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C'era
un ulivo al nord , a Ponteranica
di
Alfred
Breitman*
Piantiamo l'ulivo! Lo sradicamento dell'albero
cresciuto a Ponteranica (Bg) in memoria di Peppino Impastatato
(Cinisi, 1948-1978), martire della lotta alla mafia, ha un
significato assai grave, così come la rimozione della targa
della biblioteca a lui dedicata.
"Con questo governo la cultura dell’antimafia è a rischio,"
ha commentato Giovanni, fratello di Peppino. "Si fa capire
che l’ulivo - albero mediterraneo - non deve invadere questo
territorio, come dire che Peppino Impastato è un simbolo estraneo
e dunque va rimosso. Quindi sbaglia chi ha parlato di un fatto
isolato: è invece un’azione che si sposa in pieno con il progetto
della Lega, di discriminazione di tutte le culture “altre".
E' un atteggiamento strumentale. Ci sono documenti molto dettagliati
che testimoniano della penetrazione della mafia nel nord Italia".
C'era
un ulivo al nord, a Ponteranica.
L'hanno abbattuto.
Era un simbolo vivo,
il ricordo di un uomo,
di un eroe che immolò la sua vita
per un'Italia unita, orgogliosa, pulita.
L'hanno abbattuto. Muore quell'idea
come l'albero a terra, senza linfa.
Hanno
ucciso Peppino,
un'altra volta.
Prima hanno fatto a pezzi
le radici della sua vita,
hanno fatto a pezzi la verità,
il coraggio e la speranza.
Hanno
ucciso Peppino,
un'altra volta.
Chi
l'ha ucciso
non appartiene a un punto cardinale,
chi l'ha ucciso è dovunque,
perché la mafia è metastasi.
Hanno ucciso Peppino,
un'altra volta.
Ci
rimane il suo nome,
come un seme di verità,
come una scintilla nel buio.
"Piantiamo
l'ulivo!
L'ulivo che a gli uomini appresti la bacca
che è cibo e che è luce, gremita".
Bergamo, 29 settembre 2009
*
si ringrazia Roberto malini, Gruppo Everyone
 
Dossier
mafia e antimafia
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