Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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13 ottobre 2009
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Domanda cattiva
di Claudio Giusti*

L’ informazione italiana, per quanto riguarda i diritti umani, sembra essere asservita a un paio di associazioni. Se quelle si muovono lo fanno anche i media, altrimenti restano in letargo.

Eppure su Internet ci sono dozzine di ottimi siti e sarebbe facile per un giornale dedicare una pagina al giorno alla lotta per i diritti dell’Uomo.

Ho avuto, anche di recente, modo di verificarlo con la pena di morte americana. Fatti eclatanti avvenuti in Ohio e Texas sono passati sotto silenzio o quasi.

Voi cosa ne pensate?


La domanda di Claudio Giusti vuole essere uno spunto di riflessione per tutti i lettori e forse anche per la stampa, ma vorrei dare una mia risposta, da presidente di una associazione impegnata per i diritti umani.

Il problema e' che le associazioni che vanno sui giornali in materia di diritti (umani o civili) sono sponsorizzate politicamente. Per quanto si dicano super partes o della societa' civile i massimi dirigenti sono parlamentari o ex parlamentari o esponenti di punta di partiti politici (e questo vale per le 'associazioni' di destra e di sinistra) o sono platealmente sostenitrici di partiti.

Ecco perche' i giornali danno loro spazio, non perche' le considerino autorevoli (cosa che poi appaiono di fronte all'opinione pubblica grazie alla visibilita' mediatica), ma perche' fanno parte della quota dei politici di riferimento di quella testata. Per la stessa ragione partecipano in pole position ad avvenimenti istituzionali o commissioni ministeriali di esperti (spesso create ad hoc per accontentare le associazioni che portano consensi elettorali) che danno loro ulteriore visibilita' e fanno curriculum.

Per queste ragioni le loro rampogne sui diritti sono sempre a senso unico o - nel migliore dei casi - sono soft con una parte politica e sferzanti con l'altra. Per contro, le poche organizzazioni che possono davvero dirsi super partes non sono controllabili nelle loro esternazioni (dettate solo dall'amore per i diritti), quindi meglio ignorarli, sulla stampa e altrove.

Ovviamente si tratta di scelte: dalla parte della visibilita' e dei finanziamenti o esclusivamente da quella dei diritti senza guardare in faccia a nessuno? Chi sceglie la seconda sappia che dovra' sudare sangue ed avere davvero buoni argomenti per ottenere un trafiletto in dodicesima pagina ogni paio d'anni. La scelta alla vostra coscienza, ma anche al vostro pelo sullo stomaco!

Rita Guma,
presidente dell'Osservatorio

* membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio

per approfondire...

Dossier pena di morte

Dossier diritti

Dossier informazione

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