo contraddistingue da sempre, ma fa anche temere che a forza di ripetere una menzogna essa diventi una verità. Ho scritto tre volte in materia negli anni passati (2006 e 2003) e quindi mi permetto di reinviare due lettere del primo febbraio 2003, a cui non ho ho nulla da togliere né da aggiungere, se non che sembrano scritte oggi. Giudicate voi. Un caro saluto.

Piero Stagno

scritto il 1/2/2003 Cari amici, a proposito della sentenza della Cassazione, si continua a far paragoni col '94 dicendo che allora il Governo cadde per la nota vicenda dell'avviso di garanzia e quindi per colpa della Procura di Milano. Siccome la mia memoria aveva un ricordo dei fatti alquanto diverso, sono andato a riprendermi cosa ne disse allora la Civiltà Cattolica: per chi non conosce la rivista dei Reverendi Padri, essa esce due volte al mese e, dall'inizio, 1850, ha tre rubriche fisse di cronaca: Chiesa, Italia, Estero.
Delle vicende del governo di allora si occupò in due numeri: il 17 dicembre 1994 (la difficile navigazione del Governo Berlusconi) e il 21 gennaio 1995 (crisi del Governo Berlusconi). Vi ripropongo quindi, in calce, i brani salienti delle due cronache (sforbiciando assai, perché sono abbastanza lunghi, ma chi vuole può leggersi i testi originali, alla Berio ce l'avranno), anche perché ho pensato che una cronaca scritta da Gesuiti ad una distanza dai fatti di una/due settimane ha il grande pregio di cogliere meglio i motivi di fondo e di dare quindi una sintesi più attendibile.
La conclusione che ne ho tratto è che chi dice che fu l'avviso di garanzia a travolgere il Governo MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché il Governo cadde per le sue contraddizioni interne, comunque ognuno può valutare personalmente (se ha la forza di arrivare in fondo).

ecco la sintesi
Nel numero del 17 dicembre 1994 (Civ. Catt. 1994 IV 600-609) i reverendi Padri dicevano: "Nei mesi di ottobre e novembre il Governo....ha avuto una difficile navigazione..........I fatti più notevoli avvenuti nei mesi di ottobre e novembre sono il conflitto fra il Governo e la Procura di Milano, gli scioperi contro la legge finanziaria, l'alluvione del Nord Italia, le elezioni amministrative del 20 novembre, l'invio di una avviso di garanzia...., le divisioni della maggioranza. ....Di questi fatti daremo una rapida informazione".... (che dura per 7 pagine, quindi per essere fatta da un gesuita è veramente rapida).
Segue una lunga e precisa cronistoria del "dissidio fra il Governo ed il pool mani pulite", che parte dal 14 luglio "decreto Biondi" e finisce a novembre con l'ispezione ministeriale alla Procura e la rimessione a Brescia (29 novembre) per legittima suspicione dell'inchiesta Cerciello (poi comunque condannato), di cui era difensore Taormina. La cronaca termina con queste parole ...."Iniziava la delegittimazione morale, prima che giuridica, di Mani Pulite"; evidentemente la storia si ripete. Col titolo "Muro contro muro fra Governo e sindacati. L'accordo del 1° dicembre" segue la cronistoria dello scontro fra Sindacati e Governo (noto di passaggio che la materia dello scontro non era solo la riforma previdenziale, ma anche "condono edilizio e patteggiamento fiscale, cioè su provvedimenti una tantum e di esito molto incerto quanto all'afflusso previsto di 25.000 miliardi nelle casse dello stato" (la storia si ripete),. quindi sciopero generale il 14 ottobre e manifestazione di un milione di persone il 12 novembre, in cui i tre segretari (Cofferati, D'Antoni e Larizza) chiesero di non porre la fiducia sulle pensioni, che invece fu posta il 15, perché la Lega se no avrebbe votato contro.
"Così....riportò un successo, ma a costo di scontentare un partito della maggiornaza, la Lega". fu poi raggiunto con i Sindacati un accordo il 1° dicembre, in cui, sostanzialmente, la riforma previdenziale era accantonata.
Sotto il titolo "un difficile novembre per il Governo..." la rivista passa in rassegna le critiche di Fazio sul pessimo andamento dei conti pubblici, l'alluvione (quella del Tanaro, per intenderci), la protesta studentesca, e poi aggiunge "Ma le difficoltà maggiori il Governo le incontrò al suo interno, a motivo del disaccordo su punti qualificanti fra la Lega dell'On. Bossi e gli altri partiti di Governo: disaccordo che portò la Lega a votare con l'opposizione contro taluni provvedimenti presentati dal Governo......In realtà il dissidio maggiore era fra la Lega ed Alleanza nazionale. Così il 18 novembre il Governo fu battuto...."
Col titolo "avviso di garanzia...." la Rivista dice "il peggio.... avvenne il 22 novembre. In quel giorno si conobbero i risultati del primo turno delle elezioni amministrative del 20 novembre", con una grave sconfitta di forza Italia....era dunque finita la luna di miele fra il presidente del Consiglio e gli ....italiani...."; dopo alcune righe prosegue: " un secondo - e assai più grave - colpo...fu l'avviso di garanzia.... ...protestò la sua innocenza: 'non ho mai corrotto nessuno, non mi dimetto e non mi dimetterò. Non voglio che il voto degli italiani venga tradito e rinnegato' ..dichiarò in un messaggio televisivo.....Annunziò quindi che le sue eventuali dimissioni avrebbero portato ad elezioni anticipate (mia nota, la storia si ripete). Cosa che non piacque al Presidente Scalfaro, il quale.....redasse una nota in cui diceva che ..... il Governo dipendeva dalla fiducia e sfiducia del parlamento ed indire nuove elezioni era prerogativa del capo dello Stato."
Con il titolo "conclusione" la rivista dice, fra l'altro "l'onorevole Bossi...avrebbe accettato di continuare a far parte di Governo nel quale era sempre crescente e sempre più determinante l'influsso dell'On. Fini e di Alleanza nazionale, e di una maggiornaza in cui la Lega era insidiata sotto il profilo elettorale da forza Italia....?."
Nel numero del 21 gennaio (Civ. Catt. 1995 I 178-187) la rivista fa la cronistoria della caduta del Governo Berlusconi e riferisce sui ballottaggi del 4 dicembre, con vittoria delle opposizioni, sulle dimissioni di Di Pietro dalla magistratura (il 2 dicembre), la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Mammì (che mi pare tuttora inapplicata) e l'approvazione della legge finanziaria (20 dicembre) e fa un resoconto dettagliato della crisi del Governo. Sotto il titolo "la crisi del Governo..." la rivista riferisce sui fatti: " La crisi ....era iniziata con il suo interrogatorio...avvenuto il 13 dicembre. ... In serata lesse alla TV un comunicato nel quale diceva: 'Non esistono contro di me né documenti né testimonanze di accusa.....Non ho alcuna intenzione di desistere'. Era la risposta che egli dava all'on. Bossi, il quale il 12 dicembre aveva affermato: 'questo Governo muore fra poche settimane. In settimana, intanto, creiamo il polo liberaldemocratico con i popolari. Tra meno di un mese verranno i primi vagiti della Seconda Repubblica'. In realtà la maggioranza che sosteneva il Governo non era mai stata compatta: in essa la Lega si sentiva a disagio, sia per il fatto di essere insieme ad Alleanza nazionale...sia per il fatto che forza Italia ne minacciava l'esistenza....... Di qui la richiesta dell'onorevole Bossi di compiere una 'verifica' dopo l'approvazione della Legge finanziaria. A metà dicembre, senza attendere l'approvazione definitiva della Legge finanziaria l'on. Bossi accelerò la crisi, stringendo un accordo con l'On,. Buttiglione per la creazione di un polo liberaldemocratico e firmando una mozione di sfiducia al Governo insieme con il PPI. Nello stesso giorno (17 dicembre) una seconda mozione di sfiducia fun presentata dal PDS.....Si giunse così al 21 dicembre ....ribadì anzitutto 'la sovranità appartiene al popolo e..chiunque operi contro questa volontà offende lo spirito e l'anima della Costituzione.....il suo mandato parlamentare diventa carta straccia'... nel suo discorso l'on. Bossi disse: 'Lei non è un uomo della Provvidenza. Tutt'altro. Non ha rispettato i patti, il suo governo è stato un fallimento completo, perché non ha combinato nulla. Quindi la Lega le toglie la fiducia'...".
la rivista poi riferisce l'intervento dell'on Berlinguer e circa l'intervento di Buttiglione dice:"aveva rivendicato il 'carattere parlamentare della nostra Costituzione', affermando che 'in Parlamento le maggioranze di governo nascono, si dissolvono, si ricostruiscono. È dunque perfettamente legittimo che questa maggioranza si dissolva in Parlamento ed in Parlamento se ne costituisca una diversa'.... Il 22 dicembre, prima che il Parlamento votasse le mozioni di sfiducia.....rassegnò le dimissioni del suo Governo nelle mani del Presidente della Repubblica"
Fin qui la storia, che mi pare provi al di là di ogni dubbio che l'avviso di garanzia ebbe al più una parte di contorno, ma non fu affatto determinante nella caduta del Governo, originata da uno scontro politico al suo interno. Segue poi la discussione, tuttora attuale, sulla fonte della legittimazione politica del Governo, in cui la rivista espone i due punti di vista, per propendere verso chi vede la legittimazione del Governo dipendere dalla fiducia del Parlamento, perché così dice la Costituzione, che non era cambiata (neppure ora): "non ci si può appellare alla sovranità popolare contro il Parlamento" (anche perché, aggiungo io, c'è l'art. 69 della Costituzione; "il parlamentare rappresenta l'intera nazione ed esercita il suo ufficio senza vincolo di mandato").

scritto il 1/2/2003
Cari amici, ritorno sulla crisi di Governo del '94 per proporvi cosa ne scrisse Aggiornamenti Sociali (un'altra rivista dei Reverendi Padri) nel febbraio 1995 (Aggiornamenti Sociali è mensile). Come vedrete, in questa cronaca dell'avviso di garanzia non c'è nessuna traccia, a dimostrazione della sua irrilevanza nella crisi. La rivista pubblicò integralmente l'intervento dell'On. Buttiglione (che, non dimentichiamolo, aveva firmato la mozione di sfiducia con l'on. Bossi) il 21 dicembre 1994 alla Camera durante il dibattito sulla fiducia. Naturalmente ve ne risparmio il testo integrale, ma vi riporto di seguito il riassunto dei Reverendi Padri: "Buttiglione dapprima smonta la tesi del 'tradimento' e dello 'scippo', ricostruendo accuratamente la genesi di una maggioranza frutto di un'abile operazione elettorale, coronata peraltro da un'intesa parlamentare, e rivendicando la legalità costituzionale di un eventuale governo sorretto da una nuova maggiornaza, in ragione del carattere parlamentare della nostra democrazia; argomena poi in sette punti l'inopportunità politica di un immediato ritorno alle urne e, infine, avanza la proposta di un governo tecnico-politico che raccolga largo consenso in Parlamento intorno ad un programma esenziale di risanamento economico e di riforme elettorali-istituzionali (comprensivo di una legge antitrust in materia televisiva - sottolineatura mia) assolutamente inidilazionabili e comunque preliminari ad un proficuo appello agli elettori".
I Reverendi padri poi fanno i loro commenti: "Al momento in cui scriviamo non conosciamo l'esito di una crisi che si profila difficile, Possiamo solo fare nostre le tesi seguenti: 1) la crisi si è prodotta per le contraddizioni interne alla maggioranza e per il logoramento della sua leadership; 2) è assolutamente legittima la formazione in parlamento di una nuova maggioranza; 3) sarebbe tuttavia sommamente opportuno che essa fosse adeguatamente estesa, dovendo provvedere al varo di riforme delle regole che auspicabilemente godano di un largo consenso; 4) vanno fermamente riprovate le forzature e l'esasperazione polemica di chi si comporta come se la nostra Repubblica parlamentare fosse una democrazia plebiscitaria; 5) vivo apprezzamento esprimiamo per l'alto e difficile ruolo di garanzia sin qui esercitato dal Presidente della Repubblica, pur pressato da più parti e, in qualche caso, fatto oggetto di intimidazioni e insolenze."
Cosa ve ne pare ? Sia l'intervento di Buttiglione, sia le considerazione della rivista sembrano scritti oggi.

per approfondire...

Il trionfo della bugia (Berlusconi e i magistrati)

Dossier etica e politica

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale