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Quale
t utela giuridica per le vittime di gaslighting ?
di
avv. Margherita Corriere*
Il
“Gaslighting” è un processo di spietata e subdola manipolazione
psicologica di cui spesso – come per lo stalking – sono vittime
molte donne. L’espressione ha origine dal titolo del film
“Gaslight” del regista americano G. Cukor ( noto in Italia
con il titolo di “Angoscia”), che tratta di una vita matrimoniale,
che, dopo un periodo apparentemente felice, entra in crisi.
Allora il marito, con una spietata e subdola manipolazione
psicologica, spinge la moglie quasi alla pazzia. Sarà poi
l’intervento di un detective a ristabilire la verità, scoprendo
la reale essenza criminale del coniuge.
È questa la forma di violenza più temibile ed insidiosa, perché
perpetrata in maniera silente, senza violente esternazioni,
ma con insinuazioni, con ammiccamenti, sguardi di riprovazione,
battute pungenti, unica trama ordita per intrappolare la vittima
pericolosamente, facendole perdere fiducia in se stessa e
portandola a dubitare del suo stesso equilibrio psico-fisico.
E’ una forma d’abuso psicologico consumata soprattutto tra
le mura domestiche e che provoca gravissimi danni a chi lo
subisce.
Il termine gaslighting indica pertanto quei comportamenti
messi in atto allo scopo di far sì che una persona dubiti
di se stessa e dei suoi giudizi, iniziando a sentirsi confusa
o a temere di stare impazzendo. Il gaslighter è la persona
che si pone come agente di questo particolare tipo di maltrattamento.
Si tratta di una vera e propria forma di lavaggio del cervello
in cui il manipolatore cerca di convincere la vittima che
è incapace e piena di difetti, per renderla più facilmente
controllabile, o renderla più ansiosa e vulnerabile. La cosa
più terribile è che tale tipo di violenza psicologica è realizzata
soprattutto da amici e familiari, con la subdola scusa di
voler essere utili alla vittima.
Questo
fenomeno consta di tre diverse fasi:
l’incredulità
la difesa
la depressione.
Nella
prima fase la vittima si trova in uno stato di confusione
dovuto alla notevole quantità di cose irragionevoli sostenute
dal manipolatore. Nella
seconda fase la persona manipolata cerca di difendersi assiduamente,
mentre nell’ultima fase la vittima rimane soggiogata, moralmente
distrutta e si convince che il manipolatore ha ragione.
Per
quanto riguarda la personalità del manipolatore ne esistono
tre tipi:
1. Il manipolatore affascinante che si serve in modo ingegnoso
della lusinga;
2. Il manipolatore “ragazzo perbene“ che sembra interessarsi
in maniera altruistica della vittima, ma in effetti la distrugge
interiormente.
3. L’intimidatore che utilizza il rimprovero e la violenza
diretta.
Come accennato prima, il “Gaslighting” è molto frequente all’interno
delle coppie e ne sono vittime soprattutto le donne; si tratta
di una grave forma di aberrazione relazionale che troppo spesso
subiscono le donne. La violenza psicologica nella coppia,
purtroppo, spesso si cronicizza per l’abilità del manipolatore
di far entrare il manipolato nella fase depressiva, in cui
si convince della ragione dell’altro, annientandosi psicologicamente
sempre più e scendendo verso la china di forme depressive
molto gravi.
E'
importante che dopo lo stalking anche per tale grave ed insidioso
fenomeno si preveda un inquadramento normativo, onde punire
gli autori di una delle più insidiose e temibili forme di
violenza psicologica, che viene perpetrata nella maggioranza
dei casi nei confronti delle donne e delle persone più deboli,
quali anziani e malati, che ad oggi, non vengono tutelati
adeguatamente.
*
Componente Comitato Tecnico-giuridico dell’Osservatorio
sulla Legalità ed i Diritti Onlus
 
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