Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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06 ottobre 2009
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Pressioni politiche sul notaio del Comune : e' la legge , bellezza !
di Flavia Fulvio*

Nel 1948, Pietro Calamandrei rivolgeva una interpellanza al Ministro della Pubblica Istruzione On. Gonella, per conoscere i criteri che avevano ispirato il provvedimento con il quale non era stato confermato come direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa il prof. Luigi Russo - un laico - che teneva tale ufficio dal 1944.

Calamandrei osservava: "non vorrei che si instaurasse anche in Italia il sistema che un tempo era usato negli Stati Uniti d’America: il sistema degli 'spogli', col quale il nuovo presidente, appena eletto, distribuiva tutti gli uffici e impieghi pubblici ai suoi elettori, agli appartenenti al proprio partito, come una preda di guerra. Questo vorrebbe dire la corruzione di tutta l’Amministrazione”. Purtroppo oggi ci siamo arrivati, grazie ad una legislazione che, invocando l'efficienza, in realta' la nega e nel contempo calpesta la legalita' e la trasparenza amministrativa.

Tutto parte con la legge 142 e poi con la legge 241 del 1990. Entrambe furono presentate come esempi di ammodernamento e simboli di progresso. E il deleterio processo è stato portato a compimento negli anni 90. La legge 81 del 93, sulla nomina diretta dei Sindaci, tutt’oggi sbandierata come la legge che garantisce il migliore sistema elettorale, conferiva al sindaco un potere enorme, potendo scegliersi tutto il suo apparato. O meglio le segreterie scelgono sia i partner politici e soprattutto i funzionari e i pubblici dipendenti non soggetti a concorso.

E infine, nel 97, la legge Bassanini, la cosiddetta legge sullo snellimento dell’azione amministrativa, propagandata come quella che avrebbe permesso ai cittadini di esercitare appieno i propri diritti attraverso, per esempio, lo strumento del’autocertificazione (Strumento che in realtà esisteva già dal lontano 1968, con la legge n.15). Essa da un lato ha proclamato il principio della separazione dei poteri tra i politici, chiamati a individuare gli indirizzi di governo, e i funzionari pubblici, titolari in via esclusiva del potere gestionale per attuare l’indirizzo politico, ma dall’altro - subordinando la nomina del funzionario alla discrezionalità piena del politico - ha di fatto asservito quest'ultimo alla stessa politica, mortificando il ruolo dei funzionari pubblici soggetti a nomina, in spregio all’obbligo costituzionale del pubblico concorso.

In questo ambito, è chiamato ad operare il segretario comunale, il garante della legittimità e della correttezza dell’azione amministrativa dell’Ente locale. Ed infatti, cessato il mandato del Sindaco che ha nominato il segretario, cessa anche l’incarico di quest’ultimo e il Sindaco neo eletto ha 4 mesi di tempo per decidere se mantenere in carica il segretario o disfarsene, indipendentemente dai risultati raggiunti e dalla professionalita' e correttezza dimostrata nel precedente quadriennio. Il tutto in stridente contrasto con lo spirito degli artt. 97 e 98 Cost. che vogliono il dipendente pubblico sottratto ai condizionamenti politici.

Condizionamenti cui, e' evidente, il segretario sara' tentato di assoggettarsi sia in quei fatidici quattro mesi e sia nel corso della sua attivita', per non mettere a rischio il proprio posto di lavoro, che potrebbe essere trasferito ad altri che abbiano una maggiore affinita' politica o peggio partitica con il Sindaco neoeletto.

In definitiva, il segretario comunale e' nominato in base ad un metodo di "spoil system", proprio quello che, come diceva Calamandrei, "vorrebbe dire la corruzione di tutta l’Amministrazione”. Altro che legalita' e trasparenza!

E non si tratta solo di una questione di principio, una questione - come pensano alcuni - di 'moralismo', perche' saranno i cittadini a pagare questo vulnus alla legalita' e trasparenza, con l'assenza di controllo sugli atti, rischi di pilotaggio delle gare d'appalto, problemi di correttezza del bilancio comunale, etc etc etc

E' importante che i cittadini siano consapevoli di questo, e che - invece di assecondare l'italica propensione al clientelismo, al do ut des, alla raccomandazione, chiedano in modo pressante trasparenza dell'azione amministrativa, nomine e licenziamenti motivati e non una gestione della cosa pubblica che diventi un feudo personale.

* esperta di diritto amministrativo, componente del Comitato Tecnico-Giuridico dell'Osservatorio

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