18 aprile 2009

 
     

Obama , torture e condono agli agenti CIA : commenti dagli USA
di Rico Guillermo*

Diverse critiche e pochi consensi negli USA alla scelta dell'amministrazione Obama di discolpare gli agenti della CIA coinvolti negli interrogatori duri sotto l'amministrazione Bush.

A seguito di una azione legale promossa dalla Unione Americana per le Liberta' Civili, infatti, l'attuale governo USA ha infatti reso pubblici quattro memo dell'amministrazione Bush sulle torture, i documenti che descrivono le brutali tecniche di interrogatorio utilizzate dalla Central Intelligence Agency, ma il presidente Barack Obama ha dichiarato che "Questo è un momento di riflessione, non di retribuzione" aggiungendo che "e' nostra intenzione rassicurare coloro che hanno svolto le loro funzioni in buona fede, basandosi sulla consulenza legale del Dipartimento di giustizia, che non saranno soggetti a procedimenti penali".

Secondo Amnesty International, che ha invitato l'amministrazione degli Stati Uniti ad avviare indagini e procedimenti penali dei responsabili per la realizzazione di atti di tortura, compreso l'annegamento simulato, nel corso della 'guerra al terrore', "Le dichiarazioni del Presidente Obama negli ultimi giorni sono state molto deludenti. Nel dire che a nessuno sara' chiesto conto di aver commesso atti di tortura, il governo degli Stati Uniti sta in effetti condonando la tortura". Daniel Gorevan, responsabile di Amnesty International per la campagna di giustizia sulla guerra al terrore, i memo del governo Bush di fatto giustificavano le tecniche di tortura, ha detto: "Vogliamo vedere un'immediata azione dell' amministrazione degli Stati Uniti su questo per perseguire i responsabili di atti di tortura, così come coloro che hanno autorizzato e giustificato questi atti".

Varie le reazioni dei blog e dei giornali USA. L'editoriale del Washington Post ha commentato che "L'amministrazione Obama ha agito con coraggio e saggezza ieri con la sua duplice azione sulle politiche di interrogatorio. La coppia di decisioni - il governo ha essenzialmente perdonato gli agenti che hanno commesso atti odiosi che era stato detto loro fossero legali, segnalando per altro verso che tali atti non devono mai essere accettati da parte degli Stati Uniti - ha realizzato esattamente il giusto equilibrio".

La pensano diversamente Michael Hayden e Michael B. Mukasey sul Wall Street Journal. A loro avviso "la pubblicazione di questi pareri e' stata inutile sotto il profilo legale, ed e' negativa come questione di politica. Il suo effetto sara' quello di portare a quel tipo di timidezza istituzionale e di paura di recriminazioni che in passato ha indebolito la raccolta di informazioni e che abbiamo dolorosamente deplorato l'11 settembre, 2001".

Sonja Starr, su Opinioni Contrastanti scrive che in base alla Convenzione contro la tortura, gli Stati Uniti avrebbero il "chiaro obbligo di fare esattamente cio' che Obama respinge come uno spreco di tempo: individuare le colpa per il passato, e cercare la punizione". Infatti l'azione penale obbligatoria ha l'obiettivo di porre fine all'impunita' per i crimini internazionali da parte dei governi che necessitano di guardare indietro, anche se preferiscono non farlo. "Non sto suggerendo - aggiunge Starr - che la Convenzione richieda ad ogni singolo sottoscritttore che persegua la tortura indipendentemente dalle circostanze. Essa afferma che le "autorità prendono le loro decisioni allo stesso modo di qualsiasi reato ordinario di un comportamento di natura grave ai sensi della legislazione di detto Stato", che sembra consentire un certo spazio per l'ordinario esercizio del potere discrezionale della Procura.

Pertanto - continua Starr - si potrebbe ragionevolmente decidere che alcune delle persone coinvolte con la politica non sono legalmente responsabili, in base alla legislazione penale, oppure si potrebbe decidere che semplicemente non e' opportuno procedere perche' una giuria non condannera' mai un imputato che stava eseguendo gli ordini con una consulenza legale del governo, quando il principale testimone per l'accusa e' un esponente di al Qaeda. "Ma Obama - commenta Starr - non ha usato questi argomenti, invece la sua argomentazione e' stata semplicemente 'E 'ora di andare avanti', che mi sembra essere l'unico argomento che la Convenzione ci vieta di usare".

Per "L'Anonimo liberale", i memo sulla tortura sono una lettura davvero "indispensabile per tutti". Il commentatore cita pagina 11 della nota Bybee, dove casualmente si osserva che il "waterboard è semplicemente un episodio acuto controllato, manca la connotazione di un prolungato periodo di tempo generalmente dato alla sofferenza". "Con quel meraviglioso pezzo di 'analisi' - ironizza l'anonimo liberale - gli avvocati del nostro governo hanno concluso che il piu' significativo esempio di tortura nella storia umana - una tecnica che risale al Inquisizione spagnola, se non prima - non e' stato in realta' una tortura. Sarebbe come scrivere una nota che afferma che un rapporto sessuale imposto non costituisce stupro finche' si conclude velocemente".

Daphne Eviatar, sul Washington Indipendent, commenta il memo del 30 maggio 2005 firmato da Steven Bradbury, secondo cui la norma pertinente per determinare quando la CIA ha superato il confine sarebbe il quinto emendamento sul divieto di condotta che comporti una "crisi di coscienza" e aggiunge che la sua coscienza e' certamente scossa dalle tecniche descritte in questi appunti: ripetuti falsi annegamenti, posizioni di stress, la testa sbattuta ripetutamente contro un muro, privazione del sonno, costrizione in una piccola scatola, etc.

Andrew Sullivan, sull'Atlantic, afferma di credere che nessun altro presidente americano abbia mai orchestrato la tortura di altri esseri umani nel modo in cui l'ha fatto George W. Bush ed "e' chiaro che si tratta di premeditazione; ed è chiaro che le analisi delle tecniche di tortura che si leggono nella relazione sono un pezzo di disonesta' e malafede semplicemente disgustoso e repellente". Spencer Ackerman, su Attackerman, definisce "medievali" i memo dell'Ufficio del Consulente Legale dell'amministrazione Bush e non solo per le tecniche di origine medievale incluse fra quelle applicabili, ma proprio per il potere affidato agli agenti CIA, come preti dell'inquisizione che potevano spacciare violenze per atti salvifici.

Il commento di Digby, su Hullabaloo, ricorda che cio' che viene legalizzato dal memo Bybee su richiesta degli "psicologi" in pensione della CIA non sono altro che le tecniche usate dal KGB. Aggiunge inoltre che si tratta degli stessi esperti che (come emerge dalla nota Bybee) assicuravano che Abu Zubaydah era un terrorista che poteva essere "spezzato" solo con la tortura, mentre "Sappiamo ora che le informazioni che sono state ricavate da Zubaydah sotto tortura sono state completamente inutili", dato che in effetti la tortura (un programma, fa notare il commentatore, che e' costato milioni di dollari) porta a false confessioni.

Jonathan Zasloff su Reality-Based, ha ricordato che "in mezzo al frastuono sui memo relativi alla tortura e' importante non perdere di vista un fatto fondamentale: il suo autore responsabile, Jay S. Bybee, e' ora un giudice federale". Secondo Zasloff, quindi, "a prescindere da qualsiasi questione di perseguimento penale, puo' essere accusato dal Parlamento e rimosso dal Senato". Che un giudice, infatti, abbia dichiarato che la tortura sia legale "non servira' come un buon precedente".

* si ringrazia Claudio Giusti

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