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15 aprile 2009
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Terremoto
: responsabilita' e ricostruzione Affermare che tutti sono colpevoli equivale a dire che nessuno è colpevole, e così immediatamente si crea un'amnistia universale. Non a caso qualche personaggio di Napoli conosce il detto, "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ...scordammoce o' passato , ........." , valevole però solo per gli altri. Ed è invece su questo punto, che oggi mi sento di ribellarmi con tutte le mie forze. Se tante tragedie da anni, simili a questa, si verificano nel nostro paese, e non in altri, la ragione è sempre l'uso intempestivo di questa istantanea amnistia universale. Se vogliamo trovare le cause del massacro, almeno per l'80% sono dovute al sistematico non rispetto delle regole, perché rispettare scrupolosamente le regole costa tanto denaro, e riduce il guadagno, e allora è meglio dimenticarle o costringere altri a dimenticarle. E ogni regola violata, è un virus che mina la stabilità di un fabbricato, la stabilità di un avvenire, la stabilità dei risparmi, la stabilità della salute, la stabilità della giustizia. Ogni regola violata è una piccola scossa di terremoto che crea magari una piccola crepa nella vita sociale del nostro paese, e che al momento opportuno diviene un cataclisma. Ma quando parliamo di regole, a quali ci riferiamo? In effetti ci riferiamo al nulla perché le regole antisismiche moderne e in linea con gli standard europei, già operative in Italia non esistono. Infatti è dal 2001 che il settore delle norme tecniche per le costruzioni antisismiche di standard europeo è di fatto in costante regime di proroga, in poche parole esistono delle norme sulla carta che dal 2001 non sono mai entrate in vigore.Anche le nuove norme emanate dopo i terremoti del Molise e della Puglia, sono rimaste sulla carta e si è consentito di applicare le norme vecchie di 16 anni e quindi obsolete e territori con classifica errata. Sono dunque responsabili direttamente tutti i governi di ogni parte e recentemente anche quello attuale che il 30 dicembre 2008 nell'ambito del "decreto mille proroghe" al comma 1 dell'articolo 20 del decreto 31 dicembre 2007, n.248 ha prorogato dal 30 giugno 2009 al 30 giugno 2010 l'entrata in vigore delle nuove norme antisismiche. Una furbata per favorire ancora una volta i palazzinari. Dunque oggi non solo sono crollati gli edifici dell'Aquila anche di recente costruzione, ma possono crollare, senza batter ciglio, tutte le nuove costruzioni di almeno 16 anni fa, il che vuol dire che sono a rischio anche le case ricostruite dopo gli ultimi terremoti. Non credo che ci siano giustificazioni per il Parlamento, opposizione inclusa. E allora se si vuole ricostruire non solo l'Abruzzo, non basta stanziare fondi, non basta impostare accurati piani di attività, non basta soccorrere tutte le situazioni difficili del momento, ma è indispensabile che ciascuna di queste cose sia gestita da chi continui, come oggi, a sentire la pena è la pietà per quei poveri morti, per quelle famiglie sconvolte. Devono essere persone che, davanti alle inevitabili devianze degli opportunismi del momento, proprio allora abbiano il fegato di dire fermamente no, dicano basta, dicano che ,se ci sono le regole vanno rispettate a tutti i costi , e se non ci sono vanno rese operative….da ieri, anche a costo di pagare di persona , ed essere tacciati di essere dei rompiscatole, e anche questo sarebbe il normale insulto lanciato verso tutti coloro che sono dalla parte della gente. Ma attenzione, rispettare le regole non significa esaltare la burocrazia, perchè questa è solo una forma di comoda elusione dalle responsabilità fatta da esseri spregevoli, significa rispettare il nocciolo dell'obiettivo, e realizzarlo subito e bene. Una burocrazia ben nota, che ha imperversato scandalosamente durante il terremoto in Umbria del 1998, dimostrando in quella occasione quanto valeva. E' questo il grande insegnamento che, chi avrà il privilegio di gestire la ricostruzione, dovrà assorbire, un insegnamento che evidentemente nel passato è stato completamente ignorato , in Irpinia gli iniziali 37 comuni terremotati divennero magicamente 687, le case distrutte che erano circa 28.000 diventarono 474.583, e non cito altri terremoti analoghi. Se tutto questo non avverrà, ogni soccorso sarà inutile perchè, passato il tempo, ci ritroveremo a piangere su bare vere o virtuali ,ma sempre bare. E allora si individuino i molti responsabili di queste violazioni, senza eccezioni, senza indulti, senza prescrizioni, senza processi secolari, senza guardare in faccia a nessuno, così come senza eccezioni e arrivata su tanta povera gente la mano del terremoto, e sia dunque attuato un secondo terremoto, questa volta benefico, per eliminare tutte le macerie morali di chi è stato il vero responsabile, e non è vendetta, è indispensabile pulizia per non trovarci domani al punto di prima. Non è vendetta, se si pensa che padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, durante la messa di suffragio alle vittime ha additato "alla sfrenata cupidigia di denaro la radice di tutti i mali..." e lo stesso Pontefice ha parlato di "un deficit etico nelle strutture economiche " e aggiungo io , istituzionali. E non si dica che è impossibile individuare le responsabilità, se veramente si vuole. Quando un albergo viene barattato per ospitare il Catasto, è come trasferire Fort Knox in una tendopoli e poi lamentarsi che vengono facilmente rubati i lingotti d'oro, e qui non è questione di regole ma di semplice buon senso. E di questi casi ne abbiamo avuto notizia per tutti gli edifici istituzionali, Prefettura, Università, Scuole, etc. che non solo per legge, ma per logica , dovrebbero essere i più protetti, proprio per costituire una salvaguardia pubblica, e che non avevano neppure le minime strutture di sicurezza e neppure le scale antincendio, e queste non sono norme antisismiche. Quindi sono responsabili coloro che non le hanno fatte, e responsabile chi non ha controllato e sanzionato che qualcuno non le aveva fatte, e qualcuno che non ha costretto a farle, e così via. Non sarà certo difficile, se si vorrà, capire che tipo di cemento è stato usato nelle costruzioni, e prendere per il colletto coloro che dovevano controllare questo, quando l'edificio era in costruzione, e non certo dovrebbero essere le stesse persone che dovrebbero controllare ora ,che l'edificio è in pezzi,perché se fossero le stesse, allora tutto per loro andrebbe bene. Sono molto scettico che questo avvenga, anzi che si desideri che avvenga, perchè si scatenerebbe una perversa catena di S.Antonio, ove quasi tutti i responsabili istituzionali meriterebbero essere presi a pedate e allora si avrebbe lo spopolamento delle poltrone e salterebbero fuori ben altre inadempienze, ben altri scandali, ben altri episodi di malavita politica, senza necessità d' individuarne il colore. Pensate a quanti baratti elettorali salterebbero, a quanti padroni delle tessere cambierebbero bandiera, a quanti finanziamenti e mazzette sarebbero messi in discussione. Ma io penso che ci dovrebbero pure essere in questo splendido paese, che ha popolazioni come l'abruzzese, dignitose e coraggiose, tante persone disposte ad alzare finalmente la testa, a rimboccarsi le maniche, come si è già fatto per donare alimenti e vestiti e denaro, per scavare nelle macerie, e disposte a continuare a difendere anche dopo, le vittime di questo terremoto, per dire basta a tutte le oscenità istituzionali che hanno condotto a questa tragedia. Non posso pensare che il cuore di queste persone batta di piètà solo quando la situazione fa notizia, e si fermi una volta spenti i riflettori della cronaca. Non posso pensare che in altri paesi, che hanno anche loro mille difetti e problemi, ove almeno si riesce ad attenuare gli effetti delle calamità naturali, potendolo e dovendolo fare, e da noi tutto questo debba riuscire così difficile. Segnali che queste persone esistono, e che dovrebbero diventare maggioranza, ci sono. Basta citare il caso durante il terremoto del Friuli del comune di Manzano che votò una delibera per dire grazie, per dire che non avevano bisogno di nulla perchè non avevano avuto danni, e invitava a concentrare gli aiuti dandoli a chi aveva bisogno. Fare questo significa difendere non solo chi oggi ha sofferto, ma difendere anche tutti coloro che potrebbero essere le potenziali vittime di altri disastri ,se si continuasse a non fare quel che si deve, e tra queste vittime ci potrebbero essere anche i nostri cari. Oggi è un debito che tutti noi abbiamo contratto nei confronti dei bambini, delle madri, dei nonni, dei padri e dei fratelli che non ci sono più, e di coloro che sono restati a piangerli. E' un debito che, se siamo persone degne, siamo obbligati a onorare scrupolosamente ponendo fuori della porta definitivamente tutta la marmaglia politica, vera causa di tutto questo. Sarebbe un terremoto benefico, con tante vittime che comunque non sarebbero destinate ad occupare circa trecento bare, come invece purtroppo è avvenuto per circa trecento innocenti. * stralcio dell'intervento su Radio Gamma 5 del 15.4.2009 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdi ___________ NB:
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